- Dalla pagina su Aidan Baker di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Claudio Vespignani, modificato da Stefano Iardella)

Il compositore di Toronto Aidan Baker (1974) conduce una carriera a tre facce: sculture sonore nei dischi a proprio nome (utilizzando principalmente la chitarra elettrica come fonte sonora), progressive-rock nel trio ARC, e doom-metal a nome Nadja (partito nel 2003 come progetto solista ma in seguito aumentato a due con l’ingresso della bassista Leah Buckareff).

Dopo l’incerto Touched (2002), gli scenari glitch-minimalistici di I Fall Into You (Public Eyesore, 2002 - Basses Frequences, 2008) e le degradate nenie di Letters (2002 - Basses Frequences, 2008), i Nadja cominciano a concentrarsi su jams costituite da droni colossali con i tre mastodonti di Skin Turns to Glass (2003): i 14 minuti di Sandskin intessono dei riffs di chitarra spessi, grintosi, alla maniera dello stoner-rock, con beats mostruosi e marziali: i 18 minuti di Skin Turns To Glass rilasciano uno sfarzo sovrumano, con vocalizzi orrorifici, in un flusso ribollente di piccole particelle sonore che poi lentamente ma metodicamente ricopre tutto con un ultimo respiro, note casuali di piano e colpi sparsi di batteria; infine, i 19 minuti di Slow Loss iniziano con un muro di distorsioni chitarristiche ed un esplosione di batteria massacrante, ma che poi si perde nell’incertezza di come continuare e riparte semplicemente con una specie di lento valzer.

Seguono i 21 minuti dell’EP I Have Tasted the Fire Inside Your Mouth (2004), all’insegna della transizione verso il puro doom-metal intriso di drones oscuri e glitches elettronici, da cui lentamente si innalza un gigantesco riff di chitarra, simile all’assordante marcia di un panzer alla moviola.

Truth Becomes Death (Alien8, 2005 - Conspiracy, 2008) unisce due contrasti; il relativamente tranquillo Bug Golem (lento crescendo in sospensione e posticipo continuo della catastrofe, seppur annunciato chiaramente da ogni singola nota) e l’apocalittico Memory Leak (la solenne melodia vocale in growling unita ad un raga di organo alla Terry Riley sotto la solita tempesta percussiva, fino al crollo generale).
Bodycage (Profound Lore, 2005) non porta innovazioni ma riesce a rifinire la tecnica. Clinodactyl è l’abile dimostrazione di un metabolismo audio che porta dalla catalessi alla sinfonia. Per i loro standard Autosomal è breve (10 minuti), ma si tratta di uno dei pezzi più potenti, un flusso magmatico incessante che raccoglie istinti dissonanti malevoli e battiti voodoo lungo la strada. Ossification non eguaglia i risultati di queste due gemme: immerso nello spazio cosmico, disseminato di detriti radioattivi, alla fine comunque mette in scena un crescendo tanto vorticoso quanto apatico.
Bliss Torn from Emptiness (2005) è un pezzo da 53 minuti (diviso in tre parti solo per motivi tecnici). La prima parte (ovvero la prima traccia più metà della seconda) crea dei vortici e poi li fa librare in volo, strutture di spessore evocanti esseri umani in fuga. I massicci colpi di batteria vengono abilmente iniettati nello scenario. Ben presto però si tramuta in un incubo fantascientifico che visualizza dei cyborgs calpestare grattacieli. La violenza continua ad aumentare ed il passo ad accelerarsi. Lo straziante movimento si disintegra durante la seconda parte, in cui non succede pressochè nulla per 20 minuti e poi ciò che accade non è propriamente rivoluzionario (cioè il solito crescendo triviale di rumorismo).
Radiance Of Shadows (Alien8, 2007 - Conspiracy, 2008), che comprende anche una nuova versione di I Have Tasted The Fire Inside Your Mouth, completa la fusione doom-shoegaze. I due nuovi monoliti (Now I Am Become Death The Destroyer Of Worlds, un crescendo di drones chitarristici distorti e misticheggianti con colpi di batteria ipnotici e pachidermici, e Radiance Of Shadows, un caos sospeso di rumorismo chitarristico virulento), non esitano a spingere il concetto alle estreme conseguenze. Non c’è un vero sviluppo e neanche una destinazione: si rimettono in scena ciclicamente come un fuoco Zoroastriano.
Thaumogenesis (aRCHIVE, 2007) contiene soltanto una suite lugubre e mostruosa di 62 minuti per basso, chitarra e drum-machine alla Sunn O)).
La violenza viscerale e la terapia d’urto dei mastodonti precedenti è sparita. Ora la musica ha una qualità cosmica ben rifinita, fino a lambire il neoclassico a tratti, e i crescendo distorti così tanto caratteristici dei Nadja ora evocano una processione solenne. C’è una melodia distinguibile all’interno del massiccio riff chitarristico che guida la ripetizione e la progressione, il che rende il suono romantico in confronto agli attacchi frontali del passato. Alla fine questo approccio più gentile è diventato melanconico ed agonizzante, più un lamento blues delle piantagioni che un groove stoner; l’esplosione finale non lascia presagire un granchè di buono, un espressione più di panico che di estasi.

