- Dalla pagina sugli Scorn di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Il batterista Mick Harris (Birmingham, 1967) dei Napalm Death ricreò la formazione originale della band (ovvero il chitarrista Justin Broadrick e il cantante Nick Bullen) per il suo nuovo progetto, gli Scorn, ma la musica suonata in Vae Solis (1992) proveniva da un altro pianeta: Harris utilizzava campionamenti e sequencer, e scolpiva arrangiamenti che incorporavano musica industriale e dub in una cornice brutale e lugubre, che ricordava Public Image Ltd e Killing Joke.
I paesaggi sonori cupi, allucinati e horror del primo album diedero vita ai maestosi psicodrammi di Colossus (1994). Il territorio era ancora solcato da ritmi pesanti e distorsioni raccapriccianti, ma c'erano anime vere che vagavano nella nebbia miasmatica.
Era una musica fatta di ritmi agonizzanti e paranoici, e il ritmo divenne rapidamente il fulcro degli Scorn: Evanescence (1994) incorporò il ritmo sincopato dell'hip-hop, e gli Scorn si ritirarono in un formato ambient spettrale con il brano interamente strumentale Gyral (1995), una volta che Bullen lasciò Harris da solo al timone.
Mentre la musica degli Scorn diventava più banale, la musica del suo alter ego, Lull, diventava più complessa. Le poesie elettroniche di Dreamt About Dreaming (1992) si evolsero nei mololiti ambient di Cold Summer (1995) e Continue (1996), influenzati da due collaborazioni cruciali: le quattro lunghe Murder Ballads (1994), cantate da Martyn Bates, al confine tra musica gotica e ambient; e le due suite ambient di Somnific Flux (1995), una joint venture con Bill Laswell. La vastità del lavoro di Harris era sbalorditiva.
Free-jazz, musica ambient e grindcore trovarono un improbabile punto d'incontro nei Painkiller, il trio formato da Harris con Bill Laswell e John Zorn, rappresentato al meglio da Buried Secrets (1993).


Bio:
Free-jazz, ambient e grindcore trovarono un improbabile punto d'incontro nei Painkiller, il trio formato da Mick Harris con Bill Laswell e John Zorn.
L'esperimento tentato (a ritmo serrato) con il mini-album The Guts Of A Virgin (Earache, 1991), in particolar modo con Damage To The Mask e Scud Attack, fiorì su Buried Secrets (Earache, 1993), soprattutto in Blackhole Dub.

Le suite ambient Pashupatinath e Parish Of Tama, su Execution Ground (Subharmonic, 1995), si avvicinano a un Miles Davis più ballabile e trancey.

Rituals (Toy's Factory, 1995) è un album ancor più improvvisato e leggermente più cacofonico, registrato con Keiji Haino.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, traduzione completata da Stefano Iardella)

Mick Harris, il batterista dei Napalm Death, fu uno dei grandi geni della musica britannica degli anni '80, purtroppo ignorato tanto dalla critica quanto dal pubblico.
Tanto i suoi dischi con gli Scorn quanto le sue collaborazioni con altri numi del rock moderno ne hanno fatto un faro di riferimento e una delle principali fornaci di innovazioni.

Harris ha resuscitato la formazione originale dei Napalm Death per il suo progetto Scorn: Harris si alterna anche nei sample e nel sequencer, Justin Broadrick suona la chitarra e Nick Bullen si occupa della voce.

Vae Solis (Earache, 1992) è un lavoro monumentale che non ha quasi nulla in comune con il grindcore dei Napalm Death. Il sound è pesante e scuro, ma tutt'altro che frenetico. Harris predilige anzi cadenze malate, che non sono abbastanza lente da poter essere definite funeree, ma non sono neppure abbastanza veloci da poter essere definire grindcore. Si avverte semmai l'influenza di Public Image Ltd e dei Killing Joke in un paesaggio sonoro che è reso cupo e apocalittico dai rimbombi "dub" del basso, portando alle estreme conseguenze la lezione di Jah Wobble.
In brani come Spasm troneggiano pertanto riff brutali, lugubri e profondi, che sembrano scavare nella psiche con la potenza di una trivella. Praticamente soltanto di rimbombi truci, stratificati fino a diventare una parete massiccia, vive Thought Of Escape; dentro quei rimbombi, dentro quelle frequenze aliene si muovono in uno spazio angusto di un moto browniano chitarra, batteria e canto. Hit cambia ritmo a metà strada, passando da una catalessi in stile Killing Joke a un'incalzante sarabanda alla Ministry (con una coda di distorsioni galattiche).
L'apice di anarchia viene probabilmente raggiunto in Lick Forever Dog, fra il campionamento selvaggio e la ritmica tempestosa e irregolare ("metallurgica"), in un clima follemente claustrofobico (la versione industriale di un blues psichedelico).
La palma di brano più trascinante spetta invece a Walls Of My Heart, propulso da drum machine martellanti e sfregiato da mitragliate di chitarra, nonostante il salmodiare incoerente del canto.
Nel complesso si tratta di un imponente apparato drammaturgico, messo al servizio di brani-bulldozer che riprendono con maggior vitalismo il programma lasciato in sospeso dalle allucinazioni di Second Edition dei P.I.L., cedendo soltanto una volta alle lusinghe della discoteca, in On Ice (peraltro con inflessioni raga).
Lavoro ambizioso, più di qualsiasi cosa registrata dai Napalm Death e dai Godflesh, Vae Solis rappresenta un'importante sintesi di correnti estreme della musica britannica, dal punkrock all'industriale, dal grindcore al gotico.

