- Dalla pagina su Voice of Eye di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Voice Of Eye ÃĻ il duo formato da Bonnie McNaim e Jim Wilson (ex membro dell'ensemble d'avanguardia Cruor), con sede a Houston (Texas), che avevano cominciato la loro carriera all'inizio del decennio nel combo noise/industrial Esoterica Landscapes 7 con l'album Hokmah Nistarah.
La specialità dei Voice Of Eye ÃĻ la "scultura sonora organica": una forma di musica ambient etnica elettronica che si basa principalmente su droni elettronici e strumenti manipolati. Le cassette Isolation, Voice of Eye e Resonant Fields/Hot Gypsy Fink erano ancora esperimenti rudimentali, ma mostravano già un denso mix trancey di fonti, spesso con sfumature esotiche. Il risultato era legato soltanto superficialmente a Steve Roach.
Mariner Sonique (Cyclotron, 1993), con la partecipazione di Ure Thrall, rivela due arrangiatori abili ed eleganti, che sanno trasformare un brano musicale in un'esperienza davvero stimolante. Le orchestrazioni di Transmission e Deja Heir fondono elementi di ambient, progressive, industrial e world music con un'attenzione maniacale al "flusso" piuttosto che alla trama. L'album spazia dalla musica celestiale new age (Melange Nun) all'arazzo cosmico (Deep BE Vox) alla meditazione shoegazing/droning (Epitaph For King Lear). Il duo utilizza infatti strumenti umili (per lo piÃđ fatti in casa).
La svolta artistica del duo arrivÃē con i sette Vespers (Cyclotron, 1994), intrisi di spiritualità medievale e trascendenza orientale (Waking, Blooming, Melting). Voci eteree, strumenti a corda e accenti etnici ricordano una versione remixata dei Popol Vuh.
The Hungry Void (Cyclotron, 1995) ÃĻ una collaborazione su due dischi con Life Garden.
Appaiono anche in Narratives: Music For Fiction (Manifold, 1996) con Paul Schutze e Robert Rich.
Le sei fasi di Transmigration (Cyclotron, 1996) ritornano al flusso organico di droni spettrali di Vespers, questa volta ispirato al "Libro tibetano dei morti". Il sound (soprattutto nel tour de force di Transmigration) acquista il sapore "primitivo/futuristico" dei viaggi antropologici di Steve Roach. Oblivion ÃĻ un pezzo piÃđ austero, che richiama i sogni celestiali di Harold Budd e i duri collage di Karlheinz Stockhausen.
The Live (Anomalous, 1998) include una lunga jam, Flight Of Re.
Le raccolte doppio disco Anthology One (Vinyl On Demand, 2010), Anthology Two (Transgredient, 2011) e Anthology Three (Black Mara, 2021) contengono rarità .
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