- Dalla pagina sui Meat Beat Manifesto di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
I Meat Beat Manifesto di Jack Dangers, vero nome John Corrigan (Swindon, 1965), sono stati una delle band più creative del crossover industrial-dance. Il loro album Storm The Studio (1989), un mix denso di ritmi hip-hop ipercinetici, campionamenti esuberanti e dissonanze elettroniche, ha aperto la strada alla musica "jungle" per il decennio successivo. Quando il mondo si è accorto del loro talento, Dangers aveva già fatto un passo avanti con Actual Sounds and Voices (1998), una raccolta di torride jam session jazz e di musica composta scomponendo i ritmi della musica dance in un astratto magma di suoni, per poi ricostruirli in potenti beat.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Jack Dangers (all'anagrafe John Corrigan) iniziò a suonare (chitarra) e cantare nei Perennial Divide, un gruppo della cittadina industriale di Swindon che condivideva con (il bassista) Johnny Stephens e che si ispirava alla musica industriale ballabile di Cabaret Voltaire e Human League. Dopo aver pubblicato Purge e aver registrato il secondo album (inedito), il gruppo evolse nei Meat Beat Manifesto, esorditi con l'EP Suck Hard (dicembre 1987), un saggio di cacofonia naif: I Got The Fear accomuna fiati free-jazz, metallurgia martellante, un coro campionato e un'ebbra drum-machine; Kneel And Buzz è un maelstrom di puro rumor bianco; Kick That Man è un incubo horror, stritolato da macchinari immani e stordito da rumori raccapriccianti (Il singolo verrà raccolto su Armed Audio Warfare).
I Meat Beat Manifesto presto divennero una punta di riferimento del movimento industriale grazie agli stravaganti spettacoli multimediali allestiti dagli artisti visivi Marcus Adams e Craig Morrison.

Applicando gli esperimenti sul ritmo e sull'atmosfera della musica industriale all'house, i Meat Beat Manifesto diedero con Storm The Studio (Wax Trax, 1989) un'opera stilisticamente rivoluzionaria. Le sorgenti sonore di quelle quattro suite (remix di tre 12" e di un "promo") sono sostanzialmente tre: i ritmi dell'hip hop (violenti, sincopati, nervosi), i campionamenti (multiformi, selvaggi, onnipresenti) e le dissonanze elettroniche (vagamente ispirate ai rumori di fabbrica). Quello di God O.D. è soprattutto un rap iper-cinetico, con un accompagnamento in continua evoluzione che i campionamenti trasformano in una sorta di circo ambulante delle possibilità di studio. Re-Animator è giocata invece su cacofonie più intrepide: il mix è più denso, vorticoso, quasi sinfonico, e procede per scatti isterici, invece che per flussi liberi, per fratture e controtempi, fino a raggiungere livelli di elettronica alla Stockhausen.
I Got The Fear (che nel 1987 era stato il loro primo singolo) esplora sonorità più soffici e morbose. Strap Down è la loro danza più epidermica, propulsa da un tribalismo africano e da un'elettronica distorta, l'equivalente del punkrock nel campo del techno, un assalto brutale come quello dei Tackhead.

Il loro primo vero album, 99% (Wax Trax, 1990), segnò più che altro un progresso nettissimo nella prassi di produzione e di sutura dei loro campionamenti. Un balletto industriale come Hello Teenage America è concepito per la diffusione di massa, ma nondimeno rappresenta lo stato dell'arte nel campo del collage. Fra Psyche-Out, immerso in tribalismi africani e sonorità "acide", e la fanfara funky di 10 X Faster Than The Speed Of Love, troneggia l'house frenetica e ipnotica di Helter Skelter. Con questi dischi i Meat Beat Manifesto introdussero uno stile poliritmico e polifonico di grande effetto nel reame della dance music.

Il 1990 è soprattutto l'anno di Radio Babylon, i cui frenetici breakbeat coniarono di fatto la musica jungle. L'anno dopo il gruppo cambiò di nuovo marcia con Paradise Now, un brano che costruisce atmosfera "noir" per mezzo di una ragnatela di battiti distorti e prefigura lo stile psicologico che Tricky porterà al successo.
Con questi brani Dangers compiva una sintesi prodigiosa di musica elettronica Europea e hip hop Americano, di Cabaret Voltaire e Public Enemy.

Su Satyricon (Mute, 1992) i Meat Beat Manifesto sono di fatto un duo (Dangers e Stephens) di smaliziati produttori di musica da ballo, un formato che loro hanno inventato e tanti stanno imitando. I singoli da discoteca sono Edge Of No Control e Mindstream, battito veloce e poca sofisticazione; ma la vera novità è quella delle "canzoni", delle quali Circles ha forse la melodia più orecchiabile, in pieno territorio Depeche Mode. Placebo ricicla il loro Radio Babylon e Pot Sounds finisce quasi in trance. Meno audace dei precedenti, ma anche più unitario, Satyricon segna una parziale ritirata dagli obiettivi dei primi 12".

