- Dalla pagina sugli Horrors di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La band
britannica degli Horrors debuttÃē con uno stile gotico-glam-psichedelico
leggermente aggressivo su Strange House
(Loog, 2007). Jack The Ripper ÃĻ una
danza pow-wow horror marziale aâ la Cramps che accelera con passo vaudeville folle. Count In Fives ÃĻ un inno aâ la Devo con un ritmico organo acido. Draw Japan aumenta la dimensione propulsiva con un ritmo motorik
quasi-Neu e organo febbricitante.
Excellent Choice ÃĻ una parodia di film horror, con tanto di
chitarre suggestive ed ossessionanti droni di tastiera. Thunderclaps gareggia con i musical di Broadway per lâenfasi
burlesque. La seconda metà del disco ÃĻ meno convincente, sebbene il rockabilly di
Little Victories e lâisterica Sheena Is A Parasite mostrino un poâ di
energia, e la strumentale jazzy e dissonante Gil Sleeping improvvisamente mostra abilità musicali che non
erano evidenti nelle burle precedenti.
Primary Colours (XL, 2009) propose una band completamente diversa, che suona un incrocio fra synth-pop e dark-punk producendo la sgradevole melodia dance-punk di Mirrorâs Image, la propulsiva e poppeggiante Who Can Say, la sentimentale e shoegaze Do You Rememeber, la macabra e ballabile Scarlet Fields (aâ la Joy Division), e lâaria magniloquente Primary Colours; nessuna di queste ÃĻ particolarmente emozionante. Il canto funebre da sette minuti di I Only Think Of You voleva forse essere la loro The End ma arriva a suonare come una litania inutile. Per lo meno Sea Within A Sea si risolleva lungo gli otto minuti con un ritmo techno per vincere la monotonia. Un poâ della verve del primo album sopravvive nellâinno Three Decades (la canzone piÃđ veloce dellâalbum aperto da una brezza di tastiere cosmiche), nella grezza I Canât Control Myself (reminiscente del garage-rock degli anni sessanta), e nella disperata New Ice Age (con echi di Gun Club e Doors)
Skying (2011) ÃĻ per lo piÃđ un pasticcio confuso di esperimenti falliti, che spaziano dal languido lounge synth-pop anni '80 (Still Life) al pomposo glam-pop di David Bowie (Changing the Rain) al pop psichedelico dell'era "Madchester" (Monica Gems).
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