- Dalla pagina sugli UI di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Gli UI, un trio composto da due bassi (Sasha Frere-Jones, Wilbo Wright) e una batteria (Clem Waldmann), hanno offerto forse la fusione più audace di dub, jazz e rock su Sidelong (1995), con composizioni che richiamavano Contortions, Material e, ancor prima, i Can.
Bio:
Quella degli UI è una musica strumentale che ha poco dell'impeto rock, semmai
qualcosa dell'arte cubista. Si riallaccia agli esperimenti "no-wave" di
Contortions e Material, e, per via indiretta, a quelli di Can e Faust.
Incorpora materiale dub, elettronico, hip-hop e soprattutto jazz.
Formati a New York dal bassista Sasha Frere-Jones, gli UI erano un insolito trio di due bassi (Wilbo Wright l'altro) e batteria (Clem Waldmann). Esordirono con 2-Sided EP (Hemiola, 1993), che contiene l'ottima Horn Crown Label. Sei pezzi del loro repertorio vengono trasformati in composizioni strumentali d'avanguardia sull'EP Unlike Remixes vol. 1 (Lunamoth, 1995). Il terzo EP, Sharpie (Soul Static Sound, 1996), contiene Skeletons, che al confronto è un girotondo per bambini, e, soprattutto, la lunga title-track, sospesa fra post-rock e acid-rock. Due EP verranno raccolti su 2-Sided EP/ Sharpie (Southern, 1998).
La carriera maggiore comincia comunque con Sidelong (Southern, 1995),
e composizioni come August Song, Piano e soprattutto
Johnny, che trasudano tensione dalle loro partiture apparentemente
geometriche e meccaniche. Gli Ui prediligono le astrazioni, ma raramente
le loro armonie si sfilacciano (eccezione saliente
l'anemica e sconnessa Top Requests).
L'astrazione è anzi più concreta di quanto sembri. Sono quasi novelty
Long Egg, che applica il twang di Duan Eddy a un'incalzante armonia
jazz-rock, e Drive Towards The Smoke, con il suo
tribalismo grottesco.
L'unica canzone, Golden Child, è blues-rock sgangherato e deturpato
da effetti sonori.
Un disco, insomma, sempre all'erta, pieno di sorprese, ricco di armonie
insolite.
Alcuni brani dell'album vengono riveduti in chiave futurista sull'EP Dropplike (Southern, 1996).
L'EP Fires (Duophonic, 1998), accreditato a Uilab, è una joint venture tra gli Ui e gli Stereolab, ma in realtà è solo una serie di remixes di una canzone di Brian Eno.
D'altro lato, il sound del secondo album degli Ui, Lifelike
(Southern,
1998), è quasi troppo morbido e rilassato per il suo stesso bene.
Dose più massicce di jazz incollano tutti i pezzi insieme, ma il
vero centro è... la colla. Il gruppo ha meticolosamente
manipolato
il materiale (spesso tornando indietro di quattro o cinque anni), e lo
ha arricchito di strumenti acustici ed elettronici, per produrre un
sound
quasi-funk decisamente artificiale. Drive Until He Sleeps libera
un tema orecchiabile che s'intreccia tra il basso funk e un drumming
muscolare.
Altre vignette "melodiche" mostrano la stessa arte nei contrappunti
sofisticati:
Digame
e Laceria costruiscono un miraggio di una melodia come un quadro
cubista, per mezzo di frasi discrete di chitarra, e sopra battiti
meccanici,
che ben complementano il lavoro di chitarra robotico.
Blood In The Air è un esempio quintessenziale del modo
in cui l'album è focalizzato sulle texture: rumore elettronico,
battiti tribali, e chitarre stridenti sono fusi in un solo pacchetto.
Undersided mixa fiati jazz e poliritmi à la Neu!. Green Of The Melon
è una jam per armonica blues, brontolii di basso e tintinnii
free-form
di bastoni. Molloy's March accenna una melodia e una struttura,
ma senza chiudere il cerchio dei suoi vari elementi. Acer Rubrum
difetta di un centro materiale: dub, toni acquatici e strimpellio
frenetico.
Exeunt è solo un scheletro della musica che dovrebbe
essere,
uno spiritual da piantagione dopo un'esplosione nucleare.
Le ambizioni post-moderniste degli Ui sono evidenti in pezzi come
The
Fortune One Knows No Anxiety, accoppia jazz, blues e rock, quasi
implode
e poi ritorna risorge con un semplicissimo riff.
L'intero album è un esercizio cerebrale che è solo
lontano
parente della grande spontaneità del primo: è pur sempre
intrigante grazie all'abilità degli Ui nel costruire canzoni che
sono vere e proprie contraddizioni in termini, anche se una energia
intellettuale
ha preso il posto dell'energia muscolare dei primi tempi.
Lifelike
porta via tutta la "vita" degli album precedenti.
Standing Upright On A Curve (Subrosa, 1998) è una collaborazione tra Sasha Frere-Jones e Loren Mazzacane.
Gli Ui risorgono dopo qualche anno di silenzio con l'Ep The Iron
Apple (Southern, 1999). È un lavoro minore nel loro
repertorio,
ma Mrs Lady Lady è sempre una valida dimostrazione del
loro
stile cyber-funk.
Con Answers (Southern, 2003) gli Ui uniscono la new wave e
quel
post-rock che loro stessi hanno alimentato. Non contenti dei loro
assalti
di contrabbasso, si fanno aiutare dal bassista Erik
Sanko dei Lounge Lizards, che aggiunge un retrogusto romantico alle loro composizioni
convolute.
Le prime tre canzoni (Back Up, Get Hot You Bum, Mrs
Lady
Lady) stabiliscono l'eredità di gruppi new-wave come ESG e
Liquid Liquid, mentre Answers,
Sleep Hold e la gemma dell'album,
John Fitch Way, insaporiscono il tutto con gli intricati
contrappunti del e le dinamiche oblique del post-rock.
Le altre tracce fondono i due
punti focali in un lattice di riffs, grooves e melodie che possono non
avere l'inventiva delle loro prime opere, ma il risultato è
comunque intellettualmente stimolante e in anticipo sui tempi.
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