- Dalla pagina sui Workdogs di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Anonimo)

I Workdogs sono un duo di New York (il cantante e bassista Rob Kennedy e il batterista Scott Jarvis) che suonano un rock and roll primitivo e amatoriale, una sorta di compromesso fra Half Japanese, Cramps e Pussy Galore.
Non a caso collaborarono anche con i Gibson Brothers.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Le "canzoni" di Roberta (Okra, 1988 - Sympathy, 1994) erano improvvisate maniacalmente. La title-track, un colosso blues di 16 minuti, è cantata con un tono allo stesso tempo sarcastico e infantile. Si tratta, principalmente, di un crescendo spettacolare: il tempo accelera dal blues lento al boogie veloce, al country shuffle, al vivace ragtime, al caotico rhythm'n'blues con strumenti a fiato, al rockabilly alla Cramps.
I brani più brevi compongono una demenziale ricostruzione della musica del passato, che si tratti del ponderoso blues da saloon di Jane Gone, del jazz swing da big band di Rob K's Money Crazy Boogie, del febbrile jump blues di A Woman Is More Than A Box We Come In. L'album è unico se non addirittura "impossibile".

In Hell (Sympathy, 1993), una "opera blues" che vanta co-cospiratori come Foetus, Lydia Lunch, Moe Tucker e Jad Fair, si concentra sulla decadenza morale, ogni "canzone" è dedicata a una storia di depravazione. Fatta eccezione per l'attacco hardcore frenetico e discordante di Little Boys With Big Guitars, tutte le tracce sono dei brani parlati. Quelli più lunghi sono i meno musicali: i nove minuti di rumore spaziale in forma libera di Death Of The Workdogs e l'insieme sciolto di eventi sonori che scandiscono l'incubo di The House That Drugs Built. * suona come i Mars che accompagnano Charles Bukowsky. Il resto è solo leggermente più ascoltabile.


(Tradotto da Anonimo)

Un nugolo di veterani della new wave (Jon Spencer dei Pussy Galore, Jerry Teel dei Chrome Cranks e Marce Hall dei Railroad Jerks) partecipa anche a Old (Sympathy, 1994), una raccolta di canzoni molto più regolari, anche se sempre viziate da quel loro humour satanico (una sezione di fiati, ballate da cocktail lounge come Back In The Days e Back On The Night Of May, boogie da saloon come Stimulant e Brave New Blues, e nonsense sacrileghi come Robert Kennedy Blues e Painting The Devil's Office Again).


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