- Dalla pagina su Keiji Haino e Fushitsusha di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Lost Aaraaff (1971) dei Lost Aaraaff era dedicato a tre jam acid improvvisate. Il loro giovane chitarrista, Keiji Haino (Chiba, 1954), scrisse la noise-jam da 48 minuti di Ama No Gawa - Milky Way (Mom'n'Dad Productions, 1993). Poi, nel 1978, ispirato dal maestro del free jazz Takayanagi Masayuki, Haino formò i Fushitsusha per suonare jam psichedeliche improvvisate. I loro esordi sono documentati da 1978 (PSF, 2003), che raccoglie due brani live del 1978. A partire da Live I (1989), 100 minuti di noise che si annoverano tra i maggiori capolavori di tutti i tempi delle jam psichedeliche, un baccanale che vomita detriti di Blue Cheer, MC5, Iron Butterfly, free jazz, Grateful Dead e Jimi Hendrix, questo prolifico trio (originariamente un quartetto) pubblicò opere monumentali e dissolute che sembravano non conoscere limiti. Fushitsusha (1991) e Hisou - Pathetique (1994) furono alcuni dei successivi, ma lavori ulteriori come The Wisdom Prepared (1998) e I Saw It (2000) furono altrettanto torrenziali. Nel frattempo, Haino era impegnato anche con Nijiumu e Vajra. I suoi album da solista includono le suite galattiche di Affection (1992) ed Execration (1993), e il suo esperimento più audace, I Said This Is The Son Of Nihilism (1995). Con l'aumentare delle influenze di LaMonte Young e Brian Eno, Haino arrivò ad Abandon All Words At A Stroke So That Prayer Can Come Spilling Out (2001), che contiene un brano ipnotico per ghironda e voce trattata, e un collage industriale di rumori metallici, distorsioni e voci spettrali.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Il chitarrista giapponese Keiji Haino, ispirandosi al grande e misconosciuto Takayanagi Masayuki degli anni '70, diede prove di grande rilievo nel campo della musica rock d'avanguardia. Alcuni suoi dischi si ispirano alla grande tradizione psichedelica, altri si ispirano alla musica cosmica Tedesca, altri agli improvvisatori jazz, altri ancora si ispirano al minimalismo di LaMonte Young.
Purtroppo Haino ebbe il difetto di registrare qualunque cosa gli passasse per la mente, e senza rifletterci su. Il risultato è una valanga di musica in gran parte inascoltabile o semplicemente mal registrata. Avesse condensato le sue intuizioni in un disco doppio, ne sarebbe venuto fuori uno dei capolavori della musica del Novecento. Così com'è, invece, la sua discografia è in gran parte da buttare.

Haino era attivo fin dai primi anni '70 nel mondo del rock psichedelico con il gruppo Lost Aaraaff.
L'album Lost Aaraaff (PSF, 1971) contiene tre brani improvvisati per un totale di oltre un'ora di musica. Un concerto del 1971, Concert From The Genyasai Festival (Purple Trap, 1995), due tracce per un'ora di musica, vedrà la luce soltanto un quarto di secolo più tardi.

Haino pennellò la noise-jam Ama No Gawa - Milky Way (Mom'n'Dad Productions, 1993) di 48 minuti, registrata dal vivo nel 1973 usando elettronica e strumenti fatti in casa, un mostro a metà strada fra Musica Elettronica Viva, Throbbing Gristle e Taj Mahal Travellers; quasi una preview della Metal Machine Music di Lou Reed (uscita due anni dopo).

La carriera solista di Keiji Haino ha inizio con Watashi Dake/ Only Me (Pinakotheca, 1981) (PSF, 1983), un disco di grande forza inventiva anche se limitato a voce e chitarra.

Blueprint For The Shimmering Quivers Of The Deep Purple Ultraviolet Tuning Fork, da Free Rock (PSF, 2002), è un'improvvisazione dal vivo del 1982 con il trio noise Doo-Dooettes (di Los Angelese) e il chitarrista Rick Potts.

