- Dalla pagina sui Constantines di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Constantines sono un quintetto punk-rock di Toronto
(Steve Lambke alla voce, Bryan Webb alla chitarra, Whil Kidman alle tastiere) che ha
debuttato con l'omonimo The Constantines (Three Gut, 2001).
L'album
rivela un sound sporco, dissonante e torrido che rimanda a Fugazi e Jesus
Lizard, ma aggiunge maggiori dosi di melodia e toglie qualche cadenza cupa.
Arizona, Young Offenders, Seven a.m. and Steal
This Sound sono gli anthems che spiccano.
Shine A Light (Subpop, 2003) è un disco meno virulento, sebbene canzoni come National Hum non sono meno truculente delle precedenti, ma il tono generale è più atmosferico (Tank Commander e On To You, le tracce più rilevanti) e persino blues (Insectivora, Goodbye Baby And Amen). L'appassionato Young Lions suona più vicino a Bruce Springsteen che ai Fugazi.
Tournament Of Hearts (Sub Pop, 2005) è un affare morboso che si libera degli aspetti più stridenti del loro suono (con la notevole eccezione di Draw Us Lines e Lizaveta), concentrandosi invece sull'introspezione e sull'atmosfera, che spazia dal languido al funeree (Soon Enough, Love in Fear, Working Full-Time, Hot Line Operator). Infine, ma non meno importante, scatenano un muro di suono in You Are A Conductor che è pura delizia sonora. Semplicemente, questa è una band diversa da quella che ha inciso i primi due album.
Kensington Heights (Arts and Crafts, 2008) è una raccolta di canzoni poco ispirate che non appartengono a nessun genere, troppo insulse per essere rock'n'roll e troppo vivaci per essere ballate. Hard Feelings, Brother Run Them Down e Trans Canada cercano di suscitare emozioni forti, ma non ci riescono. Do What You Can Do è leggermente anthem, ma ben lontano dall'essere un momento emozionante. Sembrano preferire il costruttivo middleware di I Will Not Sing a Hateful Song, Il tempo può essere superato, Time Can Be Overcome Shower of Stones e Million Star Hotel.
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