- Dalla pagina su To Rococo Rot e Tarwater di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

Il trio tedesco To Rococo Rot è l'anello mancante tra un sacco di cose: progressive-rock, Velvet Underground, minimalismo, i Can, post-rock, mantra tibetano, dub.
Il nome della band è palindromo: si può leggere da sinistra a destra ma anche da destra a sinistra.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Già autori della cassetta To Rococo Rot (A Contresens, 1995 - Kitty Yo, 1996), i berlinesi To Rococo Rot di Robert e Ronald Lippock, coadiuvati dal bassista Stefan Schreider dei Kreidler, propongono su Veiculo (Emperor Jones, 1997) una specie di musica cosmica degli anni '70 aggiornata alle moderne istanze di trip-hop e post-ambientale. Non tripudi fantagalattici, ma sommesse ricerche acustiche; non trattati psicoarmonici, ma timidi quadretti impressionisti. Se la scuola è quella di Kraftwerk, Cluster, Neu e Can, i risultati raramente ricordano i maestri (forse i Kraftwerk più robotici in He Loves Me e Mit Dir In Der Gegend).
Semmai il Brian Eno dei brevi acquerelli ritmo-melodici. In generale, a trionfare è soprattutto la qualità del suono, la cristallina timbrica dell'elettronica, le ritmiche accuratamente vivisezionate (i ritmi leggerini da synth-pop di Modern Homes), le percussioni africane di Geheimnis Eines Mantels e Lips, le linee frenetiche di dub di Extra, il dub per androidi di Lift). Si tratta di musica dell'evanescenza, il cui unico limite è di essere a due passi dal jazz estetico della ECM.
L'EP Paris 25 (Emperor Jones, 1998) contiene trenta minuti di remix dell'album.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Con il loro secondo (o terzo) album, The Amateur View (Mute, 1999), i To Rococo Rot andarono oltre la semplice tecnica. Laddove il lavoro precedente si era concentrato sul metodo, su "cosa siamo", questo album sviluppa una teoria della musica e offre "ciò che suoniamo". Le emozioni fanno capolino dal paesaggio robotico e forme organiche appaiono nella geometria del loro spaziotempo deformato.
Tracce come Telema, Cars, Die Dinge Des Lebens, She Loves Animals sono fondate su tocchi adorabili, non su trucchi sonori (molto più complessi). Questo è il loro album "chillout": una miscela delicata e subliminale di ipnosi e vitalità.

Tarwater è un progetto parallelo lanciato da Ronald Lippock e Bernd Jestram (i due si conoscono dal 1981).
11/6 12/10 (Kitty-Yo, 1996) è una spettacolare introduzione alla loro sintesi tra Portishead e Nick Cave.
I ritmi robotici e i rumori alieni sono intrisi di melodramma romantico. Campionamenti, loop e computer coesistono e migliorano gli strumenti dal vivo. Il racconto noir di Tar è un'innovazione molto originale nella forma della ballata. Conquer Rome Itself lo trasforma in una forma ancora più lugubre, come zombie che leggono Brecht. Euroslut sposa la trenodia di Crystal Ship dei Doors e il tono decadente/inno dei Roxy Music. Kleenex è un blues robotico con un ritornello disumanizzato alla Residents, rumori spettrali e viola in stile rinascimentale.
New Brood impiega trucchi ritmici, rumori grotteschi e cori alieni per rivisitare la ballata swing degli anni '50. Second Arthyr suona anche come una "parodia" della musica easy listening.
Han Er Der Inne imposta una recitazione femminile su una vivace (e un po' scadente) improvvisazione avant-jazz.
Elbow On The Quilt vanta forse l'arrangiamento più avventuroso, mescolando elementi africani, dub e orchestrali con la voce più profonda di questo lato dui Cave. La chiusura di Inversnaid è la ballata ipnotica e devoluta per eccellenza, una voce semplice che racconta una storia senza senso su uno schema in loop simile a un gamelan.
Sebbene l'uso insistente della recitazione possa essere una questione di gusto acquisito, il primo album di Tarwater fu un passo decisivo nella direzione di riformare il formato della canzone secondo un'estetica post-rock.

Rabbit Moon Remixed (Kitty-Yo, 1998) contiene remix delle loro canzoni di altri artisti.
Rabbit Moon Revisited (Capstack, 1997) perfezionò ulteriormente la loro miscela di dub, jazz e funk, con un'enfasi sulla ballabilità.