L’EP Guilted By The Sun (Elevation, 2007) introduce nuovi elementi: Guilted è un gotico pesante che sembra andare a morire in una sezione catatonica ma poi mette in scena una spettacolare resurrezione elettronica.

All’interno di questi lavori la logica dell’heavy-metal (i riffs) si sposa con la logica della scultura audio elettronica (scenari di sottofondo evocativi).

12012291920/1414101 (Invada, 2007) e II - Points At Infinity (Profound Lore, 2008) sono collaborazioni con la band inglese doom-metal Atavist.
We Have Departed The Circle Blissfully (Conspiracy, 2006) è una collaborazione con Fear Falls Burning.

Trembled (Utech, 2006 - Utech, 2008) documenta una performance dal vivo. Touched (Alien8, 2007) è un antologia di materiale d’archivio. Thaumoradiance (aRCHIVE, 2008 - Broken Spine, 2012) contiene scarse rielaborazioni di Radiance Of Shadows e Thaumogenesis.

Purtroppo, i Nadja hanno fatto uscire valanghe di registrazioni di materiale molto mediocre anziché pubblicare soltanto un ottimo album.

La carriera droning/ambient di Baker, tramite dischi usciti a suo nome, è cominciata con lavori incerti come Letters (2002 - Basses Frequences, 2011), un salmo etereo per chitarre, cembali e voce, e Songs Of Flowers And Skin (2005 - Beta-Lactam Ring, 2010), una selezione di litanie slow-core. Oneiromancer (Die Stadt, 2006) è tipico di questo ingenuo apprendistato: Wake Up è musica concreta che si insinua nel vuoto oscuro della marcia di un gruppo di zombie; Death Too Wrapped In Dream è di fatto elettronica da ballo per locali chill-out; Do You Remember Me (From Your Dreams) è un mix di entrambi, sia per effetti sonori che per battiti danzerecci. C’è un pezzo che spicca e indica il futuro: Betes Noires, di 17 minuti, un organismo a lenta formazione da laboratorio alieno sterilizzato (voci cinguettanti che circondano i drones), un insieme che crea suspence per mezzo di una produzione meticolosa, reminescente Echoes dei Pink Floyd.
Alcune parti di Pendulum (Gears Of Sand, 2006), uno scenario di drones astratti in 5 sezioni, non sono banali. Come gran parte delle composizioni di Baker, i 17 minuti di Centre sono un viaggio che esibisce una progressione molto lenta, materializzatasi con un cambio atrocemente anemico dei toni e dei modelli dei drones; affiorano dei glitches, degli organismi iniziano a pulsare, sibili siderali competono con degli ululati lupini, sonagli metallici, sgocciolii riverberati, gemiti smorzati e piagnucolii, orologeria metronomica, tutto questo intrappolato in un senso di desolazione da esaurimento nervoso. I 10 minuti di Everywhere indugiano in drones più scuri e psichedelici con meno dinamica. I 15 minuti di North tessono pazientemente la propria ragnatela di drones e poi, altrettanto lentamente, la disfano.

