- Dalla pagina su Thomas Koner di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Thomas Koner (o, meglio, Koener) è un musicista elettronico tedesco dalla doppia vita. Come solista, compone musica ambient per droni, seguendo i dettami di Discreet Music di Brian Eno.
La musica ambient cupa e glaciale di Nunatak Gongamour (Barooni, 1991 - Type, 2010) emerge dall'improvvisazione con i bordoni e le sfumature di gong leggermente toccati. La maggior parte dei pezzi disegna una traiettoria, anche se non è sempre ovvia. 2, per esempio, si trasforma da profondi rimbombi spettrali in vividi segnali astrali. In rari casi si abbandona al contrappunto timbrico. 6, per esempio, è un duetto per l'agonizzante richiamo delle foche e il borbottio industriale. Molti di essi sono difficilmente udibili, poiché Koner gioca con l'ascolto ultraprofondo. Ha già mostrato una straordinaria abilità nel disorientare l'ascoltatore con i più semplici dei mezzi.

Teimo (Barooni, 1992 - Type, 2010) si concentra su droni gong morbidi e a lento decadimento, in un modo più elegante e umano. Il fulcro, Andenes, è una turbolenza traslucida che si dispiega come il volo di una farfalla. Le modulazioni di Teimo danno quasi origine a una melodia, e il minaccioso muro di suoni (rimbombanti) di Teimo (Schluss) lo completa con pura psicologia senza melodia.

Permafrost (Barooni, 1993 - Type, 2010) è la sua opera più austera e forse il suo capolavoro. I droni sono molto più forti e più spessi. Koner non è più soltanto ipnotizzato dai timbri della sua musica. I suoni sono allo stesso tempo più astratti e più organici. L'orribile nebulosa oscura di Nival è il preludio al terrificante maremoto di Serac. Il pezzo centrale, Permafrost, da dieci minuti, giustappone un magma gorgogliante con un sibilo supersonico finché i due sembrano cancellarsi a vicenda. Ancora più potente è la galassia lentamente vorticosa di Meta Incognita, che emerge da una brutta vibrazione dei bassi per permeare ogni angolo dell'universo.

Il brano Kanon è apparso nella compilation "Ambient 4: Isolationism" curata da Kevin Martin.

Aubrite (Barooni, 1996) continua l'esperimento con meno fantasia, avendo abbandonato gli aspetti più minacciosi degli album precedenti e indulgendo in una musica ambient più statica e suadente.


(Tradotto da Ascanio Borga)

I Porter Ricks, un duo con Andy Mellwig, è il progetto "techno" di Koner, sebbene la sua sia una "techno" spettrale e cervellotica, antecedente alla techno minimale tedesca.
Biokinetics (Chain Reaction, 1996) e Porter Ricks (Mille Plateaux, 1997), con Redundance, sono i loro album.

The Koner Experiment (Revolver, 1997) è una collaborazione con Experimental Audio Research.

Kaamos (Mille Plateaux, 1998), che contiene una suite in tre movimenti e un'esibizione dal vivo di 25 minuti, e Kontakt Der Junglinge (Die Stadt, 2001), una collaborazione con Asmus Tietchens, in realtà una registrazione live di una performance del 1999, sono un po' noiosi.
Come la maggior parte degli artisti prolifici, Koner indulge in troppe registrazioni senza investire il proprio tempo per organizzare adeguatamente le sue idee.

Daikan (Mille Plateaux, 2001), una composizione di un'ora eseguita per la prima volta nel 1999, lo riporta alle sue atmosfere preferite, glaciali e granitiche, un'ambientazione di gran lunga più adeguata per la sua ispirazione.

Contact Der Junglinge, la collaborazione tra Thomas Koner e Asmus Tietchens, ha proseguito con gli album live -1 (Die Stadt, 2002) e N (Die Stadt, 2003).

Unerforschtes Gebeit (Die Stadt, 2002), registrato tra il 1997 e il 2001, contiene due lunghi droni, calmi e suonati al rallentatore.

Il primo disco di Zyklop (Mille Plateaux, 2003) contiene soltanto una composizione (live) da 60 minuti, Une Topographie Sonore - Col de Vence, che esplora ossessivamente un paesaggio sonoro magico ed etereo. Peggiore il secondo disco (che contiene anche delle performance live), così confuso e senza senso.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Dopo una pausa di sette anni, Koner ha realizzato il mediocre La Barca (Fario, 2009).

Novaya Zemlya (Touch, 2012) è più di un concept album perché, oltre a essere interamente dedicato a un tema (un vasto pezzo di tundra che divenne il sito dei test nucleari dell'Unione Sovietica e poi conobbe la più grande detonazione nucleare della storia) è anche una visione apocalittica di una catastrofe ecologica che sta per accadere (il riscaldamento globale potrebbe rilasciare la radioattività rimasta intrappolata nel ghiaccio per decenni).

Dopo una pausa di 18 anni, Porter Ricks è tornato con l'EP Shadow Boat (2016), la cui title track fa fluttuare un paesaggio sonoro glitch sopra un ritmo techno costante, e con l'album Anguilla Electrica (2017).
I suoi beat sono troppo antiquati, e quindi prevedibili, per rendere l'architettura elettronica abbastanza interessante. Scuba Rondo è quello creativo, un pezzo da festa carino e quasi comico, ma difficilmente rivoluzionario.


- Torna alla pagina su Thomas Koner di Piero Scaruffi -