- Dalla pagina sui Jack di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Claudio Lancia)

Una delle molte "next big things" del Brit-pop degli anni ‘90, i Jack, furono il veicolo per le cupe ballate pop del cantante Anthony Reynolds. I primi singoli (Kid Stardust, Wintercomesummer, White Jazz) prendono in prestito gli eccessi orchestrali dei Verve e le chitarre battenti degli Oasi e un po’ di male di vivere adolescenziale nel comporre un atmosferico dream-pop sullo stile dei Tindersticks.

Il terribile album Pioneer Soundtracks (Too Pure, 1996) è composto da languide, decadenti ballate come Of Lights e Dress You In Mourning che fanno sembrare Frank Sinatra un genio. Biography of a First Son ruba le melodie da Secret Agent Man di Johnny Rivers e le trasforma in un numero da cabaret.

The Jazz Age (Too Pure, 1998) contiene i singoli 3 O'clock In The Morning e Lolita Elle.


(Tradotto da Stefano Iardella)

I Jacques sono un progetto parallelo di Anthony Reynolds, che è stato attivo fino al 2001.
Hanno pubblicato How To Make Love Vol. 1 (Setanta, 1997), con la partecipazione di Momus, e To Stars (Setanta, 2000).

The End Of The Way (Crepuscule, 2002), dei Jack è, se possibile, ancora più colto ed erudito dei primi album. Questo è anche il loro problema: essendo troppo prolisso e troppo consapevole, finisce per sembrare più letteratura che musica.
Nello stesso anno la band si è sciolta.


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