In seguito, però, le registrazioni ambient di Baker a proprio nome hanno di gran lunga superato le sue doti musicali: The Sea Swells A Bit (A Silent Place, 2006), Thoughtspan (Tosom, 2007 - Blackest Rainbow, 2009), Exoskeleton Heart (Crucial Bliss, 2007), Broken & Remade (Volubilis, 2007), Figures (Volubilis, 2007), Green & Cold (Gears Of Sand, 2007 - Beta-Lactum Ring, 2008), una deviazione verso ballad slow-core (con canto autentico), I Will Always And Forever Hold You In My Heart And Mind (Small Doses, 2007), guastata da contaminazioni post-rock, Orange (Thisquietarmy, 2007), una collaborazione con Thisquietarmy, cioè Eric Quach, An Open Letter To Franz Kafka (Laughing Bride Media, 2007) con Beta Cloud, cioè Carl Pace (Baker al flauto, Beta Cloud alla tromba, al synth e alla chitarra), Nagual (aRCHIVE, 2007) con Todd Merrell o Patrick Jordan, etc. Nuovamente, essere così prolifico non rappresenta una buona strategia per ambire alla grandezza artistica. La maggior parte della musica pubblicata è un’esperienza piuttosto monotona che richiede molta pazienza (e tolleranza per le trovate dilettantistiche).

La sinfonia di 50 minuti Noise Of Silence (Hyperblasted, 2007 - Essence Music, 2011), tuttavia, è uno dei migliori scenari astratti di Baker: timbro pulsante nitido, sibili sotterranei, sussurri misteriosi, onde sinusoidali di droni appuntiti, altri sussurri che lentamente diventano grida e si fondono con un elettronica infernale, esplosioni, caos vocali e alla fine 18 minuti di lentissimo declino.

L’improvvisazione per sola chitarra di 20 minuti Fragile Moments In Slow Motion (Universal Tongue, 2008) ed il Live From The Rotunda (Philadelphia, PA, February 2007) (Gears Of Sand, 2008) continuò il percorso orientato al drone di Aidan Baker, mentre Scalpel (The Kora, 2008) sembrò aprire una nuova via col suo dolce approccio folk (la chitarra che sembra una chitarra e non un gemito alieno). I Wish Too To Be Absorbed (Important, 2008) è una doppia antologia di rarità degli anni 2000-2007. Book of Nods (Beta-lactam Ring, 2008) suona come un loop sonnolento di pattern jazz sincopati. Fantasma Parastasie (Alien8 Recordings, 2008) è una collaborazione con Tim Hecker.

Magma To Ice (Fario, 2008), uno split album con Netherworld, contiene una traccia di 19 minuti dei Nadja, una delle più pesanti in assoluto.

Leah Buckareff e Aidan Baker hanno diviso i due successivi album dei Nadja: sia Trinity (Die Stadt, 2008) che Trinitarian (Important, 2008) contengono due tracce, una per compositore.

Desire In Uneasiness (Crucial Blast, 2008), dei Nadja, ha aggiunto un batterista umano e una space-guitar alla Helios Creed, ma tutti e tre i monoliti (Sign-Expressions, Uneasy Desire, Deterritorialization) sono troppo lunghi.

L’evidenza di The Bungled And The Botched (Consouling Sounds, 2008) dei Nadja sta, rispettivamente, nel flauto e nel pianoforte utilizzati in ciascuna delle due estese composizioni (The Bungled And The Botched e Absorbed In You).

