- Dalla pagina sui Comets On Fire di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Comets on Fire (cantante/chitarrista Ethan Miller, tastierista Noel Harmonson, bassista Ben Fleishman, batterista Utrillo Belcher), di base a Santa Cruz, suonano un acid-rock punk. Comets on Fire (COF, 2000 - Alternative Tentacles, 2003) è una delle raccolte di inni di rock'n'roll distorto più intense dai tempi degli MC5. Parte con la sfrenata e brutale All I Need, una Communication Breakdown (Led Zeppelin) per la generazione post-Chrome, traboccante di distorsioni ed effetti elettronici, e presa a pugni da un riff tellurico. Grave Robbers e Got a Feelin' inventano baccanali più garage-rock, e The Way Down prova persino ad aumentare il ritmo infernale. Riff cosmici alla Blue Cheer descrivono Ghost of the Cosmos e l'agonizzante Let's Take It All. La folle Days of Vapors è la chiusura perfetta: l'ennesimo caos a sigillo di un album di caos.
Assordanti, veloci, apocalittiche onde di distrosioni chitarristiche
e un ritmo gigantesco scuotono Field Recordings From the Sun
(Ba Da Bing, 2002), un'eccellente aggiunta ai canoni dell'hard-rock
psichedelico.
Beneath the Ice Age è un lento fuoco, che impiega
nove minuti di cantilene e percussioni per esplodere, ma Return
to Heaven decolla con la frenesia in stile MC5 e annuisce
alla metafisica extraterreste di Sun Ra. La fusione tra heavy-blues
e free-jazz è ancora più feroce sulla pazza, dissonante,
pulsante ESP (immagina Jimi Hendrix durante un attacco
epilettico). I 10 minuti mastodontici di The Black Poodle
aggiungono sassofono e pianoforte al caos. In qualche modo il
batterista riesce persino ad aumentare il ritmo già sovrumano.
Albert Ayler e Von Lmo avrebbero
gradito.
Il gruppo ha ridotto l'impatto ritmico ma ha aumentato la propria
visione spirituale.
Noel Harmonson suona anche nei Lowdown di Hugh Golden, un'altra band di Santa Cruz che ha debuttato con Revolver II (Strange Attractors, 1999), una collezione di jam sarcastica, cacofonica e anarchica che sposa i Camper Van Beethoven e Old Time Relijun, e Y Is A Crooked Letter (Zum Audio, 2003), un lavoro abbastanza differente che rievoca l'intenso maelstrom acid-rock di band noise-core giapponesi.
Ben Chasny dei Six Organs of Admittance
si è unito ai Comets On Fire per l'album successivo. Blue
Cathedral (Sub Pop, 2004) si apre con The Bee And The Cracking
Egg, una fissione nucleare degli Who
balbettanti di My Generation, degli MC5
di Starship di Sun Ra e dei Led
Zeppelin di Communication Breakdown, e mette in evidenza
gli eccessi più terrorizzanti del primo album. Allo stesso
tempo spendono più tempo a preparare il crescendo di una
canzone, come quando il ritmo voodoo-blues e la chitarra distorta
stile hornpipe spingono Whiskey River in un'orgia alla
Jimi Hendrix con riff distorti
e rullate frenetiche. Più tempo è impiegato anche
a studiare come terminare una canzone in modo da non sembrare
la sospensione brutale di un bombardamento a tappeto. I finali
sono spesso antitesi significative del tema principale, un trucco
che aggiunge profondità intellettuale alle esplosioni più
primordiali, barbariche ed emozionali. Elementi di Hendrix (1983)
emergono anche nella lunga distorsione modulata che lancia Blue
Tomb in un'orbita di eterna trance blues. Ma la loro arma
più efficace resta la pura densità e frenesia del
loro suono, come meglio si nota in Antlers Of The Midnight
Sun, un caotico baccanale guidato dal sassofono nell'insanità
della mente di Von Lmo.
Nuove idee appaiono all'orizzonte, come quando la tappezzeria
jazzistica ricca di pianoforte di Pussy Foot The Duke,
che suona coma una parodia di una ballata progressive-rock in
stile Yes, si unisce all'improvvisazione
tipo Pink Floyd del periodo
Wish You Were Here. Il maestoso organo di Brotherhood
Of The Harvest riporta ancora meglio alla memoria i Pink
Floyd di A Saucerful Of Secrets. Wild Whiskey
è un trascendente strimpellare acustico di tre minuti,
in qualche modo a metà fra la liturgia pop di Popol
Vuh e le raggianti visioni di John
Fahey.
Il pandemonio è rinascita, non distruzione. Non è
ancora catarsi ma ci sta arrivando.
Burning Star Core (Yik Yak, 2005) è una jam space-rock con l'omonima band dell'Ohio.
Lasciandosi alle spalle gli elementi piÃđ rumorosi e "acid-est" del loro sound originale, i Comets On Fire sembrarono andare incontro a una musica
piÃđ coesiva su Avatar (Subpop, 2006). Piuttosto che
rivisitare per la centesima volta Dark Star dei Grateful Dead, essi
realizzarono sette macchinose canzoni tramite ingegnosi procedimenti di
composizione. Queste canzoni abbracciavano una vasta gamma di stati d'animo che
spaziano dalla ballata imbarazzamente languida di Lucifer's Memory, all'
implacabile pow-wow esotica strumentale di Sour Smoke (la trovata piÃđ
accattivante dell'album), dall'eterea ed ebbra The Swallow Eye, all'imponente
potenza della power-ballad di Hatched Upon The Age (che vanta una melodia per
la quale molte band hard rock morirebbero), dallo space rock incendiario di
Dogwood Rust al blues-rock impetuoso di Jaybird (dominata da un riff alla
maniera dei Led Zeppelin), al breve ma demoniaco rock 'n' roll ispirato agli Mc5 di Holy Teeth, sicuramente il momento piÃđ straordinario dell'album.
I nuovi
Comets On Fire sono controllati e, tutto sommato, puliti. Vi ÃĻ una nuova
filosofia di ordine in questo lavoro, che rimpiazza e soppianta la loro vecchia
filosofia di caos creativo. Il punto di riferimento ÃĻ il rock psichedelico dei
primi anni '70: Jefferson Starship, Quicksilver e Country Joe McDonald;
come se i Grateful Dead iniziassero a suonare musica country.
I Comets On Fire
sono lungi dall'essere un gruppo roots o dei cantanti pop, ma la tendenza ÃĻ rivolta verso la musica "stylish" (non folle). Le canzoni di Avatar confinano con
un'emulazione retrÃē e nostalgica o, piÃđ semplicemente, sanciscono nuovamente
un'epoca fondamentale per la musica rock.
Ethan Miller ÃĻ anche attivo negli Howlin Rain (con il batterista John Moloney dei Sunburned Hand Of The Man) il cui Howlin Rain (Birdman, 2006) ÃĻ delibera e superficiale musica revival ispirata ai Brian Jonestown Massacre.
Magnificient Friend (2008) raffinava lo stile senza perfezionare in modo significativo il loro retro-rock per hippie in pensione. L'aggiunta del tastierista Joel Robinow spostÃē leggermente l'attenzione delle loro sonorità verso quelle della Steve Miller Band e dei progetti di Leon Russell risalenti agli anni '70.
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