- Dalla pagina su William Orbit di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Torch Song, di fatto William Mark “Orbit” Wainwright (Shoreditch, 1956) e la cantante Laurie Mayer (1961),
attivi fra il 1983 e il 1987,
furono noti soltanto per un piccolo hit di synthpop:
Don't Look Now (1984), che faceva seguito al primo singolo
Prepare To Energize (1983).
Si sciolsero poco tempo dopo, avendo pubblicato soltanto due album,
Wish Thing (IRS, 1984) e Ecstasy (IRS, 1985), che verranno
completati da un remix postumo,
Toward The Unknown Region (N-Gram, 1995).
Orbit avviÃē subito una carriera solista.
Il suo primo album, Orbit (IRS, 1987), con Peta Nikolich al canto,
continuava su quella strada.
Love My Way (IRS, 1987), Feel Like Jumping e Swamp Dog
erano canzoncine di synth-pop senza pretese. Orbit ha sconfessato quell'album.
L'ispirazione giusta venne da Strange Cargo (IRS, 1988), una raccolta di pezzi strumentali per colonne sonore registrati nei cinque anni precedenti. Via Caliente funge da manifesto del nuovo corso, ma Fire And Mercy e Silent Signals danno meglio la misura delle nuove ambizioni.
Orbit formÃē poi i Bassomatic con la cantante Sharon Musgrave. I due ebbero un hit della stagione acid-house con Fascinating Rhythm e produssero due album avventurosi come Set The Controls For The Heart Of The Bass (Virgin, 1990) e Science And Melody (Virgin, 1991), in cui techno e house erano scompaginati da perturbazioni e cacofonie di ogni sorta.
Strange Cargo 2 (IRS, 1990) mescolava invece canzoni da ballo come Dark Eyed Kid con uno stile etno-elettronico alla Jon Hassell. Ruby Heart e Millenium i tour de force del disco.
Orbit vara anche il progetto Spill, con la cantante prediletta Beth Orton, sodalizio che fruttÃē il singolo Don't Wanna Know 'Bout Evil (1992).
Messa in mostra la sua abilità di "arrangiatore" elettronico, Orbit divenne un
produttore di prestigio.
Il suo genere "ambientale" culminÃē su
Strange Cargo 3 (1993)
con brani come
Best Friend Paranoia (con tracce di jazz e di folk africano),
Hazy Shade Of Random (molto etnica),
e Into The Paradise (la piÃđ sinistra), mentre brani come
Gringatcho Demento e Monkey King
vivono di distorsioni psichedeliche e di suoni in libertà .
Water From A Vine Leaf eleva il disco a classico dell'ambient techno.
Orbit si guadagna anche una reputazione di remixer fra i piÃđ creativi e il singolo Don't Wanna Know About Evil degli Spill (Orbit e la cantante Beth Orton) non ÃĻ altro che un tentativo di capitalizzare su quelle doti.
L'album Hinterland (WEA, 1996), quarta parte del progetto “Strange Cargo”, non fa che raffinare ulteriormente il suo talento di produttore del suono. Questa volta Orbit si accompagna a uno stuolo di cantanti femminili. Le composizioni, tanto quelle melodiche come Million Town quanto quelle drammatiche come Montok Point, sfoggiano lussureggianti arrangiamenti a' la mode.
I Torch Song si riformano brevemente nel 1995 e pubblicarono Toward thead Unknown Region (N-Gram, 1995), con la partecipazione di Rico Conning.
Un album di opere classiche remixate non venne mai pubblicato.
Orbit divenne poi famoso producendo Ray Of Light (1998) di Madonna. Molte altre produzioni hanno dimostrato il suo ruolo preminente tra i produttori moderni che possono davvero fare la differenza.
Pieces in a Modern Style (Maverick, 1999) arrangia undici composizioni classiche con arrangiamenti elettronici.
Hello Waveforms (Sanctuary, 2006), il primo album solista di Orbit in sei anni, ÃĻ talmente etereo a tal punto da non esistere.
Nel 2010 pubblica Pieces in a Modern Style 2 (Decca, 2010), seguito dell'album del 1999, un set di due dischi con la collaborazione di Rico Conning e Laurie Mayer.- Torna alla pagina su William Orbit di Piero Scaruffi -