- Dalla pagina sugli Amp di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Sirenes (Petrol, 1996) contiene sia "canzoni" che pezzi d'avanguardia. I due brani sono di natura piuttosto diversa, sebbene il punto di riferimento fondamentale sia Flying Saucer Attack (e forse Seefeel): le melodie distorte e sussurrate di Souvenir, contrapposte al recital di Merry Go Down che fluttua in un turbine di droni elettronici.
Le composizioni più ambiziose tentano diverse strategie di scultura sonora, ma hanno in comune il risultato: un'atmosfera caotica che non è propriamente una rilassante chill music, ma piuttosto una meditazione claustrofobica e quasi apocalittica sul mondo post-industriale. Il brano strumentale Frieze richiama l'archetipo del raga cosmico-psichedelico britannico, Set The Controls for the Heart of the Sun dei Pink Floyd. L'altro brano iper-psichedelico (e l'altro pezzo forte), Soft Stone Soul, è un reticolo dilatato di frammenti organistici e vocali (si pensi all'equivalente di un canto gregoriano di Stockhausen). Rave Mantra è l'affresco di una terra terrificante, in cui la voce di Scharff sembra mormorare parole insensate mentre viene avvolta da un magma ribollente di rumori insensati. La sua controparte è la breve sonata per pianoforte che chiude l'album, So Be It, un barlume di speranza in un universo ampiamente ostile.
Il primo brano che si addentra nella dance music, Mathilda's Shorts Wave, è forse quello meno emotivo di tutti: la protagonista è una drum machine frenetica sullo sfondo di una brezza spettrale di echi. Il secondo, Eternity, vanta un ritmo altrettanto isterico, e ancora più sincopato, sullo sfondo di un muro di rumore di chitarra alla My Bloody Valentine.
Il primo album è stato preceduto dal singolo Get There/ Remember (Linda's Strange Vacation, 1995) ed è stato seguito da un'intensa sequenza di singoli: Frisè/ Le Petit Chat (Wurlitzer Jukebox, 1996), Ombres (Enraptured, 1996), Beyond/ Lutin (Wulitzer Jukebox, 1996), raccolti poi in Passè-Present (Enraptured, 1998).
Il doppio EP Perception (Darla, 1997), quasi completamente improvvisato, è composto da quattro lunghi brani per un totale di 88 minuti. Anche se i pezzi, autoindulgenti, non conseguono il nirvana dei lavori maggiori, tuttavia mostrano una più languida e serena attritudine verso la musica ambientale.
In Stenorette (Kranky, 1998) Walker dimostra di saper imparare dagli errori del passato. Abbandonando i lunghi e autoindulgenti deliri delle uscite recenti, Walker torna al formato di brani brevi e strutturati. In altre parole, si tratta di una raccolta di canzoni, alcune "cantate" dal pianoforte e altre da Karine Charff. Il pianoforte lascia un segno forte sulla musica, grazie a pattern malinconici che ricordano Music For Airports di Brian Eno (in particolare nell'inquietante Just Ice) e inventano una forma rarefatta di ballata lounge (l'atmosfera sconsolata di Songe). Il synth-pop sincopato ed etereo di Tomorrow si affida a un ricco arazzo di note di pianoforte.
D'altro canto, mentre Robert Hampson contribuisce a colmare le lacune (di produzione) con i suoi loop di chitarra campionati, Walker e Hampson escogitano effetti drammatici che conferiscono alla musica un'atmosfera molto più intensa e quasi maniacale. Outlier è pura violenza, che emerge sotto forma di distorsioni metalliche da un magma ribollente di rumori elettronici. Tango Non mostra la furia travolgente e selvaggia di Suicide e Stooges, unita a un riff insistente alla Led Zeppelin.
Il lamento in stile Nico di You Are Here è ambientato su uno sfondo quasi sinfonico che prende in prestito persino idee dai Pink Floyd (il muro di rumore vibrante in stile Welcome To The Machine, un campionamento di elicottero, un ritmo marziale).
Zoe è il pezzo più sperimentale: chitarra distorta ad alto volume e tastiera pronunciano melodie giustapposte a un campionamento di voci sconnesse su un ritmo industriale in stile dub.
Sunflower, che adatta il dream-pop dei Cocteau Twins allo shuffle ipnotico della chitarra di Walker, suona come musica pop rispetto al resto.
Stenorette ha un cuore e una mente, mentre Astral Moon... aveva solamente un nome (molto lungo). Si tratta di un ritorno in forma per un artista che è facilmente preda dei sound alla moda, ma che dimostra vero talento quando viene stimolato da nuove idee.
A.M.P. Studio è il progetto solista di Richard Walker.
Syzygy (Ochre, 1998) offriva un bizzarro mix di musica ambient e psichedelica, e le due suite del mini-album Lost/Found (Fourth Dimension, 1999), noto anche come Unconscious Country, orientavano verso la musica d'avanguardia, ma Alien Registration Office (Ochre, 2000) torna al formato della canzone rock, seppur con un tocco tedesco (Can e Faust). Walker sperimenta con loop, droni e campionamenti in modo infantile, e solo occasionalmente trova una combinazione intrigante.
Registrato nel 1999 durante il loro tour europeo, Saint Cecilia Sinsemilla (Space Age, 2001) degli Amp ricicla alcune tracce di Stenorette e aggiunge qualche nuovo brano.
L'Amour Invisible (Space Age, 2002) degli Amp non rappresenta una novità assoluta, ma offre la consueta dose di trip-hop elegante e sognante. La formazione riformata degli Amp (Richard Walker, Karine Charff, Olivier Gauthier, Jan Zert) è un ensemble piuttosto diverso da quello di un tempo, molto più eclettico (con una gamma che spazia dal pop di Curious Smile allo sperimentale Glasshouse Jam) e specializzato in atmosfere surreali (Junkyard Blues).
Il triplo CD All Of Yesterday Tomorrow (Rroopp, 2007) raccoglie singoli, tracce da compilation e rarità.
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