Fushitsusha è il progetto "psichedelico" di Haino, che qui tenta di trasferire i suoi esperimenti nel formato del trio rock. Al suo fianco sono Yasushi Ozawa (basso), Maki Miura (chitarra), e Jun "Akui" Kosugi (batteria). Il primo album fu un monumentale doppio, Live I (PSF, 1989), otto tracce per cento minuti di musica, che rimane fra i capolavori della jam psichedelica di tutti i tempi, un baccanale di Blue Cheer, MC5 e Iron Butterfly, free jazz e Jimi Hendrix (in particolare Fuwafuwa e la lunga Koko/ Lost Child in stile Dark Star dei Grateful Dead o 1983 di Jimi Hendrix). La chitarra mostruosa di Haino domina l'intensità wagneriana di queste composizioni.
Tracce:
Acchi/ Over there (12:32); Ango/ Cipher (10:21); Suki ni Sureba Ii/ You should do as you like (11:38); Todokanai/ It does not Reach (10:27); Fuwafuwa/ Here (08:04); Nattanjanai/ Floating (07:46); Maigo/ You did not become (10:03); Koko/ Lost Child (26:06)

Il doppio live Fushitsusha (PSF 15/16, 1991) non fu da meno: tredici tracce per 150 minuti di musica. La formazione è scesa a un trio: Haino, Ozawa (basso) e Jun Kosugi (batteria). A renderli celebri fu invece un'opera tutto sommato minore, Allegorical Misunderstanding (Avant, 1993), prodotta da John Zorn e più compromessa con il jazz.
Molto più rock sarà Pathetique (PSF, 1994), noto anche come Hisou, contenente quattro improvvisazioni dal vivo, per un totale di un'ora e un quarto, nello stile del Neil Young più nevrotico ed elettrico. L'album strumentale The Caution Appears (Les Disques du Soleil, 1995) mise in primo piano il chitarrismo demoniaco del leader. I brani sono insolitamente brevi. Un altro doppio dal vivo, Purple Trap (Blast First, 1995), noto anche come The Wound (Blast First, 1996), otto tracce per quasi cento minuti.

L'epopea continua imperterrita con A Death Never To Be Complete (Tokuma, 1997), sei tracce per settanta minuti; e The Time Is Nigh (Tokuma, 1997), quattro tracce per 75 minuti.

Altri due album testimoniano delle loro spettacolari esibizioni dal vivo: Gold Blood (Charnel Music, 1998), quattro tracce per 72 minuti, registrato a San Francisco, e Withdrawe (Les Disques Victo, 1998), otto tracce per 65 minuti, in Canada.

Con un nuovo batterista, Ikuro Takahashi, viene registrato A Little Longer Thus (Tokuma, 1998), ben nove tracce per soli 61 minuti, una rarità per questo gruppo. Il trio si sublima su The Wisdom Prepared (Tokuma, 1998): il disco contiene una sola traccia di 75 minuti. Entrambi i dischi rappresentano capitoli importanti per Haino.

Su Gold Blood (Charnel, 1998), dal vivo a San Francisco, Haino finisce per suonare un po' come Helios Creed, salvo che il barrage cacofonico è alquanto più violento. Ma, come nel caso di Creed, ogni brano è un estenuante cerimoniale di purificazione sonora, al termine del quale non sembra più esserci nulla da suonare.
E' esemplare come, in The Halation, Haino cava un lugubre tema della chitarra iper-distorta dal caos frenetico di batteria, come dilata e frattura il riff pachidermico di Cipher (ventiquattro minuti) fino a farlo diventare un semplice ronzio. Hazama (sedici minuti) vive di una suspence prolungata metodicamente, di un'angosciosa attesa della forma, un'attesa fatta di sibili sinistri e di dissonanze da fantasma. C'è ordine in questo disordine estremo, c'è una personalità dietro la totale pazzia.

