- Dalla pagina sui Kula Shaker di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Kula Shaker
si erano presentato sui tabloid britannici (piÃđ che nelle classifiche)
con l'esuberante psichedelia
anni '60 dei singoli Grateful When You're Dead (ma i suoi vigorosi riff di
chitarra e d'organo da soul-rock, il canto ruggente e le cadenze sincopate
erano soltanto un incidente di percorso) e Tattva (un estratto di
tecniche tardo-Beatles, ritornello a passo di marcetta, contrappunto
classicheggiante ed effetti lisergici).
Memore di tante "next big thing" che sono state sepolte nel giro di pochi mesi,
la casa discografica ha pensato bene di far loro registrare un album,
K (Columbia, 1996), mentre i tabloid sono ancora caldi di stampa.
L'irruenza di Hey Dude (brillante ritmo funky, rap spavaldo, ritornello
ruvido da garage) fa intuire come suonerebbero i Stone Roses da svegli.
Le tastiere martellanti e il riff stentoreo di Knight On The Town riesumano
il fantasma degli Who. Smart Dogs fa man bassa di segni classici, dal
ritornello Merseybeat alla cadenza marziale, dalla chitarra infuocata
all'organo soul.
Fra i tanti omaggi alla musica indiana (compreso il nome del complesso)
va segnalata Govinda, una fedele imitazione della musica leggera indiana dei
nostri giorni. Degna di nota anche la combinazione di
Temple Of Everlasting Light, quel vortice di flamenco che si stempera in un
raga mentre la sezione ritmica imita le tabla.
Le velleità trascendenti servono comunque soltanto a rubare qualche sonoritÃ
esotica.
L'efficacia dei quattro musicisti ÃĻ indiscutibile.
Le ritmiche tribali di Paul Winter incalzano costantemente e sono quasi sempre
in primo piano. L'organo di Jay Darlington ÃĻ sempre presente sullo sfondo con
le sue frasi atmosferiche e le sue timbriche retrÃē. Questi due strumenti
bastano da soli a rendere denso il sound.
Crispian Mills ha indubbiamente mandato a memoria tutti i classici della
chitarra, da Hendrix a Clapton, e il suo genio consiste nel citarli tutti per
un secondo ciascuno e ciÃē nonostante suonare fluido e uniforme.
Non ÃĻ nostalgia, e non ÃĻ necrofilia. Semplicemente un altro esempio di
Brit-pop opportunista.
Peasants Pigs And Astronauts (Columbia, 1999) è un
altro brillante esercizio riguardo il non suonare ciò che si
asserisce di suonare. Certo, Great Hosannah è sostenuta
da un terrificante mescolanza dance-psichedelica alla Stone Roses e vanta impressionanti contappunti
di gospel, cori d'organo e persino tablas indiane, ma in definitiva
è il ritornello orecchiabile che "vende" la canzone.
Mystical Machine Gun si apre con un solenne inno indiano che si
trasforma in una scherzosa ouverture orchestrale, e tosto vira verso
una fanfara colorata di reggae per poi esplodere in un rumoroso
ritornello in crescendo, tanto creativo quanto lo è Magical
Mystery Tour dei Beatles. I Kula Shaker sono maestri di pop
retrogrado, artisti dei brani più stereotipati che suonano come
ritagli di una collezione di dischi del passato (SOS non
è rubata da Living In The Past dei Jethro Tull?). 108
Battles è una somma di stili vocali degli anni Sessanta (su
una jam strumentale bluesy).
Non vi sono dubbi sul fatto che alcuni giochi di prestigio facciano
apparire fantastiche trasformazioni. Il ritmo martellante, gli
strumenti sovrapposti e le armonie vocali dei Beatles bastano a
trasformare la garbata melodia folk di Shower Your Love in
un'epica mini-sinfonia. Ma quando la band si stacca dal caricaturale e
tenta di diventare un'entità originale, la musica suona
francamente in maniera poco ragguardevole, musica world poco riuscita
(i dodici minuti di Golden Avatar dovrebbero essere il brano hare
krishna meno ispirato da sempre) o, peggio, ballate soul-jazz di
secondo piano.
Crispian Mills in seguito formÃē i Jeevas, che pubblicarono 1-2-3-4 (Cowboy Musik, 2003), con un sound meno retrÃē e piÃđ maturo.
Strange Folk (2008) fu imbarazzante persino per i loro imbarazzanti standard. Ogni singolo elemento (testi, melodie, esecuzione, arrangiamenti) ÃĻ orribile. E ciÃē che non ÃĻ orribile risulta semplicemente copiato dai classici degli anni '60.
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