- Dalla pagina sui Combat Astronomy di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
GLi esperimenti loop, beat e noise dei Combat Astronomy hanno debuttato nel 2000 sull'album split Sleeping With The Earth/Combat Astronomy.
Dopo l'incerto Lunik (Adnoiseam, 2001), un brodo di loop, beat e rumore, e Solar Radiation (2002), che fu accantonato e pubblicato solo anni dopo come download digitale, i Combat Astronomy divennero una collaborazione transatlantica tra il bassista dell'Oregon James Huggett (anche programmatore di drum-machine) e tre veterani del free-jazz britannico (il sassofonista Martin Archer, il fagottista Mike Beck e il flautista Charlie Collins).
L'album tutto strumentale The Dematerialized Passenger (Discus, 2005) si trova a cavallo del confine tra musica industriale, heavy metal e jazz. La maggior parte delle canzoni mostra una linea di basso principale, tempi in chiave dispari (da batteria programmata) e contrappunto dissonante di sax. Il basso tonante di Huggett si accoppia con riff d'organo fratturati in Greedy Angels, con la ripetizione minimalista rotta dagli strilli del sax di Archer. Minaccioso rumore di basso e flauto celestiale coesistono per un po' in Orion, ma nella terrificante coda lo tsunami di rumore creato dal basso si scontra invece con uno stridente drone di tastiera. Il basso fa da sottofondo rimbombante ad altri suoni per perfezionare la cupa e anemica Collapsing Runways, uno dei pezzi meno articolati e quindi uno dei piÃđ criptici. L'imponente e truculenta costruzione basata sul basso comincia a incrinarsi in Serpents, che inizia come una pesante jam funk-punk ma finisce come una serenata elettronica. Suoni elettronici sofisticati iniziano i dieci minuti di Bad Phaser (puro piacere uditivo), sebbene la programmazione della batteria qui sia troppo rigida. Il pianoforte distorto hard-bop guida la danza di Time Stamp, un raro momento di relax. Il pezzo in cui tutti gli elementi si uniscono al meglio ÃĻ probabilmente The Dematerialized Passenger, di otto minuti: rumore di sax in forma libera che abita un inquietante arazzo elettronico, un ritmo danzante che cerca di imporre ordine, e poi un finale ermetico di bombardamenti e rintocchi di campana.
La musica ÃĻ infinitamente meno fluida del prog-rock di Canterbury dei Soft Machine e Henry Cow, ma non troppo estranea al brillante progetto dei Matching Mole di Robert Wyatt. Tuttavia appartengono chiaramente a una generazione che ÃĻ sopravvissuta al nichilismo industrial-gotico degli Swans e alle mostruose autoflagellazioni dei Meshuggah.
La cantante dei Caveman Shoestore, Elaine Di Falco, ha guidato i Combat Astronomy sull'album Dreams No Longer Hesitate (Zond, 2008), completando la sezione di fiati di sax, clarinetto, flauto e fagotto, e conferendo al procedimento la sensazione di una versione espressionistica di trip-hop. La voce porta novità come la regolare canzone Lightning in Her Eyes e la breve allucinazione di Ordinary Miracles. In generale, semplificano il vecchio caos strumentale (soprattutto in Touch the Moon ma forse troppo in I Can't Breathe e nei 14 minuti di Fragmented Degrees. Le voci sono sepolte nel clangore industriale di Sentinel (16:49) e scompaiono durante le jamming della seconda metà , ma il relativo ordine (rispetto all'album precedente) resta intatto. La band ritrova il proprio slancio angolare nella lunga strumentale Alive Inside Eternity (12:36): anche qui perÃē il sax ÃĻ meno abrasivo, ma il lato positivo ÃĻ che il dialogo tra i fiati e il pianoforte ÃĻ piÃđ fluido di prima.
Earth Divided By Zero (Zond, 2010) dei Combat Astronomy ÃĻ stato interpretato dal trio formato da Martin Archer, Elaine Di Falco e James Huggett. L'album ÃĻ un altro shock di musica jazz-metal-industrial alla The Dematerialized Passenger, superando quindi l'esperimento normalizzante dell'album precedente.
I 15 minuti di The Atrocity Commission sono un attacco frenetico (anche se un po' ripetitivo) meno una breve pausa guidata dal pianoforte. Infatti, a partire dall'ouverture tribale e psichedelica di Astralized, la musica si affida (finalmente) a un uso creativo della voce (simile ai Gong senza parole e dilatati). CosÃŽ gli strumenti possono concentrarsi sulla scrittura della surreale Parallax Of One Arc Second con la sua ondata simile a una fanfara e dell'ancor piÃđ surreale Eating Backwards con la sua dissonanza disorientante. I 18 minuti di Earth Divided By Zero, in tre movimenti, iniziano accelerando fino a raggiungere una velocità quasi black-metal e scatenando selvagge esibizioni di organo e sax. Dopo il breve, sommesso ronzio del secondo movimento, il terzo movimento non riesce a riprendere lo slancio e zoppica verso una sezione di densi droni di sax che si trasformano dolcemente in droni vocali. Poi il tamburo si ferma, poi la voce si spegne, un organo intona brevemente un motivo squilibrato, e infine la musica muore e regna il vuoto cosmico. Diversi momenti brillanti ma non del tutto riusciti.
Abbandonato l'esperimento con la voce, i Combat Astronomy furono un quintetto su Flak Planet (2011): Archer al sax, clarinetti, elettronica e cetra, Beck al sax tenore e fagotto, Mike Ward al sax tenore e flauti, Derek Saw al trombone e tromba e Huggett, come al solito, alla programmazione di basso e batteria.
La traccia di apertura The Stone Tape rappresenta un'orgogliosa dichiarazione di belligeranza, quasi una versione free-jazz dei Meshuggah; ma, forse perchÃĐ il sax non ÃĻ rumoroso come al solito, la musica ÃĻ piÃđ fluida ed emozionale del solito in Flak Planet che, nonostante un finale concitato, punta piÃđ sui toni sostenuti che non su stridenti discordanze. Zona (uno dei loro esercizi piÃđ riusciti) mantiene la postura aggressiva ma questa volta attraverso pattern fisici di pianoforte staccato che vengono accolti da eloquenti melodie di sax. L'album include anche la loro composizione piÃđ audace finora nel regno del minimalismo ronzante, Infinity Decay.
Inverted Universe, in quattro movimenti, ha uno sviluppo molto limitato. Si basa principalmente sulla suspense marziale (primo movimento), sull'inceppamento geometrico (secondo movimento) e sulla ripetizione (quarto movimento). CâÃĻ molta meno immaginazione al lavoro e molta piÃđ disciplina. Nel bene e nel male.
Kundalini Apocalypse (VIDOL, 2013) dei Combat Astronomy comprendeva Elaine Di Falco (voce), James Huggett (basso e chitarra) e il coro dei Juxtavoices.
Il doppio disco Time Distort Nine (Discus, 2014) dei Combat Astronomy documenta il trio formato dal leader Martin Archer (organo, piano elettrico, pianoforte a coda software, mellotron, laptop, tromba software, baritono, sax contralto e sopranino, clarinetti, glockenspiel), Peter Fairclough (batteria e percussioni) e James Huggett (basso a cinque corde fretless e fretted, chitarra, batteria programmata); e include i 17 minuti di Tenser Quadrant e i 21 minuti di Unity Weapon.
Symmetry Through Collapse (ZOND, 2016) vede la partecipazione di Archer al sax, clarinetto, organo ed elettronica, accompagnato da James Huggett (basso, elettronica), Pater Fairclough (batteria) e dalla cantante italiana Dalila Kayros.
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