- Dalla pagina sugli Hidden Cameras di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Gli Hidden Cameras, il progetto del cantautore di Toronto Joel Gibb che ha debuttato con l'EP Ecce Homo (2001), sono dedicati a melodie pop arrangiate in modo sontuoso, simili nel suono (ma non nello spirito) ai Magnetic Fields.
In effetti, la qualità principale di The Smell of Our Own (Rough Trade, 2003) è quella di non avere precedenti, nonostante sia, in definitiva, solo l'ennesima raccolta di melodie orecchiabili. Il punto è che Golden Streams, Smells Like Happiness, Boys of Melody e soprattutto Ban Marriage non si rifanno al passato, ma sono profondamente radicati nel presente. L'idea (ma non il sound) è simile a quella dei Belle And Sebastian. Il sound è un omaggio a diverse band, ma a nessuna in particolare, anche se non si può sfuggire ai padri di tutte, i Beach Boys (la densa Day is Dawning con organo, vibrafono, trombone, violino...).

Mississauga Goddam (Rough Trade, 2004) è un lavoro allegro che coniuga Belle And Sebastian e VanDyke Parks, con una riflessione eterea e un'ironica nonchalance. Music Is My Boyfriend e The Fear Is On pubblicizzano la qualità radiofonica della raccolta, ma la band potrebbe essere meglio servita dal contrasto tra la mite e l'esuberante di Doot Doot Plot, I Believe In The Good Of Life, We Oh We. Troppo spesso, però, l'album non è solo prevedibile, ma anche ripetitivo.

Awoo (2006) era un album ancora più derivativo di ballate pop in cerca di una ragione di esistere, più un paio di anthem poco elaborati (Awoo, Lollipop).

Origin Orphan (2009) è un'altra insipida raccolta di canzoni senza identità, nonostante il singolo In The NA.


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