Jack Dangers, trasferitosi a San Francisco nel 1994, impiega quattro anni ad assemblare un altro album, il doppio Subliminal Sandwich (Interscope, 1996). Il disco segna in parte un ritorno allo stile dei primi Cabaret Voltaire, ma con una maggiore consapevolezza del ruolo che possono giocare gli effetti ambientali, i campionamenti e i suoni "concreti". Il nocciolo dell'operazione rimane la fusione nucleare di sofisticati poliritmi, basso dub e canto rap. Fanno la loro comparsa i sintetizzatori analogici (anche mellotron, theremin), a contribuire al senso di retrò.
A parte due tributi ai toaster giamaicani (Nuclear Bomb e Assassinator), e qualche saggio della sua smaliziata arte di collage (soprattutto nell'ipnotica trance percussiva di 1979), il disco eccelle nelle scenografie atmosferiche di She's Unreal e Addiction, che acquistano spessore persino metafisico nel gioco di dissonanze di No Purpose No Design e nel trip-hop di Long Periods Of Time. E` un programma che culmina nei manierismi psicologici di Transmission e Cancer, immersi in climi opprimenti e armonie jazzate.
Il secondo disco è soltanto un catalogo di esperimenti d'improvvisazione. Per lo più essi dimostrano l'inettitudine del personaggio, intento a imitare in maniera puerile l'elettronica robotica (Mad Bomber) e le piece di Morton Subotnick (Stereophrenix). Si commenta da solo l'estratto di Electric People (la versione completa è di sei ore), un tedioso saggio di ritmi elettronici. L'unica novità saliente sono gli studi sinfonici di Tweekland, con reminescenze di Xenakis e Nono. Ma in generale il disco, lungi dal consacrare una carriera, dimostra che Dangers è ancora un apprendista alle prese con progetti al di fuori della sua portata. Mai progetti sono indubbiamente affascinanti.

Original Fire (Interscope, 1997) è una raccolta di rarità, inediti e remix, così come lo era stato Armed Audio Warfare (Wax Trax, 1991).

Meno pedanti e pretenziosi della media, influenzati dal surrealismo e dal futurismo, e forse semplicemente più dotati musicalmente degli altri, i Meat Beat Manifesto sono diventati dei maestri della manipolazione sonora per il consumo di massa.


(Tradotto da Andrea Marengo, modificato da Stefano Iardella)

Proseguendo la sua evoluzione in uno stile di musica da ballo più personale, Jack Dangers registrò il quasi strumentale Actual Sounds And Voices (Nothing, 1998), un esercizio che stratifica i suoni sui ritmi. La nuova formazione dei Meat Beat Manifesto è ora un trio con Lynn Farmer alle percussioni e John Wilson alle chitarre (i vari ospiti parteciparono alla registrazione suonando il sassofono, il theremin, l'organo e il clarinetto). La dinamica, trainante ed allucinante jungle di Prime Audio Soup è un miscela di sincopi, campionamenti, world music e cantato rap: un ideale connubio fra Enigma, Stone Roses e Squarepusher. Quell'introduzione non faceva che presentare le credenziali della formazione.
Il passo successivo consisteva nel muoversi in territori più vicini alla musica da ballo e al rock. I vivaci e intricati pattern di sintetizzatore di Book Of Shadows, combinati al magistrale uso delle percussioni e al basso ruggente, si trascinano in una torrida jam-session jazz. Lo spettro di Herbie Hancock appare negli undici minuti di Thumb, che sono un ottimo esempio sul come si possa fare musica distruggendo i ritmi della musica da ballo in un magma sonoro astratto che viene successivamente ricomposto in ritmi potenti. La regola del gioco è l'intensità, come dimostrano la potente trivella di Let's Have Fun e la frenesia caotica di Let Go Make Clear. Il tempestoso e graffiante flusso di eventi secondari di Where Are You sposa l'hard rock con l'hip-hop.
Come al solito, le tracce vocali sono le più deboli ma, almeno Acid Again, con le sue mosse hip-hop ipercinetiche e androidi, e la ballata dissonante (dub, rhtyhm e blues) di Funny Feeling meritano un posto tra i suoi esperimenti più avventurosi.
Il funk psichedelico di Dangers ha assunto durante gli anni una qualità brutale, che è il solo riferimento alla musica industriale delle sue origini. Il fatto di omettere i rap politici dei lavori precedenti, per sostituirli con collage sconnessi di campioni vocali, ha giovato alla musica di Dangers. Facendo leva sul sostegno di musicisti jazz (Bernie Maupin, Pat Gleason), Dangers ha accresciuto il feeling caloroso e organico della sua musica, che adesso ha ben poco a che fare con la scena jungle che egli stesso aveva contribuito a creare.

L'EP di dodici minuti Eccentric Objects è per lo più una summa dell'arte collage di Dangers contenente Peristaltic Wave e My Shorty.

Jack Dangers pubblicò un album di propri remix, Hello Friends (Shadow, 2001).

RUOK? (Run, 2002) era un altro album di remix che proponeva canzoni ottenute dai campionamenti (presi sia da proprie tracce che da canzoni di altri artisti), ma il risultato dava l'impressione che somigliassero soltanto a remix privi di personalità (No Echo In Space, What Does It All Mean, Horn Of Jericho).

In Dub (Lakeshore, 2003) è un remix in versione dub di RUOK? dove le canzoni sono, di conseguenza, completamente devastate,a tal punto chiunque potrebbe sospettare che la traccia originale non fosse altro che una mera ispirazione per il relativo remix. Dangers, considerato anche uno scultore dei ritmi, presentò questa esperienza anche su DVD (collaborando con DJ Shadow) in cui diveniva uno scultore dei suoni alle primissime armi che inventava una nuova dimensione per il "remix". La principale differenza fra la traccia originale e il remix sta nel fatto che la prima risulta spigolosa e presenta alcune pause, mentre il secondo risulta abbastanza omogeneo da risultare monotono o, come direbbe Brian Eno, "musica da non ascoltare".

I Meat Beat Manifesto hanno contribuito con At The Center (Thirsty Ear, 2005) a una serie di album jazz d'avanguardia.

Battersea Shield (Malicious Damage, 2005) è una collaborazione con gli Orb.

Autoimmune (2008) è stato un (elegante) tributo di Danger al dubstep.


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