Nel frattempo sono state pubblicate diverse collaborazioni, dai due volumi di Live In The First Year Of Heisei (PSF, 1990), che è una delle sue opere più romantiche, a Gerry Miles With Alan Licht And Haino Keiji (Atavistic, 1997) con Alan Licht. Haino registrerà poi con Derek Bailey, Barre Phillips, Loren Maccacane Connors e Peter Brotzman.

Vajra è un altro progetto. Il trio questa volta è composto da Keiji Haino, Toshiaki Ishizuka (batteria), veteran folksinger Kan Mikami (chitarra e canto) e la musica è un noise/folk/punk-rock.
Tusgaru (PSF, 1995) contiene soltanto una composizione di mezz'ora. Ring (PSF, 1996) contiene soltanto una composizione di 40 minuti, la più "percussiva" della sua carriera.
Sichisiki (PSF, 1997) contiene invece 9 tracce per un totale di appena 35 minuti.
Sravaka (PSF, 1998) contiene 7 tracce per un totale di appena 35 minuti e rappresenta uno dei suoi lavori più accessibili, quasi blues nel suo formato e nel suo romanticismo.

Intanto Haino aveva dato alle stampe lavori sempre più agguerriti.
Itsukushimi/ Affection (PSF, 1992), registrato live nel dicembre 1991, è un lungo brano solo siderale di 58 minuti, Execration That Accept To Acknowledge (Forced Exposure, 1993) è un'altra suite (questa volta in quattro movimenti, 42 minuti) dall'impatto devastante. Il minuscolo esperimento Derek Bailey-esque dell'EP di cinque minuti Guitar Works I-VIII (Table of the Elements, 1994), Beginning An End Interwoven (Streamline, 1994), con la commossa As It Is Now, Tenshi No Gijinka/ Imitator Of Angels (Tzadik, 1995) presentano Haino nei panni dello sperimentatore ostico, ma non indulge negli esperimenti (tredici tracce per 73 minuti), che rimangono frammenti incompiuti.

I Said, This Is The Son Of Nihilism (Table of the Elements, 1995) contiene invece una sola traccia per un'ora di musica, e costituisce una delle sue opere più riuscite

21st Century Hard-y Guide-y Man (PSF, 1995), quattro tracce per 73 minuti, raccoglie i suoi primi esperimenti all'organetto hurdy-gurdy, che rimandano alla musica statica di LaMonte Young.

The Third Heart (Purple Trap, 1995) torna al formato della composizione breve.

Suite Reverberation (Purple Trap, 1995) contiene quattro lunghe suite-collage che sembrano datare dai primordi della carriera di Haino. So Black Is Myself (Alien8 Recordings, 1997) è un lungo drone di 67 minuti.

Nel 1995 escono un'infinità di dischi, fra cui anche Forest Of Spirits (Purple Trap, 1995), contenente materiale degli anni '70, e Saying I Love You (Blast First, 1995).

The Book Of Eternity Set Aflame (Forced Exposure, 1995) riassume la sua filosofia musicale con (fra l'altro) un pezzo per chitarra solista e un pezzo per droni e voce in stile LaMonte Young.

A Challenge To Fate (Disques Du Soleil, 1995) contiene, fra l'altro, tre brani a cappella e un salmo finale alla Popol Vuh (Affection).

Keeping On Breathing (Tokuma, 1997) è una raccolta di canzoni psichedelicamente deteriorate ma teneramente disperate, un po' come se Tim Buckley si fosse fatto accompagnare dai Red Crayola (My Shadow, Waiting, Here). Gli fanno seguito Sruthi Box (Tokuma, 1997) e Even Now Still I Think (Tokuma, 1998), una composizione di 72 minuti per organetto hurdy-gurdy.

An Unclear Trial (Avant, 1998) è il suo album jazz, uno dei più ordinati della sua carriera, che si sublima nella mezz'ora di Did I Imagine That.

E' poi la volta di Purple Trap (Tzadik, 1999), un supergruppo formato assieme a Bill Laswell e Rashied Ali.

