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(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

La cantante e chitarrista di San Francisco Meg Baird degli Espers ha debuttato come solista con Dear Companion (Drag City, 2007), una modesta raccolta di cover nello stile del folk revival britannico degli anni '60, seguita da Seasons on Earth (Drag City, 2011). Quest'ultimo, che beneficia del contributo del chitarrista pedal steel Marc Orleans e di altri strumentisti, evoca i cantautori folk della West Coast dei primi anni '70 (a metà strada tra Joni Mitchell e John Denver). Contiene solamente due cover (Friends di Mark-Almond e Beatles and the Stones degli House of Love) e pertanto offre un ritratto migliore dell'artista, in particolar modo con i quattro brani piÃđ lunghi: Stars Climb Up The Vine, che mescola la purezza quasi religiosa del canto celtico con accenni a un Donovan pre-psichedelico; la vibrante Stream, che si sprigiona in un intenso intreccio di chitarre e si immerge in una morbida trama di toni di chitarra; la timida e subliminale Share; e la tranquilla, quasi soprannaturale, traccia conclusiva Song For Next Summer. Passando a sonorità piÃđ leggere, Babylon meglio rappresenta il lato ingenuo e accattivante della sua personalità, quello che non era emerso del tutto nell'album di debutto.
Si tratta di una voce molto piÃđ intensa e matura di quanto non abbia lasciato intuire con il primo album.


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