- Dalla pagina sui Destroyer di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Destroyer di Dan Bejar (Vancouver, 1942), con sede nella British Columbia (Canada), erano originariamente un progetto folk-rock quando pubblicarono We'll Build Them a Golden Bridge (1996).
Hnno poi confezionato sfilate eccentriche di impeccabili canzoni pop intrise del pathos del glam-rock e percorse da testi senza senso: City of Daughters (1998), Thief (Catsup Plate, 2000), Streethawk (Misra, 2001) e l'incubo esistenziale This Night (Merge, 2002).
Questi album hanno preso il meglio che cantanti folk post-psichedelici come Robyn Hitchcock avevano da offrire e lo hanno unito ad arrangiamenti post-industriali che li hanno resi totalmente disorientanti.
La progressione artistica di Bejar raggiunse un apice barocco quasi delirante con il lussureggiante ed elettronico Your Blues (2004), con Notorious Lightning, The Music Lovers, New Ways Of Living e It's Gonna Take an Airplane, per poi affermarsi definitivamente nel pop mainstream con Destroyer's Rubies (2006), la sua affermazione più ossessiva, eseguita da una vera band e sottolineata dai nove minuti di Destroyer's Rubies, Painter In Your Pocket e 3000 Flowers.
Swan Lake è un super-trio formato da Bejar con Spencer Krug dei Wolf Parade e Carey Mercer dei Frog Eyes che ha debuttato con Beast Moans (2006).
Trouble In Dreams (Merge, 2008) contiene Shooting Rockets (otto minuti), Dark Leaves from a Thread, quasi anthem, e il singolo Foam Hands.
Hello Blue Roses è un duo con Sydney Vermont che ha debuttato con il tenue The Portrait Is Finished and I Have Failed to Capture Your Beauty (Locust, 2008).
Kaputt (Merge, 2010) è un omaggio alla musica ambient e al synth-pop degli anni '80, ricco di strumentazione vintage, come Savage Night At The Opera (che ricorda Enola Gay degli OMID). La Suicide Demo for Kara Walker (otto minuti) è il pezzo forte intellettuale del disco.
Poison Season (2015) è una mediocre raccolta di ballate pop sussurrate. Si possono salvare Times Square, in stile Lou Reed, e la martellante Dream Lover, in stile David Bowie. Il resto è languido e sonnolento a tal punto da risultare irrilevante. Bangkok vanta una coda jazz swingante.
Ken (2017) si è convertito al synth-pop con canzoni vivaci come Sky's Grey e Tinseltown Dripping In Blood, ma il brano più orecchiabile è Cover From the Sun, che richiama il power-pop ingenuo degli anni '60. In The Morning è un altro omaggio virtuale a David Bowie.
Have We Met (2020) ha meno synth-pop (Crimson Tide), più pop ambient (The Television Music Supervisor) e un pezzo funky come Cue Synthesizer.
Dan Bejar è passato alla "disco" in Labyrinthitis (2022) dei Destroyer, dove un suono synth in stile anni '80 alimenta le robotiche Suffer e June.
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