- Dalla pagina sui Bis di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
A metà degli anni '90 il pop regnava sovrano in Gran Bretagna e si succedevano
"next big thing" una dopo l'altra, sempre meno originali e sempre più
stucchevoli.
I Bis stabilirono un nuovo primato: quello di essere il primo complesso a
entrare nelle classifiche britanniche senza essere stati ancora scritturati.
Erano anche minorenni, e questo li rendeva prediletti da quei rotocalchi che non sapevano più di cos'altro scrivere.
This Is Fake DIY (Teen C, 1996) e Kill Your Boyfriend prepararono
la strada all'EP
Secret Vampire Soundtrack (Chemikal Underground, 1996), il disco
comprendente Kandy Pop che segnò di fatto un clamoroso revival
del rock scozzese (Arab Strap,
Belle And Sebastian,
Delgados).
Questi e Burn The Suit verranno raccolti negli USA sull'EP
This Is Teen-C Power (Gran Royal, 1997).
In realtà, come dimostra l'album
The New Transistor Heroes (Grand Royal, 1997),
questi scozzesi sono semplicemente degli umili discepoli dei B52's:
la loro specialità sono
febbricitanti balli da party come Tell It To The Kids.
Alternando un pizzico della frenesia dei Ramones (Sweet Shop Avengers),
un pizzico della scipitezza dello ska-punk (Everybody Thinks They're Going To Get Theirs)
e un pizzico della spensieratezza dei girl-group (Popstar Kill),
i Bis mettono a segno diversi sketch di goliardia adolescenziale.
I membri del complesso (che si nascondono dietro i nomi geniali di
Sci-Fi Steven, John Disco e Manda Rin)
non sono certo dei virtuosi: eccellono semplicemente nelle parti vocali,
che rimaneggiano e stravolgono in continuazione, con indubbie fantasia ed
esuberanza.
Non manca comunque la verve, che è ciò che conta per operazioni
sotto-sotto-...-sotto-culturali come questa.
Nè manca il senso dello
humour: gran parte delle canzoni sono eseguite come si eseguono le musiche
da circo (Starbright Boy), evitando il tronfio melodismo degli Oasis.
Come sempre, alla fin fine (dai Beatles ai Bis) il pop britannico si nasconde
ancora sotto le sottane del musichall di un secolo prima (Mr Important).
Come al solito con il Brit-pop, fra le diciotto canzoni ci sono tonnellate
di spazzatura,
ma mediamente i ritornelli ci sono, la base ballabile è
sempre trascinante, e gli arrangiamenti sono
sufficientemente eccentrici (continui cambiamenti di ritmo, bollicine di
sintetizzatori, controcanti da liceali e break demenziali). Anzi, dietro le
quinte potrebbe nascondersi il Frank Zappa più istrionico: Popstar Kill
sarebbe perfetta su Absolutely Free.
Non hanno nulla da dire ma, se non altro, ogni tanto lo dicono in maniera
davvero carina.
Nel suo genere di pop bizzarro l'album è, per qualche minuto,
un piccolo capolavoro.
Anche su Social Dancing (Grand Royal, 1999) tutto è utilizzato per comunicare ottimismo: il jingle-jangle delle chitarre che suonano come cornamuse, i ritornelli corali e contagiosi, il contrappunto delle garrule ragazze 'pon-pon'. Making People Normal vanta una melodia Merseybeat sovrapposto a un frenetico pezzo "Madchester" dance. Shopaholic evidenzia un motivetto persino più orecchiabile. Un missile techno sospinge in avanti Eurodisco. Il loro metodo è molto semplice: prendere un'allegra melodia, farla rimbalzare avanti ed indietro tra ragazzi e ragazze, farla scivolare sotto un ritmo veloce e riempire il resto con chitarre assordanti. Poche canzoni fanno qualcosa in più rispetto al ricorrere semplicemente al music hall (Am I Loud Enough) e allo ska (Listen Up). Paragonati a questo modo di comporre banale, i Primitives erano molto più creativi.
Si tratta degli Aqua privi di sense of humour, delle melodie e dell'elettronica.
Dopo una pausa di due anni la band pubblicò il mini-album Music For A Stranger World (Lookout, 2001).
Return To Central (Spinart, 2001) offre per lo più musica dance per i neofiti di musica (Protection è il meno sciocco) e ballate autoparodizzanti che provocano sbadigli (We're Complicated).
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