- Dalla pagina su Bob Wiseman di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bob Wiseman (1962), l'ex pianista e organista dei Blue Rodeo, si mise in luce come cantautore con In Her Dream (Atlantic, 1989), che ne rivelÃē l'eccezionale talento di compositore e narratore.
Lo stile spaziava dal blues al country & western, dal jazz al folk. Ma a tener banco era soprattutto il suo modo di cantare e suonare, una maniera indefinibile al confine fra il "wit" urbano di Randy Newman, il surrealismo rurale di John Hartford e gli acuti di un matto del villaggio. I testi sono attribuiti a un poeta e filosofo itenerante, tale Wrenched Tuttle, e sono quanto di piÃđ ilare e arguto sia dato di ascoltare dai tempi di Jonathan Richman.
Wiseman ha dieci pelli, e le indossa tutte alla rovescia. Il jamming casuale di Older Brother fa pensare ai Grateful Dead, la burla di Bhopal ai Fugs, il tono hippie di Blind Horse al Donovan di Season Of The Witch, il passo solenne di In Her Dream al primo Neil Young, l'esuberanza di All The Trees a Neil Diamond... tutti trasfigurati dal suo humour bislacco. Al tempo stesso il disco ÃĻ un omaggio continuato alla musica del primo Novecento: country (If I Knew), blues (Just Tourists), jazz (Cockroach), boogie (Dog On A Leash), rhythm and blues (Airplane On The Highway),...

Stesso humour e stesso eclettismo fanno di Presented By Lake Michigan Soda (Worn Er Muzak, 1991) un'opera altrettanto personale. In piÃđ un titolo come Diary Of a US Crop Dusting Pilot Spraying The Defoliant Tebuthiuron (Spike) On Cocoa Plantations In The Upper Huallaga Valley (Peru).

Un po' distratto invece il terzo City Of Wood (Worn Er Muzak, 1992), in cui l'artista sembra contemplare se stesso e il proprio far musica senza successo.

Dopo tre album "sotterranei", l'artista venne riscoperto negli USA tramite la antologia In-By Of (Bar None, 1994).

L'opera successiva fu perÃē di nuovo sottotono, le improvvisazioni strumentali per trio jazzrock di Beware of Bob (Sabre Torque, 1994).

Wiseman, l'uomo che colse di sorpresa “The Artist Formerly Known As Prince” annunciando di voler cambiare il proprio nome in “Prince”, non ha smesso di sciorinare "wit" da maestro su Accidentally Acquired Beliefs (Worn Er Muzak, 1996).


(Tradotto da Stefano Iardella)

More Work Songs From The Planet Of Apes (GFC, 1997) include i dieci minuti di Sweet Gertrude.

Secondo i suoi standard, It's True (Blocks Blocks Blocks, 2004) ÃĻ solo a intermittenza demenziale. Lo strano sfogo autobiografico di My Cousin Dave e il tragico ritratto di Lori utilizzano solo la chitarra acustica, una in stile menestrello di strada e l'altra in uno stile sciatto e dissonante. Ma il suo genio musicale ÃĻ apprezzato al meglio in Queen of Sheba, forse la sua idea di un lied neoclassico (melodia maestosa, accompagnamento impetuoso simile a un clavicembalo, elettronica gorgogliante), Fluke Fluke Fluke, che fonde l'arguzia autoparodica di Jonathan Richman al ritmo di Psycho Killer dei Talking Heads, e Born To Love You, un matrimonio di segnali intergalattici mescolati ad armonie doo-wop. Sia che scelga di dedicarsi esclusivamente all'acustica o si avventuri nell'elettronica, i risultati che ottiene sono sempre imprevedibili.

Theme and Variations (2006), in lavorazione da diversi anni, ÃĻ un concept su una relazione fallita. Bob Wiseman si tortura a morte rievocando la storia del suo amore e della sua fine. Inizia cercando la sua identità in Who Am I, per poi autocompatirsi nel brano pop relativamente ottimista Man of Misery, che (con i suoi nove minuti) rappresenta una delle sue visioni piÃđ complete su come tradurre i sentimenti in parole e note. Search The World ÃĻ un altro picco poppy, in cui melodia languida e testi teneri sono perfettamente integrati nell'accompagnamento basato sul pianoforte. CosÃŽ ÃĻ la desolata elegia di Three Men, vestita di musica da camera semi-valzer e audio-veritÃĐ. E l'agonia di sei minuti di Kissproof, cantata da lontano e sormontata da un pianoforte appena accordato che flirta goffamente sia con il blues sia con il jazz, mostra molte di queste virtÃđ "sceniche". Tuttavia, Wiseman sembra piÃđ a suo agio nel cantare la sua miseria nello stile folk di Passion Flowers e Henry Moore Room. Il "tema" dell'album non ÃĻ particolarmente coinvolgente ma alcune variazioni sono colpi di puro genio.


- Torna alla pagina su Bob Wiseman di Piero Scaruffi -