Tarwater sperimentò più strumenti dal vivo (soprattutto un flauto) e recitò testi su Silur (Kitty-Yo, 1998 - Mute, 1999). Questo album mette in luce le loro radici culturali (se non musicali): i recital hanno più somiglianze con il teatro di Brecht-Weill che con il rock progressivo dei Can. Allo stesso tempo, offriva una rivisitazione della musica popolare americana attraverso le lenti dell’espressionismo tedesco: Visit, uno psicodramma al ritmo del plantation-blues, è analizzato da svolazzi orchestrali che aggiungono un senso di straniamento; la lugubre The Watersample galleggia su un letto di note casuali che accrescono il senso di sconforto. Il problema è che le canzoni non sono il forte di Tarwater, e presto l'album comincia a sfornare banali synth-pop per lounge bar come No More Extra Time e 20 Miles Up.
Fortunatamente, ogni storia è completata da un brano strumentale che sembra funzionare come un commento metafisico. In questi pezzi da camera Tarwater raggiunge una fusione unica tra futurismo ed espressionismo, per esempio accoppiando sincope industriale, bolle di synth e archi inquietanti in To Moauf, o orchestrando rumori sparsi attorno al flauto in To Describe You. La ripetizione è utilizzata al massimo effetto in Seafrance Cezanne, un intricato patchwork di figure geometriche, e in The Pomps Of The Subsoil, una parodia postmoderna del kitsch degli anni '60'. Il pezzo di chiusura V-AT è una sorta di inno che ripete un tema melodico fratturato su ritmi hip-hop.
Nel complesso, questo è ancora un album di transizione.

Su Animals Suns And Atoms (Kitty-Yo, 2000), Lippock canticchia la sciamanica Seven Ways to Fake A Perfect Skin e la druidica The Trees sugli audaci paesaggi sonori elettronici di Jestram che spesso suonano come una versione dolce e psichedelica del synth-pop degli anni '80, filtrato attraverso le decostruzioni postmoderne di Laurie Anderson, i ritmi hip-hop vivisezionati e le orchestre funk/soul devolute. All Of The Ants Left Paris aumenta la somiglianza di queste canzoncine cubiste con le accattivanti vignette pre-ambient di Brian Eno.
Le canzoni sarebbero banali ballate lounge senza gli esperimenti di Jetstram. Il duo robotico di voci distorte di Early Risers si contrappone a una poliritmia intrisa di dub. Nel lungo psicodramma Noon sono stratificati loop di frasi di pianoforte, riverberi di batteria e archi suadenti, mentre il nucleo drammatico è un rap maschile contro vocalizzazioni femminili.
Jestram ruba la scena con i suoi brani strumentali: il cinematico noir jazz di Dauphin Sun, l'esotico e intricato carillon di Song of the Moth, la fantasia marziale e cosmica di Babyuniverse.


(Tradotto da Alessandro Isopo)

Music Is A Hungry Ghost (Mute, 2001) dei To Rococo Rot è una collaborazione con il disc-jockey Craig "I-Sound" Willingham, ma il vero protagonista è il violino di Alexander Balanescu, capace di trasformare From Dream To Daylight e Along the Route in visioni poetiche. La disco-music post-nucleare di The Trance Of Travel, e la musica industriale di Your Secrets A Few Words fanno sfoggio della classe del duo tedesco. For A Moment è il prototipo di una nuova forma di canzone rock: qualcosa che non è rock e non ` una canzone.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Koelner Brett (Staubgold, 2001) documenta una performance dal vivo.

Dwellers On The Threshold (Mute, 2002) dei Tarwater suona solo a metà, o suona come due album parzialmente finiti e poi messi insieme. Forse non è un caso che i brani siano per metà strumentali e per metà cantati. Lippok e Jestram sembrano preferire le canzoni (1985 e soprattutto Metal Flakes), mentre gli strumentali sono ingenui e occasionalmente banali.

Hotel Morgen (Domino, 2004) dei To Rococo non è innovativo e non è sottile. È semplicemente una ripetizione delle loro tecniche preferite, soprattutto per il bene del loro ego. Dahlem è una lettura diligente della loro estetica. Potrebbe anche essere un avanzo da Music Is A Hungry Ghost.

The Needle Was Travelling (Morr Music, 2005) dei Tarwater eccelle sia nei passaggi strumentali (Across the Dial, Entry) sia nella costruzione delle canzoni (TV Blood, In a Single Place). Non riesce solo a raccogliere l’energia per dare vita a questi pezzi. Sembrano foglie morte che cadono da un albero molto alto, e non producono quasi alcun rumore in un universo in gran parte silenzioso. L'effetto è incantevole per alcuni minuti, ma alla fine diventa mero sfondo.

Taken From Vynil (Staugbold, 2007) raccoglie 12 rare registrazioni solo in vinile dei To Rococo Rot.

Spider Smile (Morr Music, 2007) dei Tarwater è anemico e distratto quanto The Needle Was Travelling, e suona come un altro esercizio da salotto di musicisti consumati che fanno funzionare il registratore nel modo in cui altre persone di mezza età stappano una bottiglia di vino.

Il mini-album ABC123 (Domino, 2007) dei To Rococo Rot è stato un esperimento nell'uso di dispositivi digitali invece della solita elettronica analogica.

Il loro primo album dopo molti anni, Speculation (Domino, 2010) presentava i To Rococo Rot alle prese con il mondo del dubstep, un mondo che avevano preceduto nello spirito se non nei dettagli tecnici.

Nel frattempo, Inside the Ships (2011) dei Tarwater ha fatto notizia soprattutto per le due strane cover.


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