- Dalla pagina sui Fluke di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Pietro Branca, completato da Stefano Iardella)

I Fluke, formati da Jon Fugler (1962) alla voce, Mike Bryant (1960) e Mike Tournier (1963) cavalcarono sulla scena della musica britannica negli anni '80, sebbene per un po' nessuno se ne accorse. Il singolo Thumper (1989) e il mini-album The Techno Rose of Blighty (Creation, 1991) cambiarono poco il mondo. Ma Philly, il singolo dell'album, vantava giri zoppicanti di basso sintetizzato e una batteria delicata che sarebbero diventati il marchio di fabbrica del trio (piÃđ un grazioso sample di Big Yellow Taxi di Joni Mitchell).
L'album inoltre includeva Cool Hand Flute e Joni.

La prima hit arrivÃē con Bubble (Circa, 1993), un classico della trance dance.
L'improvvisa popolarita aiutÃē l'album Six Wheels On My Wagon (Virgin, 1993), che includeva i singoli Groovy Feeling, Slid ed Electric Guitar (volendo il loro capolavoro, e uno dei capolavori del funk).

Bullet e Tosh sono le migliori di Oto (Circa, 1995), l'album che conteneva come singolo anche il brano quasi gotico Squirt.
Fu un album differente da Six Wheels, pieno di classe, piÃđ lento e con tracce spacey (Setback). Non fu un album pienamente di successo, ma la fama dei Fluke era ancora per lo piÃđ dovuta ai singoli.

La magnetica Atom Bomb (1996), scritta per essere una traccia di un gioco della Playstation Sony (ovvero le corse "spaziali" di “WipeOut2097”), era un altro pezzo vincente.
Poi i Fluke fecero ricorso a "big beats" in una maniera che era inusuale per loro, ma almeno Absurd (1997) divenne una locomotiva techno di successo.

Risotto (Astralwerks, 1997) e un remix-album che non rende giustizia ai loro classici.


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