- Dalla pagina su Luka Bloom di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il cantautore folk irlandese Kevin Barry Moore (1955), fratello della leggenda irlandese Christy Moore, si trasferì nel 1988 a New York e cambiò il suo nome in Luka Bloom.
Riverside (Reprise, 1990) è l'album di un cantautore moderno e urbano, ben lontano dalle sue radici celtiche. Grazie ad arrangiamenti raffinati (violoncello di Jane Scarpantoni), una voce potente e testi intriganti, This Is For Life, Gone To Pablo e Delirious riuscirono a entrare in contatto con una generazione e un paese che non erano i suoi.Tornò in Irlanda e iniziò la sua carriera di successo con The Acoustic Motorbike (Reprise, 1992), un album che, contrariamente al titolo, è arrangiato con una drum machine e assorbe influenze come il rap. Gli arrangiamenti più densi e malinconici conferiscono all'album un'atmosfera più contemporanea, ma lo rendono anche meno personale.
Il più scarno e intimo Turf (Reprise, 1994) sembrava quasi una scusa nei confronti del suo pubblico.
Sfortunatamente, fu presto dimenticato dalla stampa che lo aveva acclamato come una delle voci più originali della nuova generazione di cantautori, nonostante Salty Heaven (Shanachie, 1999) contenga alcune delle sue composizioni più elaborate e innovative: la jazzeggiante The Hungry Ghost, l'orchestrale Water Ballerina e la lunga epopea sulla migrazione irlandese Forgiveness.
Between The Mountain And The Moon (Skip, 2001) è una raccolta di cover.
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