- Dalla pagina sugli Emperor di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Marco Spagnuolo, integrato e modificato da Stefano Iardella)

Gli Emperor fanno parte del contingente del black metal norvegese di cui fanno parte anche Bathory, Enslaved, Mayhem. Ma gli Emperor possono essere considerati tra i più black in assoluto. Il lavoro d’esordio è il demo Wrath Of The Tyrant (1992), a cui ha fatto seguito il mini album Emperor (1993), con gli Enslaved, e il singolo As The Shadows Rise (1993).

Il bassista Mortiis nonché scrittore dei primi brani lascia la band per una sua personale carriera, nel frattempo la band (alle prese con la giustiza e per l'incendio di una chiesa) danno alle stampe il loro capolavoro, nonché una pietra miliare del black metal, In The Nightside Eclipse (Century Black, 1994), un concentrato di violenza (I Am The Black Wizard) ma anche una ispezione metafisica e sinfonica nell’altromondo (Into The Infinity Of Thoughts, Cosmic Keys, Majesty Of The Night Sky).
Dopo una breve introduzione di suoni infernali, la batteria fulminea di Faust spinge gli otto minuti di Into The Infinity Of Thoughts mentre gli strilli satanici di Ihsahn e la chitarra freneticamente distorta di Samoth vengono avvolti nel sudario di note maestose delle tastiere elettroniche di Ihsahn. A metà della canzone, la batteria intona un ritmo marziale e le tastiere simulano un coro celeste, ma il massacro riprende presto, la chitarra non ha mai ceduto al suo sfogo ispido e torrenziale. Un grado di violenza ancor più elevato viene iniettato in Cosmic Keys To My Recreations & Times, la cui batteria ricorda l'hardcore punk-rock e i cui strilli sono ancor più brutti. Data l'intensità della musica, il coro elettronico che la sormonta suona quasi come una parodia. Gli stessi suoni densi e catastrofici permeano il più melodico The Burning Shadows Of Silence (con una progressione di chitarra quasi boogie nel mezzo).
Il ruolo della voce è cruciale. La presenza malvagia del cantante incombe sul contrasto tra i vari strumenti. La voce di Ihsahn raggiunge una forma di dolore sovrumano in Beyond The Great Vast Forest, ma in realtà rappresenta uno strumento a sé stante, un flusso incontrollato di rumore che scorre parallelo ai droni distorti della chitarra. Quel flusso diventa un lungo urlo all'inizio di Towards The Pantheon (dopo un minuto di melodia elettronica), poi ripetuto di nuovo al culmine della furiosa batteria e della chitarra stridente, mentre le tastiere sembrano suonare una canzone completamente diversa. Ihsahn sembra vomitare nei primi secondi di The Majesty Of The Night Sky (anche se più avanti la chitarra intona un motivo ironico e le tastiere svettanti parodiano brevemente la musica classica). Quando il galoppo gotico di I Am The Black Wizard viene interrotto da un coro elettronico celestiale, Ihsahn continua a imprecare, indifferente al nuovo corso della canzone; idem più avanti, quando la chitarra stessa diventa melodica e romantica. Tutti i fili si uniscono nella conclusiva Into A Satana, quando le voci vengono sommerse da ondate di cori elettronici, chitarre distorte e ritmi epilettici. È come vedere l'anima disintegrarsi mentre precipita all'inferno.
Pur essendo immersi nell'umore e nelle prassi del death-metal e del grindcore, gli Emperor si sono distinti perché non hanno completamente adottato i vecchi stereotipi e invece hanno assorbito influenze da altri generi, persino dal rock psichedelico e dal punk-rock.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Con un membro appena uscito di prigione e uno ancora in prigione, gli Emperor si sono riuniti e hanno registrato Anthems To The Welkin At Dusk (Candlelight, 1997), che ha ridotto il livello di violenza aumentando la quantità di musica classica e di sfarzo. Il primo accenno di influenza classica si ha alla fine di Alsvartr/ The Oath, con le tastiere che intonano quello che avrebbe potuto essere il tema di un torneo medievale. Rispetto al primo album, il rondò di chitarra di Ye Entrancemperium ha guidato quella che sembrava più una danza principesca che una maledizione death-metal. Le voci in Thus Spake the Nightspirit sono state rifinite per assomigliare alla parola parlata, sebbene la musica sia effettivamente tornata alla sua ferocia originale. Sono mixate in modo da sembrare un dialogo veloce in Ensorcelled by Khaos (probabilmente la più viscerale delle canzoni), un effetto che si adatta bene al caos e all'energia generali (finché durano). Il problema con questa canzone e con quella successiva, The Loss and Curse of Reverence, è che la propulsione iniziale sembra morire troppo presto. Quest'ultima ha l'effetto killer di una chitarra stridente che trafigge il denso fango esuberante, ma ogni esplosione dura solo un minuto. E questi sono i pezzi senza tastiera. L'elemento sinfonico prevale di nuovo in The Acclamation of Bonds e negli otto minuti di With Strength I Burn. Quest'ultimo è aperto da un vortice ritmico che ricorda lo stile "thrash" del punk-rock, una sorta di ballo di piazza a rotta di collo, ma è rapidamente preso in consegna da un enfatico sermone cantato (incredibilmente, quasi con voci operative) su maestose tastiere elettroniche.

