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I Leaether Strip sono la creatura del danese Claus Larsen.
Nel primo singolo Japanese Bodies, uscito all'inizio del 1989,
sull'album
The Pleasure of Penetration (Zoth Ommog, 1990), con
Body Machine Body e
Die Die Die, nonche' il tema Leaether Strip in due parti,
sul mini-album
Science For The Satanic Citizen (Zoth Ommog, 1990), con
Satanic Citizen,
e nei singoli Razor Blades e Touchdown Breakdown,
eseguono una electronic body music dalle tinte gotiche che si ispira anche
troppo palesemente ai Front Line Assembly.
Il meglio di questo periodo,
compresi i nuovi singoli Zyklon B e Battleground,
verra` in seguito antologizzato su
Penetrate The Satanic Citizen (Cargo, 1993).
Larsen forma anche i Klute, che debuttano con il singolo Explicit (1991)
e soprattutto con il terrificante album Excluded (Music Research, 1990),
le cui No Man's Land, Guilty e Desert Storm
realizzano invece una fusione fra grindcore ed elettronica.
I riff distorti della chitarra e il battito frenetico sono le caratteristiche
anche dell'EP Excepted (Zoth Ommog, 1993).
Il sound si avvicina invece a quello del progetto maggiore
(sezioni d'archi e cadenza pesante)
sull'EP Excel (Zoth Ommog, 1995), ma Pressure se ne distacca
per un'enfasi infernale.
Ma Larsen si dedica soprattutto ai Leaether Strip, dei quali escono
Body Rapture (1990),
Technop0lis 2 (1991),
Technop0lis 3 (1992),
Cyberworld (1993).
I poliritmi elettronici e il battito duro sono meglio gestiti su
Solitary Confinement (Zoth Ommog, 1992),
che vanta in generale una piu` esperta manipolazione di reperti sonori.
I campionamenti religiosi di Dance Of Deception, le assordanti cadenze di
Strap Me Down, il boogie galattico di Elvis Speaks,
l'impeto melodico di Adrenalin Rush
non inventano nulla, ma copiano i maestri canadesi e americani con
diligente fervore.
Se Fit For Flogging (Cleopatra, 1993), con Steal e Nosecandy, appartiene
ancora a quest'epoca, il coevo
Underneath The Laughter (Cleopatra, 1993) eccede un po`
in verbosita` metafisiche
(peraltro compensate dalla leggiadra Don't Tame Your Soul), ma la
produzione e` piu` violenta che mai e
il disco e` coronato dalla lunga Athiestic Sermon (undici minuti).
Nello stesso anno usci` un terzo album, Zoth in Your Mind (1993).
Melt (Cyberwave, 1994)
Continuando nel gioco ai contrasti e accentuando la fascinazione per il gotico,
Serenade For The Dead (Zoth Ommog, 1994) raccoglie invece nove brani
strumentali di elettronica sinfonica che
oscillano fra la pomposita` dei Laibach (Black Widow's Kiss) e
la musica funebre del Medioevo (Awakening e New Dark Ages).
E` quella la strada intrapresa anche dall'EP Positive
Depression (Zoth Ommog, 1995), in particolare nel lungo strumentale
Dead On Arrival (dieci minuti).
Continuando quella progressione,
Legacy Of Hate & Lust (Cleopatra, 1995)
e` al tempo stesso piu` barocco e piu` industriale, dando
l'impressione che si tratti di una raccolta di marce funebri (dall'iniziale
Down There With You fino all'apice di No Rest For The Wicked).
Manca pero` il brano cardine.
Rebirth of Agony (Cleopatra, 1997),
con How Do I Know e Life Is Painful
ha accentuato i toni volgari,
macabri e provocatori della sua presentazione. Il disco e` un tributo
autobiografico alla macerazione psicologica di Larsen, che ha origine da un
misto di meditazione esistenziale, desiderio sessuale e rabbia bestiale.
Escono poi il mini-album Self Inflicted (Zoth Ommog, 1997), con
Coming Up For Air,
Hate Me e Are We The Sinners,
e l'EP Anal Cabaret (Zoth Ommog, 1998) (Metropolis, 1999).
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