- Dalla pagina sui Therapy di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Therapy? vennero formati nel 1990 a Belfast da Andy Cairns (canto e chitarra) e Michael McKeegan (basso) e si misero subito in luce con un sound infinitamente più violento di quello dei loro connazionali del periodo.
I Therapy? proponevano infatti una versione feroce e cupa del vecchio "dark punk", riveduto e corretto secondo le visioni claustrofobiche dei Big Black. A partire con il singolo Meat Abstract, e dal suo incedere apocalittico, i loro dischi erano gonfi di emozioni malate.
Sul mini-album Babyteeth (Wiiija, 1991)
quell'ispirazione alimenta il fracasso atroce di Animal
Bones e i vortici funky di Innocent X,
come se i Black Sabbath venissero lanciati a doppia velocità contro una
parete sonora dei Blue Cheer.
Brani dissennati come Loser Cop ricordano l'hardcore sperimentale
degli ultimi Black Flag.
Aperto da un riff martellante alla Led Zeppelin e condotto lungo un tribalismo
demoniaco mentre la chitarra ripete un'aria fatalista,
Punishment Kiss rimarrà uno dei loro capolavori.
L'insieme è compatto come un siluro.
Forte di distorsioni vocali al limite del sopportabile, e di un impeto animalesco appena più controllato, L'EP Pleasure Death (Wiiija, 1992) è quasi un concept sulla parte oscura dell'animo umano. Stilisticamente, il gruppo rimane ai margini della musica rock, arrembando heavy metal e ballabile industriale in Skinning Pit, ispirandosi alle scorribande cervellotiche dei Black Flag (Shitkicker e lo strumentale DLC) e scimmiottando il Grand Guignol dei Black Sabbath (Fantasy Bag). A indicare la strada del futuro è semmai il finale, Potato Junkies, un forte brano melodico alla Nirvana, con i famosi versi "James Joyce is fucking my sister".
I due dischi vennero uniti sul CD Caucasian Psychosis (Touch & Go, 1992).
Il loro tema preferito della devianza mentale viene sviluppato a fondo
sull'album Nurse (A&M, 1992).
I testi sembrano ripercorrere l'incubo di una psiche devastata.
La musica, in compenso,
si placa, qualche asprezza armonica viene limata, il veleno punk viene
asciugato.
Nausea assomiglia addirittura agli inni grunge-pop dei Nirvana.
Teethgrinder (un altro dei loro classici) riporta pero` subito ai loro
prediletti climi apocalittici e post-industriali, intrisi di irruenti poliritmi sincopati, di riff monotonamente
brutali, di rombi subsonici del basso e di vocalizzi ridotti a puri sampling. Da lì in poi è una discesa a
precipizio nell'inferno dei Ministry, toccando il fondo con la locomotiva grindcore e il proclama distorto
di Accelerator. Il tribalismo pellerossa e le grandinate chitarristiche di Neck Freak
lasciano invece una pausa intermittente per il ritornello disperato di Cairns, nel più puro stile di Albini.
Il sound è ancora denso, oscuro, intenso e assordante, anche se più meditato,
figlio di Helmet e Jesus Lizard ma con giudizio.
Il disco ha anche aperture atmosferiche, come nel
lungo incubo psichedelico di Gone, fatalisticamente perduto
nelle lande di Nico, o nell'ancor più surreale "dub" di Deep Sleep, percorso da brividi di accordi
stonati e di percussioni fuori tempo.
La svolta prosegue con i singoli e gli EP del 1993: il gruppo ha adottato
uno stile più professionale, anche se non meno brutale.
levigano ulteriormente il gotico spigoloso degli inizi e scodellano
Screamager (una delle loro vette),
Totally Random Man e Autosurgery, sull'EP
Short Sharp Shock (A&M, 1993),
Turn e Speedball, sull'EP Face The Strange (A&M, 1993),
e il singolo Opal Mantra (1993)
melodie rabbiose alla Nirvana.
Questi brani vengono riassunti negli USA
sull'EP Hats Off To The Insane (A&M, 1993).
I Therapy? erano diventati un incrocio fra Husker Du e Buzzcocks.
Scendendo quella china, Troublegum (A&M, 1994) approda alle produzioni levigate del punk-pop con Die Laughing, Nowhere e Hellbelly. Ancora una volta le buone intenzioni (di fare dell'avant-rock estremista) finiscono in ambizioni commerciali.
Su Infernal Love (A&M, 1995) il gruppo ritrova parte della propria dignità nel pathos torbido e solenne di A Moment Of Clarity e Bad Mother. I testi rivangano temi scabrosi e turpi. Se fosse uscito prima del precedente, sarebbe stato un tipico lavoro di transizione. Non mancano smaliziati ammiccamenti punk-pop, come Stories e Loose, ma sono giustificati dalle energiche effusioni di Epilepsy e Misery. Una ballad inscrutabile come Bowels Of Love riesce se non altro a evocare il fantasma di Nick Cave.
Semi-Detached (A&M, 1998), con una formazione rinnovata (l'aggiunta principale è Martin McCarrick su violoncello e chitarra), è principalmente un esercizio banale nell'abbinare riff di chitarra rumorosi, odiosi e rauci con voci soporifere.
Stay Happy è un buon (cattivo) esempio del loro eterno compromesso, mentre solo Lonely Cryin Only è tipico della loro paranoia mainstream. Le due tracce propulsive che dovrebbero salvare l'ascoltatore da questa melassa, TightRope Walker e Church of Noise, non riescono a raggiungere la combustione.
Suicide Pact - You First (ark 21, 1999) è un'opera minore, ma, se non altro, segna un ritorno al brutale stile I loro primi dischi, lontano dal gloss e da lucentezza del precedente album. Il singolo Little Tongues First, il pepato Wall Of Mouths e lo strumentale Big Cave In sguazzano nella stessa dimensione purgatoria del migliore Infernal Love (A&M, 1995), ma il duro Jam Jar Jail, il martellamento di Hate Kill Destroy e la traccia nascosta Whilst I Pursue My Way Unharmed premiano i fan per aver aspettato così a lungo.
High Anxiety (Spitfire, 2003) stava virando verso il pop-metal convenzionale (If It Kills Me).
Hanno continuato a oscillare tra metal, punk e noise su Never Apologise Never Explain (2004), Never Apologise Never Explain (2006), Crooked Timber (2009) e A Brief Crack of Light (2012), con quest'ultimo in grado di raggiungere un equilibrio di modalità melodiche e propulsive in Living in the Shadow of a Terrible Thing.
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