Grande genio del rumore (psichedelico e non), Haino è uno di quei poeti a braccio che riesce sempre e comunque a declamare versi memorabili.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il batterista Hiroyuki Usui dei Fushitsusha pubblicò un lavoro pionieristico di acid folk e blues, Holy Letters (Holy Castle, 1992 - VHF, 2004), accreditato a L, pieno di monaci tibetani.

I Saw It (Paratactile, 2000) dei Fushitsusha è un doppio CD, l'ultimo come trio, contenente i monumentali I Saw It e Staring At a Point in Time.

Aihiyo's è il cover project di Haino, sebbene le tracce di Aihiyo (1998) e Live (PSF, 2000) siano selvaggiamente improvvisate.

Con il batterista Shoji Hano, Haino ha registrato Taihei Nippon (1991) e The Strange Face (Ultra Hard Gel, 2000).

Ridotto a un duo formato da Haino e dal bassista Ozawa, Fushitsusha ha pubblicato Origin's Hesitation (PSF, 2001). Haino suona la batteria e urla, invece di suonare la chitarra, e questa non è una buona notizia.

Il doppio disco di Keiji Haino Abandon All Words At A Stroke So That Prayer Can Come Spilling Out (Alien 8, 2001) è uno dei capolavori di Haino, almeno nella modalità più ambient e meno psichedelica della sua arte. Il primo disco contiene un pezzo rilassante di 47 minuti per ghironda e voce trattata intitolato Whereto Can I Cast Away This Fragrant Echo Called The End (che ricorda i pezzi per violino di Tony Conrad).
D'altra parte, I Have Decided To Tear You To Pieces, da 44 minuti, per wave drum è un collage industriale di rumori metallici, distorsioni e voci spettrali.

Haino è un po' sprecata su Black Implication Flooding (Inoxia, 2001), una collaborazione del 1998 con l'ensemble Boris (Haino alla batteria wave, sruthibox elettronico, oboe etnico, chitarra, voce). L'album si snoda senza trovare la forza di nessuno dei partecipanti

Il batterista Tatsuya Yoshida dei Ruins e il chitarrista Keiji Haino dei Fushitsusha hanno registrato insieme Knead (PSF, 2002), otto jam psichedeliche (senza titolo) con la partecipazione del bassista Hisashi Sasaki dei Ruins, e Until Water Grasps Flame (Noise Asia, 2002).
This Melting Happiness (Fractal, 2003) documenta una performance dal vivo dei Knead del 2001. Un'altra performance dal vivo dei Knead, questa volta con il bassista Mitsuru Natsuno e il duo di turntablist giapponesi Bus Ratch, è documentata su Live at Cafe Indipendenti (2004).
Manjoicchi Wa Muko (PSF, 2005) dei Sanhedolin è stata una collaborazione tra i Ruins e Keiji Haino.

Mazu Wa Iro O Nakuso Ka - First Let's Remove the Color (PSF, 2003) è un'umile registrazione casalinga blues di Haino da solista, principalmente occupare dai 30 minuti di How Did You Know.

C'est Parfait (Turtles' Dream, 2003) contiene solo una traccia dal vivo di 45 minuti per rhythm box e voce. Inutile dire che la drum machine non è realmente utilizzata per scopi "ritmici". Né la voce viene utilizzata per cantare. A volte è la macchina a scandire il flusso delirante di voci, a volte sono le voci a scandire il flusso di coscienza della macchina. Il crescendo finale di rumore assordante è uno dei momenti più imponenti di Haino, veramente Wagneriano, per intensità e vigore.

Hikari Yami Uchitokeaishi Kono Hibiki/ Light And Darkness Melting Created This Sound (PSF, 2003) offre improvvisazioni dal vivo completamente strumentali per chitarra acustica.

Eien No Ho Ga, Saki Ni Te O Dashita No Sa/ It was Eternity that Reached out First (2003), di Fushitsusha, è stato originariamente registrato nel 1978.