IX Equilibrium (Candlelight, 1999) ha segnato un ulteriore progresso nello stile, con un uso sofisticato sia di strumenti orchestrali che di tastiere elettroniche, producendo toni ancor più solenni (Nonus Aequilibrium, An Elegy Of Icaros, Decrystallazing Reason).

Magnificenza è la parola d'ordine dell'ultimo album della band, Prometheus: The Discipline of Fire & Demise (Candlelight, 2001), un satori titanico degli stereotipi del genere che rivaleggia con il loro classico In The Nightside Eclipse.
A volte sembrano più King Crimson e Van Der Graaf Generator che black metal. Clavicembalo e violino aprono The Eruption, e voci operistiche si alternano allo strillo tradizionale, mentre la musica scorre e rifluisce in modo cerebrale. Un altro pezzo contorto, Depraved, evidenzia il balzo in avanti quantico nelle dinamiche che ha cambiato completamente la natura della musica degli Emperor. Il primo album esibiva un'alternanza schizofrenica di grindcore e passaggi più lenti, ma ora non c'è assolutamente alcuna regola: il continuum delle modalità possibili è virtualmente infinito. Le tecniche impiegate spesso rasentano la cacofonia, come in Grey, che trabocca non solo di cambiamenti di umore ma anche di ritmi spigolosi e chitarre frastagliate. Il minaccioso riff di chitarra di The Prophet è lontano anni luce dalla distorsione di chitarra ronzante del primo album, e ciò che segue suona come una mini-opera (con patetiche sfumature degne di David Bowie). The Tongue of Fire è un vertiginoso puzzle stilistico, che mantiene una sorta di unità per tutti i suoi sette minuti ma rimane in un limbo cerebrale con pochi precedenti.
Il lato positivo è che pezzi come Empty (un apice di intensità) sposano la grandiosità del death-metal e la grandiosità del progressive-rock, inserendo casualmente nel mix sia l'elettronica dissonante che gli archi classici. In the Wordless Chamber tenta una fusione simile da un'altra angolazione, e il risultato è altrettanto imponente: pathos per il pathos.
L'album si chiude con la canzone Thorns on My Grave, che meglio assomiglia al loro stile originale (almeno in termini di unità stilistica e pugno feroce), mentre intreccia spirali di sottotemi sinfonici e metal che sostengono la maestosa melodia della voce.
Forse non così rivoluzionari e aggressivi come il primo album, ma probabilmente la loro summa, una sorta di epitaffio estenuante e monumentale.

Zyklon è un progetto parallelo che ha dato vita a World Ov Worm (Candlelight, 2001).

La band Peccatum di Ihsahn, un progetto lanciato da sua moglie Heidi “Ihriel” Tveitan, ha pubblicato Strangling from Within (1999), Amor Fati (2001), il più sperimentale Lost in Reverie (2004) e l'EP The Moribond People (2005). Si sono sciolti nel 2006, Ihriel ha continuato con gli Starofash mentre Ihsahn ha proseguito come solista.

Scattered Ashes (Candlelight, 2003) è un'antologia di due CD degli Emperor.

Ihsahn ha debuttato come solista con The Adversary (Candlelight, 2006).


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