Il gruppo attenua le tinte fosche di quel primo album sul successivo Colossus (Earache, 1994). In compenso Harris comincia a sperimentare con campionamenti e loop. Endless, così come le canzoni che sono variazioni su quel tema (più melodica Nothing Hunger, più eterea White Irises Blind), si riallacciano nuovamente ai Public Image, grazie al rombo ipnotico del basso in primo piano e al tono da esaurimento nervoso; ma lunghe suite di rumori e voci subliminali come Crimson Seed e gorghi di distorsioni alla Helios Creed come Scorpionic aprono le porte alla musica industriale, alle atmosfere cyberpunk, a colonne sonore per film di androidi come Blackout (cadenza meccaniche, voci da automa, bip intermittenti).
Il battito pesante e le folate di distorsioni, costanti praticamente dall'inizio alla fine del disco, conferiscono a queste visioni una qualità apocalittica. Fanno eccezione i borboglii e le risonanze elettroniche di The Sky Is Loaded, documentario sonoro dei firmamenti, al confine con la new age di Steve Roach, e l'opprimente, tenebroso, glaciale rimbombo di Little Angel, al confine con le sinfonie "concrete" di Gordon Mumma. La produzione è sempre intensa e confusa, tale da disorientare l'ascoltatore con la quantità di eventi sonori che si succedono o che si sovrappongono per formare quella densa radiazione di sottofondo.
L'impatto sonoro ed emotivo è più controllato e attenuato, ma non meno inquietante.

Harris dà inizio anche a una carriera parallela con lo pseudonimo Lull.
La prima uscita discografica è un'opera di ardua sperimentazione elettronica: Dreamt About Dreaming (Sentrax Prod, 1992).

Le quattro lunghe e tetre Murder Ballads (Musica Maxima Magnetica, 1994), e delle quali usciranno poi altri due volumi infine raccolti su Murder Ballads (Invisible, 1998), sono il prodotto di una collaborazione di Harris con Martyn Bates. In queste grandi odi tecnologiche propone un singolare connubio fra gotico britannico e musica ambientale.

Le due suite ambientali di Somnific Flux (Subharmonic, 1995), Capacious e Distal Sonority, sono invece il frutto di una session con il maestro Bill Laswell.

Bullen è invece attivo negli Umbilical Limbo di Ruth Collins.
Con Bill Laswell pubblica anche Bass Terror (Sub Rosa, 1995), sul quale compaiono le sue suite ambientali Again And Again e Nocturnal Crawl.

Evanescence (Earache, 1994) è finalmente il nuovo disco degli Scorn, che ne completa la parabola di sgretolamento della canzone rock.
La passione di Harris e Bullen si svolge all'insegna dell'hip hop e del dub più ossessivi.
Il modulo è quello di Silver Rain Fell, quella pulsazione possente, quasi sovrumana, che annichila i loro rantoli. Ora eterea come in Dreamspace ora raffinata come in Exodus, la solfa è sempre quella.
Alla fine il brano migliore è Days Passed, quello che si rifà ai Public Image e si dimentica del resto.
Questa è la loro versione della musica ambientale, annuncia la copertina; ma forse è più semplicemente il loro tentativo di restare a galla.

Harris è rimasto completamente solo sul disco successivo di Scorn, lo strumentale Gyral (Earache, 1995).
Il sound, una versione per chill-out room di Evanescence, si è fatto ancor più spettrale.
Harris ha trovato la formula che gli garantisce una comoda vecchiaia, e si diverte a far smarrire il senso di orientamento (stilistico) ai suoi fan.

Per quanto curato in maniera certosina, Logghi Barogghi (Earache, 1996) continua lungo quella china di hip hop e dub dozzinali, tentando raramente qualche atmosfera più concitata (Out Of).

Zander (Invisible, 1997) disintegra ulteriormente le sorgenti sonore del suo hip hop cadaverico (416).

Lounge (Possible, 1997), accreditato a Quoit, un altro soprannome di Mick Harris, è un esperimento di drum'n'bass.

