- Dalla pagina sugli Orb di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Gli Orb, formati dal disc-jockey Alex Paterson (Battersea, 1959), che aveva lavorato per le "chill-out room" di Paul Oakenfold, con l'assistenza dell'ex mente dei KLF Jimmy Cauty, codificarono la rivoluzione in atto. La musica dell'EP A Huge Ever Growing Pulsating Brain That Rules From The Centre Of The Ultraworld (1989), un mantra cosmico per acqua e sintetizzatore, e dell'album Adventures Beyond The Ultraworld (1991) suonava come musica new age. I lunghi brani di U.F. Orb (1992) nacquero all'incrocio tra i paesaggi impressionisti di Brian Eno, l'ideologia postmoderna del riciclo stilistico, le nuove tecnologie di campionamento e il ritmo techno. Non avevano un impatto emotivo e si dipanavano in modo narrativo: si trasformavano lentamente. Blue Room (un singolo di 40 minuti) vedeva la partecipazione del chitarrista Steve Hillage e del bassista Jah Wobble, e fu il tour de force di Paterson in termini di montaggio e mixaggio. Paterson aveva trasformato il disc-jockey in un compositore classico e trasferito l'arte del collage alla musica dance elettronica. Anziché aderire pienamente allo stile "ambient" che aveva contribuito a creare, Orb continuò a sperimentare nuove forme di musica dance: Orbus Terrarum (1995) e Orblivion (1997) si affidano a una sottile arte coreografica per offrire un'esperienza al tempo stesso inquietante e ipnotica.
Bio:
Alex Paterson è uno dei musicisti fondamentali degli anni '90. Gli Orb hanno
infatti coniato un nuovo genere musicale, un genere di dance music che nega
la dance, un genere di musica elettronica che nega l'elettronica, un genere
di musica rock che nega il rock and roll.
La musica di Orb nasce all'incrocio fra i paesaggi impressionisti di Brian Eno,
l'ideologia postmoderna del riciclaggio, le nuove tecniche di campionamento
e la musica techno.
Trasformando il disc jockey in un compositore di musica classica moderna,
e trasportando l'arte del collage nell'ambito della musica elettronica.
Paterson ha compiuto una delle operazioni più influenti della fin de siecle.
Jimmy Cauty, reduce dai dischi rivoluzionari dei KLF, diede vita con Alex Paterson (ex "roadie" dei Killing Joke, impiegato di Brian Eno e disc jockey) agli Orb.
Paterson era uno dei disc jockey assunti da Paul Oakenfold per la
"chill-out room", dove
chi voleva riposare fra un ballo e l'altro (o fra uno "sballo" e l'altro)
poteva rilassarsi ascoltando musica elettronica lenta e soffusa.
Paterson fu pertanto uno degli inventori della "ambient house".
Nel 1988 gli vennero commissionati due brani (Tripping On Sunshine e
Suck My Kiss)
per altrettante compilation e lui li accreditò entrambi a Orb.
L'anno dopo comparve un EP a suo nome intitolato Kiss. Poi venne invitato da Cauty a partecipare alle
session di Chill Out e infine a mettersi con lui negli Orb.
L'idea era quella di fare soltanto
trance-dance, concentrandosi sulla specialità di Cauty, e senza lo humour di Drummond.
Il connubio diede un primo frutto con l'EP A Huge Ever Growing Pulsating Brain That Rules From The Centre Of The Ultraworld (Wau! Mr Modo, 1989), un mantra cosmico per acqua, vento e arpeggi di synth, non molto diverso dalla new age che andava per la maggiore in quel periodo; ma per i club di "acid house" rappresentava una novità rivoluzionaria.
A questo punto gli Orb erano Paterson e qualche amico (fra cui Steve Hillage e Kristian Weston).
L'album
Adventures Beyond The Ultraworld (Wau, 1991 - Big Life, 1992),
uscì in pieno boom dell'"ambient house". I brani erano soltanto dieci,
per circa due ore di musica.
Aperto da un'altra gemma del genere,
Little Fluffy Clouds (con campionamento di Rickie Lee Jones che racconta
storie della sua infanzia), il disco culminava nella celebrazione rituale di
Earth (nastri di suoni naturali, recitazione biblica, atmosfera estatica)
e nella messa gregoriana con concerto per violino e tribalismo africano di
Into The Fourth Dimension, sempre su un tappeto ritmico house che
è al tempo stesso soffice e frenetico.
Gli arrangiamenti smilzi, con i sequencer manipolati da amatore (perlomeno al
confronto delle armonie wagneriane dei complessi tedeschi degli anni '70),
finiscono per contribuire all'effetto ipnotico della musica.
Un buon senso dello humour impediva a Paterson di prendersi troppo sul serio e
di degenerare nelle suite pretenziose comuni a tanti epigoni dei KLF:
l'anno venne completato dal reggae demenziale di
Perpetual Dawn (Big Life).
