- Dalla pagina su DJ Cam di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il DJ francese Cam, vero nome Laurent Daumail (Parigi, 1973), si ÃĻ distanziato dall'ambiente hip-hop europeo degli anni '90 concentrandosi sulla musica strumentale che incorpora elementi e campionamenti di dub e jazz (in particolar modo frammenti di dischi jazz poco noti).
Le jam subliminali di Underground Vibes (Street Jazz, 1995) aleggiano in un etere a metà strada tra trip-hop e ambient jungle. Gangsta Shit ÃĻ emblematico della sua atmosfera noir glaciale con quegli accordi di pianoforte liquidi e ritmi disinvolti. Mad Blunted Jazz ÃĻ persino sonnolento con il suo pianoforte da cocktail lounge a tarda notte. Un ritmo piÃđ intricato e minacciosi droni elettronici avvolgono Underground Vibes. Gli ultimi tre brani sono particolarmente creativi. Other Aspects ÃĻ il collage piÃđ efficace di momenti jazz, Dieu Reconnaitra Les Siens ÃĻ un mix di scratch, jazz e voci femminili, e il brano di chiusura Free Your Turntable And Your Scratch Will Follow (sette minuti) rivisita il trip-hop in una giungla africana prima di un po' di scratch soul e di archi easy-listening.
Quell'album e 9 Underground Live (Inflammable, 1996) furono in seguito confezionati insieme e pubblicati come Mad Blunted Jazz (Shadow. 1996).
C'ÃĻ relativamente poco hip-hop in Substances (Inflammable, 1996), un album che invece decostruisce la musica araba in Meera, l'afro-pop nel propulsivo e straordinario Sound System Children, le colonne sonore di film in Innervisions, il world-jazz in Angel Dust, ecc.
Sebbene irregolare, occasionalmente Abstract Manifesto (1996) raggiunge nuove vette di arte del collage. Il vertiginoso Maiden Voyage remixa un canto africano. L'eccezionale Hip Hop Opera fonde Brahms, Soft Machine, Don Cherry e Ahmad Jamal. Il ritmo intricato di Freestylelifeshit spazia dal jazz al drum'n'bass, dalla musica caraibica all'afro-pop. Yes Yes Yo combina Cypress Hill e una fanfara di sassofono. Il modo in cui il successivo Deep In A Mind Of A Slave remixa le fonti ÃĻ quasi straziante.
Questi album hanno consolidato le sue credenziali di mixer creativo, arrangiatore e, in definitiva, compositore.
Il mix DJ-Kicks (K7, 1997) gli ha aperto le porte del grande business.
C'ÃĻ invece molto hip-hop, e in effetti uno piÃđ esuberante, in The Beat Assassinated (Columbia, 1998), con DJ Cam alla guida di un esercito di guest MCs, fondamentalmente un omaggio ai suoi idoli newyorkesi. Success e Harcore Freestyle sono diligenti evocazioni dei classici. Ma DJ Cam brilla davvero laddove si discosta dai classici: le sue strabilianti trasformazioni disegnano gli astratti Inside In A Mind, Brooklyn 1 2 e Baron Samedi.
Loa Project Vol. 2 (Columbia, 2000) ÃĻ la sua opera piÃđ sofisticata, una sequenza di sonate malinconiche e impressionistiche come Juliet (di fatto una suite a piÃđ voci) e la sognante Candyman che accarezzano molteplici generi. Il ritmo esuberante di Voodoo Jazz fonde jazz e gospel, mentre il maestoso e austero Ghetto Love gioca con effetti orchestrali e corali. Millennium ÃĻ il suo anti-inno indifferente e quasi psichedelico. Costruzioni come Ganja Man filtrano gli stereotipi musicali attraverso una sensibilità psichedelica aliena.
DJ Cam ha pubblicato anche Soulshine (2003) e Liquid Hip Hop (2004).
Ha poi formato il DJ Cam Quartet, in realtà un quintetto con Alex Tassel (tromba), Christian Brun (chitarra), Jerome Regard (basso) ed Eric Legnini (pianoforte, tastiere), che ha pubblicato Rebirth of Cool (2008), Stay (2009) e Diggin' (2009).
DJ Cam ha poi pubblicato Seven (2011), Miami Vice (2015) e Thug Love (2017), 90's (2019), il suo tributo ai suoi produttori preferiti degli anni '90, e Westside Gun Soul (2023), mentre Tropical Gypsy (2021), Broken Melancholy (2024) e Sunburst (2025) sono stati accreditati a DJ Cam e al DJ Cam Quartet.
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