When I See The Sun Always Shines On TV (The End, 2009), dei Nadja, è un album di covers piuttosto trascurabile.

E’ ovvio che la quantità immane di pubblicazioni ha preso il forte sopravvento sulla qualità e sull’originalità (entrambi rapidamente tendenti allo zero). I recensori dei nuovi dischi dei Nadja e di Baker hanno iniziato semplicemente a copiare ed incollare le precedenti recensioni.

Lo split album Primitive North (Robotic Empire, 2009) contiene in una facciata I Make From Your Eyes The Sun dei Nadja, un altro romanticismo doom-gaze di grande densità ed espansione, con la presenza di una voce angelica a pieno regime.

Aidan Baker milita anche in un trio con due percussionisti di nome Arc, dedito a jam languide ed astratte di free jazz alla Necks (a volte con l’aggiunta di strumenti da camera) su Arc (Arcolepsy, 2000), Two (Arcolepsy, 2002), Repercussion (2002), The Circle Is Not Round (A Silent Place, 2005), Glassine 1 (A Silent Place, 2008), e Arkhangelsk (Epidemie, 2008).

L’EP Live 2008-14-11 (Universal Tongue, 2009) documenta la collaborazione col batterista Brandon Valdivia. A Picture of A Picture (Killer Pimp, 2009) è la seconda collaborazione con Thisquietarmy, ovvero Eric Quach. Colorful Disturbances (Divorce, 2009) è una collaborazione con la chitarrista Noveller (Sarah Lipstate).

Gathering Blue (Equation, 2009), di Baker, è una raccolta confusa che svaria dall’ambient-glitch alla dance music.

La collaborazione Nadja/ Black Boned Angel (20 Buck Spin, 2009) indulge in sonorità estremamente violente.

Belles Betes (Beta-Lactam Ring, 2009) è rappresentativo del vicolo cieco in cui si sono infilati i Nadja a fine decennio. Beautiful Beast è il solito bombardamento a tappeto di distorsioni chitarristiche e drumbeats, Wound Culture è l’ennesimo incubo doom alla moviola, ma ci sono delle novità rispetto al passato. In particolare, il salmo celestiale di Machina, che emerge da un elegante e rumoroso drone, e Chainsaw, che suona come un remix di 21st Century Schizoid Man dei King Crimson.

Il doppio Under The Jaguar Sun (Beta-Lactam Ring, 2009) offre una visione yin/yang del lavoro dei Nadja, con un disco alle prese con le viscere dell’inferno e l’altro all’esplorazione di scenari eterei.

Liminoid/ Lifeforms (Alien8, 2010), di Baker, è una partitura a sorpresa, scritta per 8 musicisti, con l’estetica della musica da camera e del post-rock in aggiunta al suo stile ambient, notevole soprattutto nei 30 minuti di Lifeform.

Autopergamene (Essence Music, 2010), dei Nadja, contiene tre lunghe jam, fra cui i 25 minuti di Your write your Name in my Skin. I 40 minuti di Ruins Of Morning (Substantia Innominata, 2010) sono sostanzialmente la loro versione melodica dello shoegaze. White Nights/ Drone Fields (Beta-Lactam Ring, 2010) documenta sei ore di performance dal vivo.

Dominium Visurgis (Transgredient, 2010) documenta l’improvvisata collaborazione fra i Nadja e l’ensemble tedesco Troum, mentre The Life And Death Of A Wasp (Bar La Muerte, 2010) è una collaborazione col duo italiano OvO, una delle loro registrazioni più demenziali e dadaistiche.