Il successivo U.F. Orb (Island, 1992), pregno di sonorità dub,
fu il primo best-seller del techno ambientale.
La locomotiva della title-track era di fatto un battito dub accelerato, che poi
veniva diviso e moltiplicato per creare anche un effetto "etnico".
L'album proponeva in realtà una musica più sperimentale.
Fondendo tribalismo e musica cosmica, ovvero fondendo i ritmi africani
e quelli dei sequencer in Close Encounters, indulgendo in
sonorità esotiche (poliritmi alla Talking Heads, voci femminili
e flauti alla Hassell) in Majestic,
sfruttando al massimo gli insegnamenti ritmici di Sherwood nella monumentale Towers Of Dub
(la cui sferragliante ripetizione minimalista propulsa da un'armonica blues
culmina in un forte battito in staccato dub),
innestando tecniche minimaliste di ripetizione ossessiva di frasi elementari
nei tredici minuti di O.o.b.e. (sequencer
e flauti "etnici" in un groviglio di suoni atmosferici in lenta rotazione),
Paterson prefezionò l'idioma "ambientale"
e lo astrasse del tutto dalla cultura da cui proveniva.
Il vertice delle capacità di "montaggio" sonoro, di mixing, di
campionamenti e di filtraggio di Paterson è comunque Blue Room,
il brano di 17 minuti registrato con l'aiuto (fra gli altri) di
Steve Hillage e Jah Wobble; una musica senza confini,
intrisa di sibili siderali, di droni soffusi e lentissimi, cosparsa di piccole
dissonanze acquatiche, molto più vicina alla musica new age che a quella
da ballo. Anche quando il ritmo arriva (nella seconda metà) sembra più un
reggae che un techno.
(Il brano stabilì il record di durata per un singolo nella sua versione di 40
minuti).
Anche se ogni brano è introdotto (in maniera un po' fastidiosa) da
campionamenti di voci e rumori "trovati", il risultato è degno dei capolavori
di Brian Eno, Harold Budd e Jon Hassell, la grande triade della musica
ambientale.
I singoli Assassin (tribalismo, Kraftwerk e Tangerine Dream) e No Fun (altri quaranta minuti) alimentarono il mito. Paterson suonava intanto anche con i System 7 di Steve Hillage.
Il doppio dal vivo Live '93 (Island, 1994) sembra voler trasporre nel mondo dei rave l'usanza un tempo riservata al rock proletario, anche quello, peraltro, pensato per le grandi arene. Lo stile è ancor più psichedelico, ancor più prossimo a quello dei Pink Floyd che Paterson scimmiotta con la copertina. Plateau, lungo "viaggio" psichedelico con una nuvola di rumorini indecifrabili, che cicla attorno un un battito frenetico ma leggiadro, e Valley con la pesante cadenza dub in primo piano e i campionamenti raffinati in una materia gelatinosa, non distante dall'elettronica di Robert Rich, sono i manifesti del nuovo corso.
Il minialbum Pomme Fritz (1994), forse ispirato da Flying High di Irresistible Force, abbandona del tutto le discoteche da cui Paterson era partito. La title-track caracolla in un'ondeggiare minimalista dai toni gamelan, We're Pastie si ispira liberamente alla musica dadaista e alla musica concreta di mezzo secolo fa, Le velleità avanguardistiche sono però castrate dalla svogliatezza del musicista, che qui pare più che altro sonnecchiare nella sua giungla di tastiere.
Con Orbus Terrarum (Island, 1995) lo scherzo è già diventato vecchio. La qualità surreale di Oxbow Lakes (accordi slegati del pianoforte ripetuti ciclicamente, crescendo incalzante delle percussioni, dissolvenza di sibili cosmici) è ciò che rimane dello stile classico. Montagne D'Or approfondisce la musica da ballo per rimbombi travolgenti di Valley. Slug Dub (riff d'organo rubato a Calypso Frelimo di Miles Davis) riparte da lì. La polverina di campionamenti di White River Junction non fa più notizia e Occidental scompare dentro quella nebbia di segni indecifrabili, lasciando presagire che il limite di questa rarefatta maniera è la totale disintegrazione del sound.
Paterson partecipa anche al supergruppo ambientale FFWD (Inter-Modo, 1994), con Robert Fripp, Thomas Fehlman (dei Palais Schaumburg) e il fido Weston, il cui primo album è un divertimento di classe senza molte pretese nel campo della musica contemplativa elettroacustica.
Paterson è al culmine della sua abilità di miscelatore su
Orblivion (Island, 1997).
Un brano come Delta MK II è di fatto un summa della sua carriera:
campionamenti, poliritmi sintetici alla Brian Eno,
sibili "cosmici" di tastiere elettroniche, scratch di hip hop,
vertiginoso drum'n'bass.