Le opere più ambiziose e durature di Harris escono però ormai a nome Lull.
Le quattro glaciali e statiche composizioni di Cold Summer (Sentras, 1995), per un totale di 80 minuti, e la mastodontica suite di Continue (Release, 1996), 62 minuti di nebbie post-psichedeliche, che riprendono ed espandono le suite di Somnific Flux (Subharmonic, 1995), rappresentano due dei vertici della musica ambientale.
L'EP Closed In (Manifold, 1997) ha due brani: la title-track e Way Through Staring.

Collected (Manifold, 2005) collects Lull tracks that appeared only on compilations.

Moments (Release, 1998) segue il procedimento di lento accumulo di Continue, ma lo frammenta in 99 tracce della durata complessiva di 67 minuti. La differenza rispetto a quest'ultimo è il modo di fruire dei brani: invece di dover ascoltare la musica nella sequenza in cui l'ha registrata l'autore, l'ascoltatore può premere il tasto “random” o “shuffle” del suo CD player e ascoltare i brani in una sequenza qualsiasi.
La musica di questo disco è tanto intelligente quanto la sua premessa...

Un provvisorio apice delle sue ricerche è rappresentato anche dalla collaborazione con il chitarrista e compositore italiano Eraldo Bernocchi dei Sigillum S, dalla quale sono scaturiti Equations Of Eternity (Wordsound, 1996), con Bill Laswell, Overload Lady (Sub Rosa, 1996), all'insegna di un suggestivo drum'n'bass ambientale, il doppio Whine (Kk, 1997), che raccoglie musiche inedite di vario genere, Veve (WordSound, 1998), di nuovo con Bill Laswell, e soprattutto Total Station (SubRosa, 1998).

Mai appagato, Harris si cimenta anche con il rumore ambientale, nella collaborazione Collapse (Asphodel, 1996) con James Plotkin, e compie un'incursione nel dub usando lo pseudonimo The Weakener, What Do You Know About It (Wordsound, 1998).

Maestro dell'"heavy drone", la tecnica inventata (alla pari con i Godflesh) di usare il suono del basso (debitamente amplificato e deformato) come "etere" del suo universo sonoro, Mick Harris è ormai uno dei più geniali e sregolati strateghi del rock britannico, degno prosecutore dell'ethos e della musica di Johnny Rotten nell'evo post-industriale. A una certa incostanza di stile fa da contraltare una lucida visione del futuro della musica.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Greetings From Birmingham (Hymen, 2000), il primo album degli Scorn in tre anni, è fortemente influenzato da Laswell. Harris è diventato un evangelista del minimalismo dub più austero con questa raccolta di groove profondi, densi, allucinati e al rallentatore. I loop hip-hop esaltano l'atmosfera sinistra di Can But Try, il canto funebre viscerale di Closedown e il vortice disorientante di That Don't.

Nel frattempo Harris continua le sue eclettiche collaborazioni: Dys (HUshush, 2001) lo accoppia con la musicista elettronica belga Ambre e Bad Roads Young Drivers è una collaborazione a distanza con Mark Spybey.

Plan B (Hymen, 2002) degli Scorn è un album sorprendentemente dolce, ma potrebbe anche calmare la passione dei suoi fan più accaniti.

Quoit tornò con Plug 8 Thrust Coil (Burning Shed, 2002) e Properties (Quatermass, 2003).

List of Takers (Vivo, 2005) è un album live degli Scorn.

Stealth (2007) degli Scorn continuò il programma post-dub chill-out e ricco di bassi di Greetings From Birmingham e Plan B.

Like A Slow River (Glacial Movements, 2008) di Lull, il primo vero album di Lull in quasi un decennio, e l'EP Circadian Rhythm Disturbance (Laughing Bride Media, 2010), una collaborazione di venti minuti con Beta Cloud, si abbandonavano alla musica ambient glaciale al rallentatore.

Shortcut to Connect (1998) è stata una collaborazione con Neil Harvey.
Mesmeric Enabling Device (1999) è stata una collaborazione con Nigel Ayers e John Everall.
Bad Roads - Young Drivers (2000) è stata una collaborazione con Mark Spybey.
Dys (2001) è stata una collaborazione con Ambre.

Harris ha pubblicato anche album come solista: Having It (2000), Drones Tones Drifts and Feedbacks Part 1 (2021), Drones Tones Drifts and Feedbacks Part 2 (2022), Culvert Dub Sessions Four (2025). Ha anche ripreso lo pseudonimo Scorn per Refuse - Start Fires (2010), Cafe' Mor (2019) e The Only Place (2021).

Lull ha pubblicato Brook (2001), una collaborazione con Origami Arktika, They're Coming Out of the Walls (2003), Like a Slow River (2008), That Space Somewhere (2022), Tide (2025).
Anche i Painkiller sono tornati con Samsara (2024), The Equinox (2025) e The Great God Pan (2025).


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