- Dalla pagina sugli Envy di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il gruppo punk giapponese degli Envy ha debuttato con brevi esplosioni di hardcore psicotico sul mini-album Breathing and Dying In This Place (1996). I 49 secondi di Ability e il più lungo End of the Line si rifanno alla generazione di Germs e Circle Jerks, Under the Sky e Still Remain suonano come un cow-punk degli anni '80, ma la brutale agonia di Passage of Wind è più vicina, nello spirito, al noise-rock di qualche anno prima (Jesus Lizard, Killdozer e simili).

From Here To Eternity (1998) era una bestia completamente diversa, e non solo perché le canzoni erano più lunghe, quattro di esse duravano anche più di quattro minuti. Partendo dalle basi instabili e viscerali del noise-rock, Limitation, Carved Numbers e For You who Died costruiscono un veicolo cerebrale/emozionale ancora più duro con voci più urlate (di Tetsuya Fukagawa) che cantate e una chitarra (Nobukata Kawai) che si abbandona a grandinate di riff distorti. Tremble inizia come una timida ballata folk e termina con una furia apocalittica. I proiettili punk di A Vicious Circle Again e soprattutto di Crusaders sono devastati dall'angoscia astronomica. Non tutto funziona ma, dove funziona, l’impatto è pericoloso per la vita stessa.

Il mini-album Angel's Curse Whispered In The Edge Of Despair (1999) introdusse una band diversa, ancora una band punk ma decisa a sfruttare ed espandere ogni sfumatura della propria musica invece di limitarsi a bombardare il pubblico udente con suoni sgradevoli. Le canzoni sono sfaccettate invece di essere monolitiche. Da qui la potente ballata viscerale ma melodica di Pendulum, gli alti e bassi melodrammatici di Breeze And Destiny, e i dieci minuti di Unrepairable Gentleness, che si apre con una carica esplosiva ma viene interrotta da una sezione lenta dal canto pulito, prima di riprendere la sua brutta esplosione primordiale di emozioni.

L'EP di sei canzoni Burning Out the Memories (2000) contiene Echo Regenerates e l'EP di tre canzoni The Eyes of Final Proof (2000) contiene Awaken Eyes, di sette minuti. L'EP di cinque canzoni Eyes of Single Eared Prophet (2000) raccoglie il meglio degli altri due EP e aggiunge An Encyclopedia of The Unification.

Il loro punto di riferimento All The Footprints You've Ever Left And The Fear Expecting Ahead (2001) aveva uno o due brani hardcore (come Left Hand) ma, a partire dalla surreale ouverture strumentale di Zero, lasciava chiaramente alle spalle gli stereotipi del genere con la complessità narrativa di Lies And Release From Silence e degli otto minuti di Your Shoes And The World To Come, o anche con la sezione di canto regolare all'interno di A Cradle Of Arguments And Anxiousness. I sette minuti di Mystery And Peace sono largamente melodici, sia durante le sezioni distorte "hardcore" che durante la sezione "pop". I momenti più viscerali e rumorosi accadono all'interno di A Cage It Falls Into ma sono spesso interrotti da esitazioni che ne aumentano l'effetto.

A Dead Sinking Story (2003) abbracciò decisamente l'estetica post-rock fatta di atmosfere fluenti e rifluite e uno sviluppo molto più contorto, in particolare nei tre pezzi più lunghi. In Chain Wandering Deeply una ninna nanna sussurrata si alterna a tradizionali urla sbraitate e una coda di jam tranquilla prosegue nella canzone successiva, il canto angosciato di Distress Of Ignorance, che ripete una delle loro melodie più emozionanti. Contrasti ancora più estremi coesistono nei sette minuti di Color Of Fetters, che segue la vignetta elettronica strumentale Evidence, e in Go Mad And Mark, che viene prima dello spoken-word di A Conviction That Speeds in un'atmosfera suicida. Una nuova versione migliorata di Unrepairable Gentleness (la traccia di apertura di Angel's Curse) si apre in modalità "urla spezzate", poi precipita in una depressione estremamente sommessa, quasi in trance, e poi le urla riemergono con una melodia epica. I 13 minuti di A Will Remains in the Ashes sono puro teatro espressionista, un crescendo di recitazione abbattuta e dolci toni di chitarra, che dopo sette minuti esplode in un'apoteosi di tremolii di chitarra e urla struggenti. La loro musica è diventata un esercizio per costruire una tensione psicologica estenuante.

Insomniac Doze (2006) è una degna continuazione e persino un perfezionamento dell'idea, che quasi punta a una fusione screamo-pop. Gli Envy sono diventati maestri nell'integrare il gioco incendiario e l'atmosfera poetica per poi far esplodere la miscela con inni in crescendo. Il pezzo di apertura Further Ahead Of Warp è l'esempio per eccellenza di questo metodo e, in termini di elegante crescendo, nulla batte A Warm Room, una trenodia simile a un valzer, spinta da una delle loro melodie di chitarra più memorabili e sentimentali. Scene inizia addirittura con linee elettroniche atmosferiche che evocano la ballata degli U2 e con la recitazione spoken-word prima del ritornello svettante. Per quattro dei suoi sei minuti, Night In Winter suona come una dolce ninna nanna per bambini. La delicata filigrana di Crystallize forse annega persino lo scarso elemento screamo. I 15 minuti di The Unknown Glow hanno tutto: litania sonnolenta, jam sobrie, recitazione poetica, canti urlanti travolgenti e persino, a un certo punto, percussioni militari. Questo è il loro album più romantico e, allo stesso tempo, quello più coeso.

Il mini-album Abyssal (2007) è una degna appendice a Insomniac Doze, in particolare i dieci minuti di A Road of Winds the Water Builds, altra elegia maestosa e vacillante che si chiude con un'altra memorabile melodia.

Recitation (2010) ha segnato un punto basso di ispirazione, a eccezione dei sette minuti di 0 e 1.

Le canzoni di Atheist's Cornea (2015) si sforzano un po' troppo di essere suggestive, senza né la passione né il melodramma dei momenti migliori della band. Bisogna aspettare il pezzo di chiusura, Your Heart and My Hand, per ascoltare un riff di chitarra davvero coinvolgente. Se Shining Finger continua nella vena post-rock di Insomniac Doze, con un altro crescendo melodico (su suoni di chitarra che suonano sempre più come tastiere), il frenetico, quasi death-metal, Blue Moonlight segna il raro ritorno ai rumorosi baccanali di All The Footprints.
Lo spettacolo è più creativo che mai, ma il risultato è per lo più freddo e piatto.

Una nuova formazione ha registrato The Fallen Crimson (2020), un altro passo verso sonorità pop. Le gemme melodiche rumorose Swaying Leaves and Scattering Breath e Dawn and Gaze e il maestoso crescendo melodico di Hikari (quasi senza canto, a parte una recitazione e uno shout) sono solo anticipazioni dell'elegiaca ballata dream-pop Rhythm. Anche la furia di Marginalized Thread viene rapidamente frenata da un coro angelico. La maniacale hardcore Fingerprint Mark suona come un tributo a loro stessi. L'album contiene anche i due lati (mediocri) dell'EP Definition of Impossibility (2019), vale a dire i sette minuti di A Step In The Morning Glow e A Faint New World. Una volta che il centro di massa si sposta verso le melodie, queste devono essere davvero buone altrimenti la canzone sembra un riempitivo. E la metà di questo album è esattamente riempitiva.


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