- Dalla pagina sui Fun Years di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

I Fun Years, un duo newyorkese formato da chitarra baritona (Ben Recht) e giradischi (Isaac Sparks), hanno utilizzato i "rumori" del giradischi per "arrangiare" la musica della chitarra e viceversa, esplorando i ruoli complementari dei due strumenti quando sono messi insieme in una polifonia di campioni, loop e droni.
Dopo i dilettanteschi Now That's What I Call Droning, Volume 4 (2004), Why We're All Below Average (2005), Crminimal Hardcore (2005), $3.99 Yourself to Death (2006) e The Crippling Paranoia Of Fluorescent Quinine (2006), la loro arte ha dispiegato le discrete meditazioni schizofreniche di Life-Sized Psychoses (Barge, 2007) e Baby It's Cold Inside (Barge, 2008).

Una metà di God Was Like No (Barge Records, 2010), i cui pezzi si susseguono senza soluzione di continuità, mette in scena una parabola di cervello diviso. Breech On The Bowstring attraversa un crescendo imponente, passando da ripetizioni minimaliste alla Glenn Branca a sporchi droni androidi. Makes Sense To Me scatena una battaglia tra una musica ambient calma permeata da segnali radio alieni e un ipnotico strimpellare di chitarra. In entrambi i casi, la musica ÃĻ trascinata da due forze opposte, una verso la ripetizione e l'altra verso il continuum. Una narrazione emerge piÃđ avanti, quando i riverberi che deformano la mente di Psychic Career si trasformano nel mantra psichedelico di Little Vapors, che a sua volta si trasforma nel torbido collage sonoro di And They Think My Name Is Dequan, una sorta di preludio al miasma industriale e alla distorsione zombie di Get Out Of The Obese Crowd (il pezzo forte dell'album). Il muro di rumore di Precious Persecution Complex si muove come uno tsunami che si approssima dall'orizzonte, ma nasconde anche una melodia che ricorda quella di un organo.


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