Tutti i brani si attengono a questo principio di collage scalmanato:
Sono brani molto facili da comporre ed eseguire, dato uno studio di
registrazione di quella qualità.
E più che mai Paterson sembra un discepolo scrupoloso di Brian Eno.
Le vignette melodiche e le eccentricità ritmiche di questi brani
sono in tutto e per tutto la continuazione del programma di musica strumentale
futurista di Before And After Science, semplicemente aggiornate
ai moderni mezzi di produzione.
Nell'ambito di quella scuola il vero talento di Paterson non è tanto quello
di saper operare le macchine di mixing (Passing Of Time vorrebbe essere
il tour de force del disco, ma è soltanto un noioso flusso di banalità),
quanto il modo subdolo in cui sa
collocare la melodia negli scenari sonori più ostili.
Il carillon minimalista di Ubiquity si fa strada fra le
bollicine comiche dei sintetizzatori e le sincopi telluriche delle rhythm-box.
Quello di Molten Love è mimetizzato in un tripudio di cadenze
metallurgiche ed etniche.
La buffa novelty di Tokygene è costruita su un ritmo robotico e su
campionamenti da cartone animato.
In Asylum i ritornelli distorti delle tastiere stendono una ragnatela
di elettronica sulle percussioni meccaniche.
Il singolo Toxygene è invece un umile ritorno alle origini, al sound
da discoteca chic.
Cydonia (Island, 2001) continua semplicemente la sfilza degli album poco ispirati degli anni '90.
Dopo una lunga pausa, Paterson è ritornato con un mediocre, freddo
esercizio che alcuni tocchi progressivi in Terminus e Hamlet Of Kings non riescono a riscattare del tutto.
Quattro canzoni di medio livello (interpretare da due vocalist ospiti che non
sembrano all'altezza della situazione, a meno che la sua idea non fosse quella di
parodiare le proprie composizioni, con Once More e Plum Island che sono le meno noiose) potrebbero aprire una nuova fase nella carriera di Paterson, ma tutto il resto è riciclaggio auto-indulgente di vecchie idee. E non si tratta delle sue migliori idee.
Voyage Into Paradise (Liquid Sound, 2001), un lavoro al confine tra dub e musique concrete, è attribuito a Dr Alex Paterson.
Bless You (Shanachie, 2002) raccoglie collaborazioni assortite tra Alex Paterson e altri musicisti ambient.
La saga degli Orb continua con Bicycles & Tricycles (Cooking Vinyl, 2004), un album piuttosto irrilevante nella scena del 2004, sia che cerchino di ripetersi sia che cerchino di aggiornare il loro sound alle nuove generazioni (downtempo, trip-hop, drum'n'bass). The Land Of Green Ginger, From a Distance, Abstractions, Tower Twenty Three sono moderatamente interessanti in questo senso, mentre l'esperimento rap di Aftermath (il primo per gli Orb) sembra una mossa disperata. I più semplici e regolari Gee Strings e Hell's Kitchen si rivelano più divertenti.
Battersea Shield (Malicious Damage, 2005) è una collaborazione con i Meat Beat Manifesto.
Gli Orb provarono ad aggiornare il loro sound su Okie Dokie (Kompakt, 2005), di fatto un album solista di Fehlmann, alla techno minimale, all'hip-hop, al dub, alla musica industriale e così via, con risultati contrastanti.
Attenendosi invece al suono classico degli Orb, The Dream (Stereo Deluxe, 2008) è per lo più un segno di gradevole invecchiamento (specialmente la produzione patinata), ma la musica dance ambient basata su campioni è difficilmente rilevante nel 2008, così come il singolo Vuja De implica indirettamente.
Baghdad Batteries: Orbsessions Vol. III (Malicious Damage, 2009) è stato influenzato dalla techno minimale.
Metallic Spheres (Columbia, 2010) contiene due suite in più parti (i 28 minuti di Metallic e i venti minuti di Spheres) che sono di fatto collaborazioni tra Alex Paterson e il chitarrista David Gilmour dei Pink Floyd. Come spesso accade con le collaborazioni, raramente la somma è uguale (men che meno superiore) alle sue parti. A un certo punto remixano anche Chicago di Graham Nash, con l'aiuto del produttore e bassista Martin Glover (aka Youth) dei Killing Joke.
In seguito, gli Orb hanno pubblicato l'album di remix C Batter C (2011), The Orbserver in the Star House (2012), una collaborazione con il maestro del dub Lee “Scratch” Perry, Moonbuilding 2703 AD (2015), COW / Chill Out, World! (2016), No Sounds Are Out of Bounds (2018), Abolition of the Royal Familia (2020), Prism (2023) e Buddhist Hipsters (2025).
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