Next Let's Try Changing The Shape (Swordfish, 2004) riporta il progetto solista di Haino alla furia di Fushitsusha, ma l'ispirazione è generalmente latente, e la lunga Look Darkness sembra eccessiva.

Tayutayuto Tadayoitamae Kono Furue (PSF, 2004) è una collaborazione acustica con Michihiro Sato su "tsugaru jamisen", forse l'album più "giapponese" della carriera di Haino (Haino aveva già collaborato nel 1996 a un album di un maestro di quello strumento, Chisato Yamada, ma l'album, Fushigi Na Sekai fu attribuito al solo Yamada).

Il doppio disco Black Blues (Disques du Soleil, 2004) è stato l'omaggio di Haino al blues. È disponibile in due versioni della disperazione afro americana interpretata in giapponese. Un disco è acustico, sommesso, introverso. L'altro disco è elettrico, forte, estroverso. Entrambi i dischi sono interpretati e cantati solo da Haino. Entrambi contengono le stesse sei cover. Quella che spicca è la versione acustica di 15 minuti di See That My Grave Is Kept Clean dei Blind Lemon Jefferson.

Uchu Ni Karamitsuiteru (PSF, 2005) è il primo album interamente elettronico di Haino.

Fu opportunamente seguito da Global Ancient Atmosphere (PSF, 2005), un album di assolo di batteria.

Reveal'd To None As Yet - An Expedience To Utterly Vanish Consciousness While Still Alive (Important, 2006) è un doppio CD che documenta performance dal vivo con Haino alle tastiere, giradischi e voce e (secondo disco) ghironda che produce ogni sorta di ronzio pagano.

New Rap (Tzadik, 2006) era una serie di duetti improvvisati con il batterista dei Ruins, Tatsuya Yoshida, e il suo titolo si riferisce al fatto che Haino non solo suonava la chitarra ma anche urlava.

Il doppio CD Animamima (Archive, 2006) è una collaborazione con l'orchestra di sitar Sitaar Tah, composta da venti elementi, che offre 100 minuti di super-droni.

Yaranai Ga Dekinai Ni Natte Yuku (PSF, 2006) è finalmente un tour de force di chitarra (e voce) solista (sovrainciso) che esagera in tutte le direzioni, tessendo trame che sono incubi maniacali.

Mamono (Blossoming Noise, 2006) è una collaborazione con KK Null di Zeni Geva che ha prodotto paesaggi sonori industriali dementi.

Hauenfiomiume (Magaibutsu, 2008) e Uhrfasudhasdd (Tzadik, 2009) raccolgono duetti più improvvisati con il batterista dei Ruins, Tatsuya Yoshida.

Pulverized Purple (Victo, 2008), di Kikuri, documenta una collaborazione tra Masami Akita dei Merzbow e Keiji Haino.

Sanhedolin (PSF, 2005) era il titolo sia di un album che di un supergruppo formato dal chitarrista Keiji Haino dei Fushitsusha, dal batterista Tatsuya Yoshida dei Ruins e dal bassista Mitsuru Nasuno degli Altered States. Il seguito fu intitolato e accreditato a una nuova entità, Sanhedrin (Breathing Bass, 2009).

Electronics (3) (Zeitkratzer, 2009) è stata una collaborazione dal vivo con Zeitkratzer.

Seijaku, un trio con il bassista Nasuno Mitsuru e il batterista Ichiraku Yoshimitsu, ha pubblicato You Should Prepare To Survive Through Even Anything Happens (2010) e Mail From Fushitsusha (2011).

Un Autre Chemin Vers L'Ultime (2011), di Haino, consiste in voci a cappella registrate in una chiesa e in una grotta.

Tima Formosa (2010), Imikuzushi (2012), Now While It's Still Warm Let Us Pour In All The Mystery (Black Truffle, 2013) e Only Wanting To Melt Beautifully Away Is It A Lack Of Contentment That Stirs Affection For Those Things Said To Be As Of Yet Unseen (Black Truffle, 2014) e Tea Time For Those Determined To Completely Exhaust Every Bit of This Body They've Been Given (Black Truffle, 2014) documenta jam di Keiji Haino, Jim O'Rourke e Oren Ambarchi.

