- Dalla pagina sulla Human Quena Orchestra di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La Human Quena Orchestra di Pittsburgh, il progetto di Ryan Unks e Nathan Berlinguette dei Creation Is Crucifixion, ha creato una musica industrial-metal densa, funerea e influenzata dal doom su Means Without Ends (Daft, 2007).
Le note lente e fragorose di The Ballad Of Ayn Rand danno il tono al resto. La parte più originale è probabilmente quella che appartiene al futurismo apocalittico, in particolar modo il vortice sibilante con le urla terrorizzate di Believer. Ma il duo è più interessato a mettere in scena pezzi teatrali altamente emozionanti. Fascist Haircut (sedici minuti) si risveglia dopo sei minuti relativamente tranquilli e poi mette in scena un kammerspiel espressionista con la chitarra e la batteria che suonano come mitragliatrici che avanzano lentamente e un ronzio elettronico vorticoso che fluttua nell'aria. Più semplice è la musica, più strazianti sono i rituali evocati, e così la breve Savior, per scosse elettriche e ronzii inquietanti, potrebbe costituire il picco emotivo.
The Politics Of The Irredeemable (Crucial Blast, 2009) era forse un po' meno raccapricciante, ma non meno estremo. Gli sporadici grappoli fragorosi di Progress, di dodici minuti, riparano ronzii elettronici stridenti che si sposano con glissando di chitarra selvaggiamente distorti. Il duo colpisce alla giugulare con Mores (Part Two) (14 minuti) che è un mostruoso caos cacofonico (nonostante la tediosa coda di cinque minuti). Un picco di paura psicologica si raggiunge in Aspiration: il denso magma di suoni elettronici ed elettrici e ritmi simili a gong (e forse voci) plasmano il suo concentrato di suspense. C'è ancora del teatro in questo rumore orribile: le voci dolorose che occasionalmente frugano lo scheletrico paesaggio sonoro elettroacustico di Denial (Part One) suonano come un attore sul palcoscenico di un desolato ultimo atto. Questa "opera doom" si conclude con la fitta nebbia di Denial (Part Two), in cui tutti gli elementi dei brani precedenti si mescolano, si fondono e si disperdono. Non c'è ancora assolutamente alcuna melodia in questa musica.
A Natural History Of Failure (Utech, 2010) era un'altra sinfonia di angoscia multistrato, suonata con un tono ancora più autoflagellante.
- Torna alla pagina sulla Human Quena Orchestra di Piero Scaruffi -