- Dalla pagina su Uz Jsme Doma di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Matteo Gentile, modificato da Stefano Iardella)

L'ensemble ceco Uz Jsme Doma debuttò nel 1985, con il sassofonista tenore Jinda Dolansky che rimase ben presto l'unico sopravvissuto della formazione originale. Il cantante e tastierista Mirek Wanek e il chitarrista Romek Hanzlik si unirono nel 1986 e Wanek si affermò rapidamente come compositore principale. Hanno suonato musica altamente creativa e dinamica in uno stile che richiamava sia la new wave che il rock progressivo, ma con sfumature punk rock. Le loro composizioni mescolavano cabaret, folk, noise rock giapponese, musica etnica, musica classica, funk, ska e hard rock, rievocando a momenti alterni Captain Beefheart, Residents, Boredoms, Chumbawamba, etc.

Hanno registrato Uprostred Slov/In the Middle of Words (1990), con la title track di nove minuti, Nemilovany Svet/Unloved World (1991), con Tangrest di undici minuti, Hollywood (1993), che ha segnato una svolta verso un cantautorato più ordinario, Pohadky ze Zapotrebi/Fairytales from Needland (1995) e Jaro Peklo Podzim Zima/Spring Hell Fall Winter (1996).
Le compilation Czeching In (Skoda, 1996) e Fifteen Drops Of Water (Indies, 2000) li hanno promossi oltre la loro terra natia.

Usi/Ears (Skoda, 1999) li ha imposti come una grande forza creativa accanto a band come gli Species Being.

Rybi Tuk (Indie, 2004) era un'altra fetta di contorta composizione musicale, che giustapponeva melodie orecchiabili, acrobazie vocali e furia ritmica. Nel frattempo la formazione era cambiata attorno a Wanek e arrivava a includere il bassista Pepa Cervinka, il batterista Tomas Paleta e il trombettista Adam Tomasek.

Live at Archa/Pudding (Indies MG Records, 2007) è un doppio DVD che contiene un concerto dal vivo e un documentario.

La tromba domina le atmosfere di Caves/Jeskyne (Cuneiform, 2010), sia nell'esuberante “fanfara” Droplet/Kapka sia nell'antemico canto Abyss/Propast. A volte l'ensemble si avventura nell'heavy metal (Reel/Navijak) o nel punk rock (Shelter/Ukryt) e altre volte nella musica folk (Ceilings/Stropy), mantenendo sempre il proprio sound granitico caratteristico. L'album presenta gli stessi limiti di tutti gli album a partire da Hollywood: una passione per il format della canzone che alla fine pone troppa enfasi sulle (mediocri) melodie.


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