- Dalla pagina sugli Spaceheads di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Gli Spaceheads erano un duo formato a Manchester da un trombettista veterano, Andy Diagram, che aveva debuttato come bassista dei Diagram Brothers su Some Marvels of Modern Society (1981 - LTM, 2007) per poi passare alla tromba. per il piÃđ jazzistico Music Music Music (1981) dei Dislocation Dance e il loro album pop Midnight Shift (1983), e il maestro percussionista Richard Harrison, che aveva debuttato sotto il soprannome di Dick Mudd con i Mud Hutters di Factory Farming (1981).
Diagram e Harrison avevano già suonato insieme negli Honkies, un gruppo jazz-funk-rock formatosi nel 1987 (con la sassofonista baritono nata a Los Angeles Caroline Kraabel e la sassofonista tenore Kathy Hulme) influenzato dal Pop Group che aveva pubblicato la cassetta Honkattack (1989), il singolo How Do We Prevent The Advance of the Desert? (1990) e gli LP All My Screws Fell Out (1992) e Who Eats? (1994).
Gli Spaceheads nascono come un duo di improvvisatori tromba-batteria potenziati elettronicamente (forse influenzato dagli album di Don Cherry e Ed Blackwell degli anni '60). I loro esordi, a partire dalla cover Pay Me My Money Down (Big Biz Niz, 1990), furono raccolti su una cassetta del 1990 che fu parzialmente ristampata come Ho Fat Wallet (Dark Beloved Cloud, 1998).
Spaceheads (Dark Beloved Cloud, 1995) sposa lo spirito "fai da te" dei musicisti indipendenti, le tecniche di collage d'avanguardia, l'improvvisazione jazz e i ritmi spigolosi della musica dance post-techno (un misto tra hip hop, drum'n'bass e acid jazz).
Diagram aveva un modo di lavorare con loop e sovraincisioni per generare trame sonore ambiziose che mettevano in risalto le eccentricità degli strumenti del duo: una tromba preparata che ricorda i timbri esotici e ultraterreni di Don Cherry e Jon Hassell, e una fragorosa festa tribale di percussioni. L'album ÃĻ fondamentalmente composto da due album in uno: un esperimento di scultura sonora digitale (Evacuate the Planet, Open My Box) e una raccolta di novità dancefloor (Bones, Whatever Happened to Billy the Comedian).
L'EP Round The Outside (DBC, 1996) documenta un tour negli Stati Uniti. Le ambientazioni dal vivo hanno esaltato la loro passione per il free jazz.
Angel Station (Pandemonium, 1999) e Low Pressure (Bip Hop, 2002) virarono verso un suono piÃđ ballabile, un figlio bastardo della techno e del funk.
Diagram ha suonato anche nei A certain Ratio alla fine degli anni '80 e ha supportato David Thomas a metà degli anni '90.
Time of the Ancient Astronaut (2001) e A Very Long Way From Anywhere Else (2007) erano collaborazioni di tipo ambient con lo scultore del suono Max Eastley (che suonava uno strumento a una sola corda home-made). Questi album hanno marcato un cambiamento importante nella missione degli Spaceheads, dal dance-pop alla musica improvvisata.
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