- Dalla pagina su Alva Noto di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Margherita e Stefano Iardella)

Alva Noto è il nome in codice per le incisioni di Carsten Nicolai (Chemnitz, 1965), un artista Tedesco, le cui installazioni risentono delle influenze sia della cibernetica, sia di John Cage. Le sue audioinstallazioni utilizzano una "musica" di tipo speciale, una musica che non intende essere tale nel senso tradizionale della parola. Piuttosto che come un musicista, Carsten si vede come un "fabbricante di suoni", poichè il suo strumento principale (e talora unico) è un computer.

Carsten è stato il promotore del giornale audio "20' to 2000": una serie di CD progettati da un team di designers, in cui hanno suonato musicisti scelti da Carsten per offrire un'immagine dello stato dell'arte alla fine del millennio, incluso il suo personale contributo, l'EP Time..dot (Noton, 1999).

Le sue prime incisioni musicali comprendono Spin (Noton, 1996), Mikro Makro (Noton, 1997), che è una collaborazione con Mika Vainio, e la traccia su flexidisc Polyfoto (Noton, 1998).

Il suo periodo maturo comincia con Kerne (Plate Lunch, 1998) e raggiunge l'apice con l'EP Empty Garden (Noton, 1999) e con l'album Prototypes (Mille Plateaux, 2000).
La musica fa uso di tecniche del tutto differenti, come la ripetizione minimalista, una forma musicale di pittura astratta, il puntinismo musicale, la musica industriale (sul genere dei primi Throbbing Gristle), la meccanica quantistica (l'idea che il vuoto sia vivo e che la realtà sia nascosta tra gli interstizi della griglia spaziotemporale), la glitch music (gli Oval o meglio, i Pan Sonic) e la musica elettronica dissonante (Stockhausen, Subotnick).

Wohltemperiert (Noton, 2000) fu un'altra collaborazione con i Pan Sonic.
Cyclo (Noton, 2001) è stato una collaborazione con il signore del noise giapponese Ikeda.
Transform (Mille Plateaux, 2001) è un'altra dimostrazione delle sue tecniche di costruzione di audio, una sorta di sommario della sua intera carriera, a partire dalla decostruzione della techno (4), per arrivare a farneticanti drones ambientali alla LaMonte Young (2).

L' EP Telefunken (Raster, 2000) è un tentativo di replicare le sue installazioni collegando lo stereo all'impianto tv, lasciando che sia il suono a dar vita alle immagini.
L'EP in edizione limitata Uniform (Sf MoMA, 2001) documenta un frammento di un'esposizione di tre ore, una collaborazione tra Nicolai e Robin Rimbaud (Scanner), a San Francisco.

Carsten Nicolai è tornato al suo soprannome di Noto in occasione del doppio EP Endless Loop (e, f, g, h) (Raster Noton, 2002).


(Tradotto da Nicola Mecca)

Gli EP Transall Cycle Part One: Transrapid (Raster-Noton, 2005), Transall Cycle Part Two: Transvision (Raster-Noton, 2005) e Transall Cycle Part Three: Transspray (Raster-Noton, 2005) formano una trilogia di musica per l’era della globalizzazione digitale, inquieta e caotica.

Il connubio dei paesaggi elettronici alieni di Alva Noto e delle vignette per pianoforte di Ryuichi Sakamoto hanno dato vita ai mediocri Vrioon (Raster Noton, 2003), Insen (Asphodel, 2005) e Revep (Raster-Noton, 2006). L'austera combinazione di improvvisazione al pianoforte e noisescape improvvisato della prima collaborazione hanno ridefinito il significato di "freddo".

For (Line, 2006) raccoglie registrazioni degli anni 2000 dedicate a vari compositori.


(Tradotto da Stefano Iardella)

La musica ambient glitch di Xerrox Vol 1 (Raster-Norton, 2007) esplora paesaggi sonori calmi e turbolenti, dai criptici segnali galattici di Haliod Xerrox Copy 4 alle sconnesse eruzioni di geyser di Haliod Xerrox Copy 2 e alle profondità a combustione lenta di Haliod Xerrox Copy 11.
Raramente la musica di Noto è stata così eloquente. Un fruscio simile a una cascata fa l'amore con un maestoso bordone di violoncello nei nove minuti di Haliod Xerrox Copy 1. Gli undici minuti di Haliod Xerrox Copy 3 sono un'ondata di accordi romantici che devono combattere un misterioso sibilo soprannaturale. Gli undici minuti di Haliod Xerrox Copy 9 modulano la sua emissione di rumore bianco e vi mescolano un po' di melodia, ottenendo una sorta di estasi che rasenta la musica cosmica di Klaus Schulze. Il suo lavoro più accessibile fino ad allora, giocava con la melodia a scapito del ritmo.