All’insegna di un ulteriore cambio di direzione, Lost In A Rat Maze di Baker (Consouling Sounds, 2011) è una raccolta di canzoni alla moviola, mentre Only Stories (The Kora Records, 2011) è un album acustico per chitarra e voce. Pure Drone (Beta-Lactam Ring, 2011) documenta una performance dal vivo. Still Life (Primary-Numbers, 2011) contiene quattro lunghi pezzi astratti per piano, basso e batteria che, nuovamente, evocano lo stile ambient-jazz dei Necks (prive però della loro ispirazione e abilità).

Sky Burial (Latitudes, 2011) dei Nadja contiene due suite da 19 minuti, Jaguar e Sky Burial, che perseguono la progressione verso un suono più etereo e meno magniloquente.

Transmit Acoustique Abstraction (Beta-Lactam Ring, 2011) è uno split album con Armchair Migraine Journey, a cui i Nadja contribuiscono con una involuta ed obliqua composizione.

Fool Redeemer (Broken Spine, 2011) è una collaborazione fra i Nadja e i canadesi Picastro.

Aidan Baker e Josh Rothernberger hanno fondato Scythling, assunto la demoniaca vocalist Rebecca Fasanello e il suonatore di dulcimer Michael Tambouro per le lunghe escursioni folk psichedeliche di Smokefall (Aurora Borealis, 2012).

Closure Axioms (Miskatonic Soundlab, 2012) di Baker è un disco di sola chitarra processata.

Il doppio da 98 pezzi di Baker The Spectrum Of Distraction (Robotic Empire, 2012) sembra un’eclettica retrospettiva della musica rock degli ultimi decenni.

Il doppio Excision (Important, 2012) raccoglie materiale dei Nadja del periodo 2007-2009, più che altro originalmente contenuto negli split.

Dagdrom (Broken Spine, 2012) dei Nadja include il batterista dei Jesus Lizard Mac McNeilly al posto della solita drum-machine, impartendo così una componente ritmica più incisiva, soprattutto nei 14 minuti di Space Time and Absence .

Konstruktion (Adagio, 2013) è una collaborazione fra i Nadja e Galena, contenente i 22 minuti tribal-synth di High Sea & Turbulence / Coda 2.

Flipper (Oaken Palace, 2013) è l’ennesima, mediocre ed eterea deviazione nella confusa carriera dei Nadja.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Gli album successivi dei Nadja includono (senza contare collaborazioni e concerti): <Queller (2013), Tabernanthe (2015), The Bungled & The Botched (2016), Sv (2016), The Stone Is Not Hit By The Sun, Nor Carved With A Knife (2016), Stripped (2017), Sonnborner (2018), Seemannsgarn (2021), Luminous Rot (2021), Labyrinthine (2022), ecc.

Baker ha pubblicato sotto il suo nome decine di album: Variations On A Loop (2012), Origins & Evolutions (2012), Aneira (2013), Already Drowning (2013), Synth Studies (2013), Triptychs (2014), The Confessional Tapes (2015), Half Lives (2015), Sorry For What I Said To You In Your Dream (2015), Ecliptic Plane (2015), Stimmt (2015), Dualism (2016), Synth Studies II (2016), Objekts (2016), The Silent World (2017), Aberration (2017), Chrome Mouth (2018), Portraits (2018), Deer Park (2018), Tableau (2019), The Forever Tapes (2019), Synth Studies III (2020), Soil (2020), Strung (2020), There / Not There (2020), Seeing Past What Things Seem (2021), True Dreaming (2021), Nalepa (2022), The Sheep Look Up (2022), You Are All At Once (2022), The Evelyn Tables (2022), Tenebrist (2022), Songs Of Undoing (2022), Gauge Amber Tones (2022), Diaphaneities (2022), Engenderine (2023), Sequela (2023), etc.
E senza contare le collaborazioni.

Aidan Baker, Andrea Belfi e Erik Skodvin hanno pubblicato alcuni album come B/B/S/: Brick Mask (Miasmah, 2013), Coltre / Manto (Midira, 2014), NK012 (Umor Rex, 2015) e Palace (Miasmah, 2016).


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