Pan Sonic e Keiji Haino hanno collaborato a Synergy Between Mercy & Self-Annhiliation Overturned (Blast First Petite, 2010).

Haino ha formato il power-trio improvvisato Seijaku, con il bassista Nasuno Mitsuru (Altered States, Korekoyjin) e il batterista Ichiraku Yoshimitsu (Acid Mothers Temple). I loro Mail From Fushitsusha (Doubtmusic, 2010) e You Should Prepare To Survive Through Even Anything Happens (Doubtmusic, 2010) decostruivano tributi alla musica blues.

Haino, Stephen O'Malley (basso) e Oren Ambarchi (batteria) hanno formato i Nazoranai, documentati sul live Nazoranai ( Ideologic, 2012) e su The Most Painful Time Happens Only Once Has it Arrived Already...? (Ideologic Organ Soma, 2014).

I Fushitsusha tornarono con Hikari To Nazukeyo (Heartfast, 2012) e Mabushii Itazura Na Inori (Heartfast, 2012), con Mitsura Nasuno al basso e Ikuro Takahashi alla batteria, il primo un set insolitamente sobrio di sette pezzi che per i loro standard sono molto brevi, mentre il secondo un set più virulento (e decisamente migliore) che comprende due jam lunghe e rumorose.

A Document Film Of Keiji Haino (2012) contiene tre lunghi brani, incluso un assolo.

Il triplo disco live di Fushitsusha Nothing Changes No One Can Change Anything, I Am Ever-Changing Only You Can Change Yourself (aprile 1996) presentava il sassofonista Peter Broetzmann.

Two City Blues (novembre 2010 - Trost, 2015) documenta le sessioni di Keigi Haino (chitarra, shamisen e voce), Peter Broetzmann (sax tenore e contralto, clarinetto e tarogato) e Jim O'Rourke (chitarra)

Seijaku, il trio formato dal chitarrista Keiji Haino, dal bassista Mitsuru Nasuno e dal batterista Yoshimitsu Ichiraku, ha pubblicato i doppi dischi Last Live e After Seijaku (2015).

An Untroublesome Defencelessness (aprile 2015 - Rare Noise, 2016) documenta i Merzbow (elettronica), Keiji Haino (chitarra, elettronica) e Balazs Pandi (batteria) in due lunghe improvvisazioni.

Light Never Bright Enough (luglio 2016 - Otoroku, 2017) documenta una collaborazione dal vivo tra il chitarrista Keiji Haino e il sassofonista John Butcher.

Altre collaborazioni includono: The Miracles of Only One Thing (2017) con Jozef Dumoulin e Teun Verbruggen, A Philosophy Warping, Little by Little That Way Lies a Quagmire (2017) con Konstrukt, American Dollar Bill - Keep Looking Sideways, You're Too Hideous to Look at Face On (2018) con Sumac, Become the Discovered, Not the Discoverer (2019) con Merzbow e Balazs Pandi, Drums & Octobass (2023) con Guro Moe, ecc.

Keiji Haino & The Hardy Rocks (2021) e You're Either Standing Facing Me or Next to Me (2022) sono album di cover realizzati con la band Hardy Rocks.
Il primo contiene cover di Satisfaction (Rolling Stones) e My Generation (Who).

With pats on the head, just one too few is evil one too many is good that's all it is (2024) documenta un'esibizione dal vivo del 2018 con Jim O'Rourke e (in due brani) Oren Ambarchi.

Purple Trap, ovvero il trio composto da Keiji Haino (voce, chitarra), Bill Laswell (basso) e Rashied Ali (batteria), si è riunito per il live The Stone (dicembre 2005).

What happened there? (2025) documenta un'improvvisazione con Natsuki Tamura.


- Torna alla pagina su Keiji Haino e Fushitsusha di Piero Scaruffi -