- Dalla pagina sui Laika di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Quando Dave Callahan prese il potere nel regno dei
Moonshake, la chitarrista americana Margaret Fiedler,
il bassista John Frenett e l'ingegnere del suono Guy Fixsen se ne andarono a
formare i Laika (con la flautista Louise Elliott e due percussionisti, fra cui
il batterista Lou Ciccotelli).
Fiedler si mise a sperimentare con le tastiere elettroniche e Fixsen con i
campionamenti.
Preceduto dal singolo Antenna (Too Pure, 1994),
Silver Apples Of The Moon (Too Pure, 1994) si rivela subito come
uno degli album più originali dell'era.
L'idea di fondo è quella di amalgamare un basso dub, un fitto tappeto
poliritmico, sintetizzatori, loop e campionamenti per dare origine ad armonie
circolari e impalpabili, con un tocco di jazz e di funk. Emblematica dei loro
baccanali ipnotici è Sugar Daddy (un'orgia di percussioni e vocalizzi
"brasiliani", con le figure melodiche del basso in primo piano,
su cui planano rumori alieni). A quel modello si ispira
Marimba Song, con un ritmo ancor più frenetico, un febbricitante
flauto jazz e una melodia più pronunciata.
Let Me Sleep affonda il piede sull'acceleratore e perviene a una
variante galattica: il ronzio di rumori diventa uno strumento a se stante,
che compete con un flauto impazzito, mentre le percussioni dilagano
stratificate.
Le percussioni fitte ma non assordanti, il sottobosco di rumori elettronici
e il bisbiglio soffice della cantante costituiscono le tre dimensioni lungo
cui evolvono le canzoni. Il contrasto è ammaliante.
Coming Down Glass, per esempio, sfodera il ritmo più pesante,
un ritmo meccanico e sincopato, ma il canto è il più suadente e fiabesco,
e l'elettronica è quasi impalpabile.
La musica di questi surreali affreschi etnico-ambientali
è al tempo stesso ballabile, dub, etnica e ambientale.
Nella spaventosa danza tribale di If You Miss sembra di ascoltare
dozzine di tamburi battere all'unisono un samba-reggae. Il
vibrafono ripete una semplice melodia che riprenderà a intervalli
e il canto intona una litania quasi indiana,
e il risultato è l'ipnosi/estasi dell'arte meditativa.
Basta che il gruppo accentui la componente jazz, come in
Red River, per sentire echi dei
Pop Group
e dei Rip Rig & Panic.
L'intelligenza deviante del gruppo assimila reperti di
rap (44 Robbers), soul (Honey In Heat)
e jazz (Spider Happy Hour)
e li diluisce in jam prive di un baricentro, di una melodia, di un riff.
Eliminata la chitarra, ridotte le tastiere a puro sottofondo, i Laika non
hanno paura
ad adottare come strumenti guida le marimba, il flauto, il vibrafono.
Nessuno di questi strumenti si erge però mai a vero "protagonista".
L'identità di questi brani è quella di non avere un'identità.
Il pop soffice, leggero e sotterraneo di
Sounds Of The Satellites (Too Pure, 1997) si avvale di una maggior
abilità strumentale. Fixen si alterna ora anche alla tromba, Elliott (che
suona anche in un sestetto jazz) è più spericolata al flauto,
i percussionisti stendono tappeti ritmici sempre più fitti,
e i sintetizzatori dilagano in lungo e in largo.
Prairie Dog si apre sul traffico intenso di basso e percussioni,
si sviluppa fra i tintinnii di xilofono e borboglii dell'elettronica e
si chiude sui volteggi di flauto.
Sintetizzatore e flauto ingaggiano preziosi duelli aerei
in Out Of Sight And Snowblind (sette minuti), il cui
motivo arabico e il cui tribalismo ricordano
la world-music di Jon Hassell.
Il flauto spesso raddoppia il ritmo della canzone, con effetti da trance.
Alcuni brani puntano invece sulla percussività dei sintetizzatori, come
Almost Sleeping (sette minuti).
Soltanto i Laika potevano comporre un singolo come Breather,
che fonde in maniera soave i tripudi ritmici del jungle le estasi
raga-minimaliste di Terry Riley.
In compenso Bedbugs riesce a fondere addirittura il jazz-rock di Miles
Davis, i vertiginosi poliritmi africani e la musica concreta di Morton Subotnik.
In questi brani si sublima il programma "fusion" di Fiedler e Fixsen,
si sublimano i loro arrangiamenti poliglotta e le loro armonie stratificate.
Il limite di questo programma è la musica leggera di Starry Night,
dove l'arrangiamento maschera quello che in fonde è soltanto un jazz
disimpegnato da salotto. Ma anche in questo campo i Laika trascendono le
etichette.
L'orchestrazione fluida del brano strumentale Blood + Bones,
swingante e trascinante, si avvale di xilofono e percussioni tropicali
e di un impulso ritmico alla Rip Rig & Panic.
Degna conclusione del disco è Spooky Rhodes, un crescendo cosmico di
percussioni ed elettronica nel quale si incastona un flauto galattico.
A coronare il tutto, rimane la poesia crepuscolare di Fiedler, che trasforma
ogni canzone in un tenero atto metafisico.
Good Looking Blues (Too Pure, 2000) è un po' sovraprodotto e si rivolge in modo un po' troppo evidente alle discoteche, ma Fiedler e Fixsen hanno ancora il tocco magico (per non parlare della loro favolosa sezione ritmica). Le ballate tendono al funk (Go Fish) e al jazz (Glory Cloud) piuttosto che al trip-hop atmosferico. Questi elementi si riflettono anche nelle due tracce più ambiziose, entrambe della durata di otto minuti: Knowing Too Little intreccia poliritmia distorta, chitarra funk miagolante e sussurro sensuale, mentre Widows' Weed è jazz da camera, con il quartetto arricchito da clarinetto, tromba, flauto e campane.
Dal lato atmosferico e trip-hoppish, Black Cat Bone, un rap sensuale avvolto in fioriture mediorientali e spinto da tamburi tonanti, è il concorrente più ovvio per le classifiche, mentre la ballata soul Uneasy rappresenta il sold-out melodico.
I lamenti del clarinetto e le variazioni lente di Good Looking Blues, il pianoforte oscillante e le maracas caraibiche di Moccasin, la poliritmia ribollente e l'elettronica liquida e torbida di T. Street e infine il delicato minimalismo pianistico della ninna nanna A Single Word sono sforzi più intellettuali, in un modo meno palesemente commerciale.
Fiedler ha trovato la sua vera voce in un dolce scat a metà strada tra Diana Ross e Janet Jackson. Ciccotelli è semplicemente monumentale alla batteria. Un po' troppo barocco, forse.
Lost In Space (Pure, 2003) dei Laika è una retrospettiva su doppio cd (ma il secondo album contiene remix, rarità e riempitivi live).
Il problema con Wherever I Am I Am What Is Missing (Too Pure, 2003) non è che sia più spartano e sommesso rispetto ai loro album precedenti , ma che sono pochissime le canzoni che spiccano (Girl Without Hands, Alphabet Soup). È un lavoro stanco, che si avvicina alla routine.
Ciccotelli e il percussionista Richard Olatunde Baker formarono gli Eardrum, che hanno pubblicato Last Night (Leaf, 1999), con sfumature dub e jazz, e un più convenzionale lavoro afro-beat, Side Effects (2001).
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