Xerrox Vol.2 (Raster-Noton, 2009) ha continuato il programma ma con un atteggiamento più distaccato. I dodici minuti di Xerrox Phaser Acat 1 iniziano con un terrificante crescendo di musica meccanica, ma poi si calmano in una serena contemplazione di accordi scivolanti e rumori sibilanti. Xerrox Monophaser 2 dipinge un paesaggio sonoro desolato che viene sondato da astronavi aliene. Xerrox Teion Acat inserisce difetti dell'umanità nell'oscura sinfonia dell'universo, cercando di replicare la magia di Haliod Xerrox Copy 9. Ma troppi pezzi sono esibizioni piuttosto monotone di droni senza scopo: i densi ammassi dei sette minuti di Xerrox Soma, le distorsioni strazianti di Xerrox Meta Phaser, le onde oscillanti fluttuanti di Xerrox Monophaser 1, i sottili filamenti vibranti di Xerrox Tek Part 1.


(Tradotto da Matteo Gentile)

Unitxt (Raster-Noton, 2008) segnò un ritorno alla musica basata sul ritmo ma attraverso procedure "aleatorie" che avrebbero reso orgoglioso John Cage. In realtà si tratta di due album in uno. Esiste un album di microscopiche composizioni (alcune delle quali durano solo pochi secondi) che fondamentalmente sono solamente effetti sonori e molte sono piuttosto abrasive. Poi c'è un album di composizioni che giocano con la musica dance: U_08, una danza robotica caraibica, U_09-0, una mutazione che trasforma un ritmo simile al cricket in un groove di funk industriale sincopato, e U_04, un mini-concerto per trapano e sibilo. Infine ci sono due pezzi che appartengono a un altro album. Entrambi impiegano una voce che recita freddamente parole francesi casuali. U_08-1 è un trio per beatbox, voce recitante ed effetti elettronici, e U_07 giustappone soltanto voce e beatbox, ma quest'ultimo è soggetto a una specie di balbuzie sconnessa.

Alva Noto e Blixa Bargeld hanno collaborato all'EP da 18 minuti Ret Marut Handshake (2009) e al full-length Mimikry (2010).

Summvs (Raster-Noton, 2011) è una collaborazione tra Alva Noto e Ryuichi Sakamoto.

For 2 (12K, 2010), la seconda parte del suo omaggio ai compositori preferiti, ha sprecato il talento di Noto per epigrammi glaciali e concisi, tanto da far rimpiangere Stalker .

Univrs (2011), una sorta di seguito di Unitxt, è stata la versione della musica dance di Noto (scheletrica, nucleare, post mortem), che andava dalla dance industriale distorta e martellante di Uni Deform al balletto robotico e quasi romantico di Uni Dia, dal frenetico breakcore di Uni Mode all'ipnotica machine music di Uni C, raggiungendo l'apice (per quanto riguarda la sottigliezza) con la sonata fluida e ondulata simile a un'onda cerebrale di Uni Red .

ANBB è stata una collaborazione "pop" tra Alva Noto e il chitarrista Blixa Bargeld degli Einsturzende Neubauten, che ha debuttato con le sonorità droning, glitch e rumoriste di Mimikry (Raster-Noton, 2011) su beats spezzettati, al servizio di strilli, cantilene e lamenti di Bargeld; la loro idea di un ciclo liederistico.

Ikeda e Alva Noto hanno composto "musica" manipolando una rappresentazione visiva di suoni su Cyclo's Id (Raster-Noton, 2011).


(Tradotto da Stefano Iardella)

La serie "Xerrox" è andata avanti con Xerrox Vol.3 (2015) e Xerrox Vol.4 (2020).
La serie “Uni” è andata avanti su Unieqav (2018).
Alphabet (2019) è stata una collaborazione con l'artista del suono francese Anne-James Chaton.
Gaia125 (2019) documenta la musica di sottofondo di Alva Noto per un album di parole parlate dell'autore tedesco Kai Grehn.
HYbr:ID Vol 1 (Noton, 2021) raccoglie la partitura di Noto per un balletto dello Staatsballett Berlin, Oval.


- Torna alla pagina su Alva Noto di Piero Scaruffi -