- Dalla pagina su Bachelorette di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La neozelandese Annabel Alpers, dopo un periodo con i surf-rocker degli Hawaii Five-O, ha debuttato con il suo progetto Bachelorette con l'EP The End Of Things (Arch Hill, 2005 - Drag City, 2010) e con l'album Isolation Loops (Mistletone, 2006 - Drag City, 2010), interamente registrato da lei su tastiere e computer.
The End of Things ÃĻ una raccolta di ninne nanne psichedeliche liriche e fluttuanti, a partire dal ritmo allegro e marciante di My Electric Husband. Un ritmo synth-pop piÃđ lento supporta la piÃđ languida Down in the Street. Love is a Drug ÃĻ un'elegia country-rock alla Neil Young che si dissolve attraverso gli effetti di un'overdose di droga (con un finale shoegazing sinfonico). Mentre Alpers crea un suono uniforme in tutto l'EP, le strutture si estendono in una gamma piuttosto ampia, dal madrigale astratto Pebbles and Dirt a una versione al rallentatore del bubblegum pop degli anni '60 in Song for a Boy, e dall'elettronica progressiva di On the Four, che suona come un remix di una versione vintage degli Yes, alla nostalgica litania folk di The End of Things.
L'atmosfera generale di quell'EP ÃĻ stata trasposta su Isolation Loops, con arrangiamenti ulteriormente migliorati, ma le melodie risultano un po' meno magiche. Duet Minus One, che incrocia canzoncine ingenue da girl-group dei primi anni '60 con ninne nanne psichedeliche intervallate della fine degli anni '60, rappresenta l'archetipo di tutte le canzoni. La maggior parte di essere imita esplicitamente gli stili dei decenni passati, dal pop leggero di A Lifetime al sonnolento inno country Isolation, culminando con il peggior trasgressore, i sette minuti della lenta serenata danzante Holding Back One. Alpers fa uno sforzo per rifinire le proprie armonie vocali: sono sospese nel nulla su And the Earth Knew Absence, ballano il valzer come in una dancehall vecchio stile in Doo-Wop, evocano ancora gli Yes in Poppacino. Il pezzo vincente, tuttavia, potrebbe essere l'unica eccezione alla regola: la surreale vignetta synth-pop atmosferica Intergalactic Solitude. Il successivo potrebbe essere un altro costrutto eccentrico, il canto dell'eco rifratto di Your Magic Air.
My Electric Family (Drag City, 2009) era un lavoro piÃđ professionale che esaltava il suo gusto retrÃē e sfruttava pienamente la sua conoscenza enciclopedica della musica popolare, dal rilassante ritmo cowpunk e dalla melodia in falsetto di Instructions for Insomniacs alle armonie in piÃđ parti in stile Yes di National Grid, dalla vivace ninna nanna da girl-group di Donkey al cabaret alla Todd Rundgren di Dream Sequence. Bachelorette dà il suo meglio nei pezzi piÃđ elettronici: il disco shuffle in stile Abba di Her Rotating Head e soprattutto l'orecchiabile disco-funk Mindwarp. Sfortunatamente non ci sono abbastanza idee per sostenere un full-length. Come EP sarebbe stato un gioiello.
Annabel Alpers si presenta nei panni di una Laurie Anderson dei poveri su Bachelorette (2011), una raccolta di canzoni abilmente mimetizzate per suonare come esperimenti elettronici, quando in realtà sono semplici canti folkloristici. (Light Seekers, The Last Boat's Leaving) con qualche cenno occasionale alla disco (Blanket, Polarity Party ). L'ambizione intellettuale di Digital Brain e Grow Old With Me non ÃĻ accompagnata da un'adeguata sostanza musicale.
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