- Dalla pagina sui Rollerskate Skinny di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

I Rollerskate Skinny, la band guidata da Jimi Shields (fratello di Kevin dei My Bloody Valentine), emersero da un gruppo di band dream pop irlandesi con i singoli Novice (Showbiz, 1992) e Trophy (Placebo, 1993).
L'album Shoulder Voices (Placebo, 1993 - Beggars Banquet, 1994) li vide perfezionare il pop caotico che ricordava i Mercury Rev.
Ger (chitarra) e Ken (voce) Griffin stavano cercando di riscoprire la canzone pop classica in un formato piÃđ fluido e intuitivo (canzoni come Bow Hitch-hiker e Miss Leader).

Dopo l'addio di Shields, la successiva pubblicazione fu Horsedrawn Wishes (Warner Bros, 1996). Questo album era piÃđ originale, composto fondamentalmente da un pop glorioso e barocco. Sotto una spessa e sonnolenta coltre di effetti sonori, canzoni come Man Under Glass e Shimmer Son like a Star assumevano una dimensione epica. Swingboat Yawning e Speed ​​To My Side erano brani pop piÃđ diretti. Il livello di sperimentazione del disco puÃē essere paragonato a quello di Sgt Pepper dei Beatles, anche se alcune tracce (One Thousand Couples, Thirsty European, Bell Jars Away) ricordavano piÃđ i Love And Rockets. La grandiosità orchestrale, marchio di fabbrica di Brian Wilson, utilizzata da Griffin, sembrava indicare la strada verso un futuro bubblegum pop.

Nel frattempo Shields aveva formato i Lotus Crown e il loro EP Alvar Aalto (Throwrug, 1996) fu pubblicato poco dopo la sua uscita.
L'album Chokin' On The Jokes (Reprise, 1997) ripartÎ con la creatività del primo album dei Rollerskate Skinny.
Le canzoni migliori erano sulla scia dei Mercury Rev, con melodie orecchiabili e armonie paradisiache, come The Well (Endless) e The Well (Of a Mother's Simphony).

Kid Silver ÃĻ il soprannome con cui Ken Griffin ha registrato Dead City Sunbeams (Jetset, 1999), un album sorprendentemente creativo. Alternativamente operistico e romantico, David Bowie e Nick Cave (Punchdrunk), Brit-popper (Dead City Sunbeams) e latin dance-popper (Devils, Breadcrumbs), Griffin semina il caos con drum'n'bass (Keep Warm) e trip hop (24 Last Days Of The Lilac) come avrebbe fatto Captain Beefheart.
Gli esperimenti culminano con Don't Bring Tears To A Table, un duetto di chitarra alla Syd Barrett e sintetizzatore alla Alen Raventine.


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