- Dalla pagina sui Faun Fables di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

I Faun Fables, il duo della Bay Area formato dalla cantante folk e artista performativa Dawn McCarthy e dal polistrumentista Nils Frykdahl dello Sleepytime Gorilla Museum, hanno debuttato con le ninne nanne fiabesche soprannaturali di Mother Twilight (2001), presentando la cantante come un'erede moderna della musica folk ultraterrena di Vashti Bunyan e Linda Perhacs, e i Faub Fables come eredi della grande tradizione del roots-rock trasfigurato dei Catheads e dei Donner Party.
L'invocazione a spirale di Begin, lo sketch surreale di Sleepwalker, la trenodia vocale di Beautiful Blade e l'atmosferica e muta Train (il pezzo forte dell'album) ricordano Meredith Monk, con la voce di McCarthy che domina il brano. Le sue radici interpretative influenzano anche la teatrale Hela e l'insolitamente propulsiva Catch Me. Meno riuscite sono le sciolte litanie di Traveller Returning e Mother Twilight, che si trascinano senza raggiungere un vero pathos.

Dopo The Transit Rider (2006), un concept sulla metropolitana di New York e colonna sonora di uno spettacolo multimediale (2002), si sono rivolti a un eccentrico cabaret brechtiano per l'eclettico ed energico Family Album (2004), con McCarthy che mette in mostra la sua voce per intonarsi al maestoso contralto di Grace Slick. Anche la loro scelta di cover era insolita: Carousel With Madonnas di Zygmunita Koniezcyniego ed Eternal di Brigitte Fontaine.

L'EP di quattro canzoni A Table Forgotten (2008) era dedicato alla vita domestica.

Un tono solenne permeava il piÃđ ambizioso Light of a Vaster Dark (2010), un concept album in quattro parti su luce e oscurità (ogni parte contenente piÃđ canzoni). Qui il duo si ÃĻ avvalso della polistrumentista Kirana Peyton, della violinista Meredith Yayanos, del suonatore di ance Cornelius Boots e dell'armonicista Mark Stikman. La maestosa ode dal suono medievale guidata dal flauto Light of a Vaster Dark, la preghiera fiabesca quasi gospel Mary (violini, flauti, armonium, glockenspiel), l'elegia marziale Violet e il canto corale in stile voodoo Sweeping Spell (con percussioni esotiche e ricercate) hanno conferito un'aria di arte sofisticata al loro progetto. D'altra parte, Housekeeper, con il suo ritmo minaccioso da pow-wow, la sua musica da camera neoclassica con clarinetti e archi e una danza di violino che imita “Histoire du Soldat” di Stravinsky, cosÃŽ come il ritmato canto corale Parade, introdotto da un'armonica blues, dipingevano una versione meno folk dei Walkabouts.


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