- Dalla pagina sui Terminal Cheesecake di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
I Terminal Cheesecake suonavano space rock come lo avrebbe suonato il compositore d'avanguardia Karlheinz Stockhausen.
Echi di Chrome, Pop Group e Throbbing Gristle trasformarono Johnny Town Mouse (1989) e Angels In Pigtails (1991) in esperienze da incubo.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
I Terminal Cheesecake furono uno dei gruppi più originali della neo-psichedelia Britannica degli anni '90.

Formati a Londra da Gary Boniface (basso, canto) e Russell Smith (chitarra, ex A R Kane), esordirono con l'EP Bladdersack (Wiiija, 1988) che rappresentò un po' l'avvento di una nuova generazione di musicisti Britannici, che costruiva sulle fondamenta di musica industriale, punk-rock, e neo-psichedelia.

L'album Johnny Town Mouse (Wiiija, 1989) trascende tutti quei generi imbracciando la sperimentazione più ardita (Mustard Gas, Terminal Headfuck) mentre riannova i fili dell'acid-rock (Car First).

Uscito quasi a rimorchio, V.C.L. (Wiiija, 1989) è un disco infinitamente meno provocatorio, conteso fra il thrash martellante di Dead Fish e di Shit Pump e l'acidrock cosmico di Ceiling On Fire Eggs e di Sex Bomb.

Angels In Pigtails (Pathological, 1991) è forse la loro sinfonia in cui sono più evidenti le loro tre fonti di ispirazione: i Chrome (la danza grottesca di Chrome e l'hard-rock cingolato di Hello Skinny, entrambe coperte di riff ultradistorti); i Pop Group (prima l'incandescente sarabanda di Unhealing Wound, con tanto di canto neandertaliano, e poi i tamburi sconnessi e l'urlo primitivo di Blow Hound); e Karlheinz Stockhausen (i giochi di elettronica e voci di Pony Girl, i disturbi radiofonici e il campionamenti di muezzin di Turkish Glass). Se l'opera indulge spesso in compiacimenti un po' puerili (la lunga Track 9), l'insieme conserva comunque un suo fascino amatoriale.

Più che raccolte di brani si tratta di suite in più movimenti che alternano le canzoni melodiche e grintose del rock'n'roll alle armonie disgregate e rumorose degli "industriali", i distorsori titanici dei guru degli stupefacenti alle jam chitarristiche degli anni '60.
Alla fine i Cheesecake sembrano più discepoli dei Chrome che del garage-rock o dei Pink Floyd.

Pearlesque Kings Of The Jewhose (World Serpent, 1992) segnò invece una repentina conversione al dub con un sound impostato su un basso ossessivamente (e psichedelicamente) subsonico.
Il complesso accentua i toni truci con chitarre hardcore e campionamenti da manicomio, ma a dominare è ora la groove. Satan Is Real e Coils sono i numeri principali.

Russell Smith lasciò il gruppo dopo questo disco e si unì agli Skullflower.
Venne sostituito da John Jobaggy (futuro membro degli Ice).


(Tradotto da Stefano Iardella)

La politica sovversiva dei Terminal Cheesecake ebbe seguito sull'EP Gateau Despace (Jackass, 1993), con un tono ancora più allucinato (Herbal Alien Flavour).

Il metodo stava forse diventando eccessivo sull'album King Of All Spaceheads (Jackass, 1994). Il mantra ipnotico di King Of All Spaceheads, l'enfatica danza tribale di Budmeister, l'incubo dub da dieci minuti God's Turban, sono mere ripetizioni di semplici idee musicali.
La jam space-rock di Ginge Le Geezer (guidata da un riff hard-rock panzer), l'orgia percussiva da dieci minuti alla Crash Worship Steady Draw (con dub e sfumature africane) e la world-music stonata di Tibetan Liftoff (intrisa di riverberi dub, cantillazione monastica e cornamusa festive), sono molto più varie. Il capolavoro dell'album è il vortice martellante e lisergico di Verbal Space Flight, la traccia che meglio sfrutta l'approccio basato sull'iterazione e quella che suscita l'atmosfera più densa e opprimente.
La band lascia i pezzi più sperimentali per il finale. In The St John's Ambulance Tent è un collage di rumore. The Last Temptation of St Leary è una messa exoterica il cui ritmo prende velocità fino a diventare un folle voodoobilly.
C'erano abbastanza idee in questo album da generare un'intera serie di album post-psichedelici. Sfortunatamente, la band decise che era stato detto abbastanza e che non valeva la pena dire altro.

Boniface spostò la sua attenzione sul gruppo multirazziale Bud Alzir (Hansome, 1995), che esplora le qualità psicologiche del dub e della techno.

I Terminal Cheesecake si sono sciolti nel 1995 ma si sono riuniti a distanza di quasi vent'anni, nel 2013, con il cantante Neil Francis degli Gnod al posto di Gary Boniface, e hanno pubblicato Dandelion Sauce of the Ancients (2016), Le Sacre du Lievre (2019) e Udon Noodle (2019).


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