- Dalla pagina sui Kills di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La “next big thing” del luglio 2003 furono i Kills, un duo con base a Londra formato dalla vocalist Alison “VV” Mosshart (Vero Beach, 23 novembre 1978) al canto, dalla Florida, e dal chitarrista britannico Jamie “Hotel” Hince (Buckinghamshire, 1968).
Il loro album d'esordio, Keep on Your Mean Side (Rough Trade,Dead Weather, un supergruppo fondato da Alison Mosshart dei Kills, dal batterista Jack White dei White Stripes e Raconteurs, dal chitarrista Dean Fertita dei Queens Of The Stone Age e dal bassista Jack Lawrence dei Raconteurs, debuttò con Horehound (Reprise, 2009), che li presentava eredi dell' alt-rock trasandato di Royal Trux e Jon Spencer. Hang You From The Heavens è un power-blues tonante, mentre So Far From Your Weapon è un sinistro blues palustre fedele a Nick Cave. 60 Feet Tall ricorda, invece, le jam caotiche della Jimi Hendrix Experience, mentre I Cut Like A Buffalo è un minaccioso shuffle dub-industriale. Mosshart brilla in tutto l'album, specialmente in Treat Me Like Your Mother, dove i suoi vocalizzi (alla maniera di Hope Nicholls dei Fletchin Bone) fanno affidamento sul sottofondo musicale. Fertita è un collaboratore all'altezza, che ruba la scena nell'iper-funky di Bone House e nella strumentale 3 Birds (che si rivela essere perlopiù una vetrina per il suo rumore alieno di chitarra).Blood Pressures (Domino, 2011) contiene due canzoni indirizzate verso nuove strade: Future Starts Slow e Satellite. Nonostante ciò il nucleo emotivo del disco trasuda nel garage-blues (Heart Is A Beating Drum e Nail Is My Coffin); mentre la ballata pianistica di The Last Goodbye sembra essere troppo vecchia maniera per risultare sincera.
Sea Of Cowards (Warner, 2010), dei Dead Weather, era un seguito mediocre. 2003), è quanto di più prevedibile sia mai stato realizzato sul versante blues-punk lanciato da Jon Spencer e poi reso popolare dai White Stripes. Per riassumere, il suono della band può essere descritto come un incrocio un po’ amatoriale fra Royal Trux e P.J. Harvey (si ascoltino le canzoni Black Roster e Cat Claw), con qualche spunto occasionale preso da Patti Smith (Superstition) e qualche accenno di jam session che ricorda Robert Johnson e i Velvet Underground (Kissy Kissy).
I testi lasciano proprio a desiderare ma, nonostante le premesse del primo album, con No Wow (RCA, 2005) il duo decide di introdurre un cantato più intenso, più duro e diretto (il modello è Polly Jean Harvey). Il ritmo country di Rodeo Town, il simil-garage di Love is a Deserter e No Wow danno un senso a questo album.
MidNight Boom (2008) fu ancor più prevedibile dei precedenti, nonostante l'hype della stampa di settore. La musica e lo stile dei Kills rispetta tutti i canoni estetici in voga negli ultimi anni, ma latita di contenuti rilevanti. Probabilmente esistono al mondo dozzine, se non centinaia di band che potrebbero scrivere riff più intriganti e accattivanti di Last Day Of Magic, Tape Song e Cheap and Cheerful.
Dead Weather, un supergruppo fondato da Alison Mosshart dei Kills, dal batterista Jack White dei White Stripes (e Raconteurs), dal chitarrista Dean Fertita dei Queens Of The Stone Age e dal bassista Jack Lawrence dei Raconteurs, debuttò con Horehound (Reprise, 2009), che li presentava eredi dell'alt-rock trasandato di Royal Trux e Jon Spencer. Hang You From The Heavens è un power-blues tonante, mentre So Far From Your Weapon è un sinistro blues palustre fedele a Nick Cave. 60 Feet Tall ricorda, invece, le jam caotiche della Jimi Hendrix Experience, mentre I Cut Like A Buffalo è un minaccioso shuffle dub-industriale. Mosshart brilla in tutto l'album, specialmente in Treat Me Like Your Mother, dove i suoi vocalizzi (alla maniera di Hope Nicholls dei Fletchin Bone) fanno affidamento sul sottofondo musicale. Fertita è un collaboratore all'altezza, che ruba la scena nell'iper-funky di e nella strumentale 3 Birds (che si rivela essere perlopiù una vetrina per il suo rumore alieno di chitarra).
Blood Pressures (Domino, 2011) contiene due canzoni indirizzate verso nuove strade: Future Starts Slow e Satellite. Nonostante ciò il nucleo emotivo del disco trasuda garage-blues (Heart Is A Beating Drum e Nail Is My Coffin); mentre la ballata pianistica di The Last Goodbye sembra essere troppo vecchia maniera per non essere sincera.
Sea Of Cowards (Warner, 2010), dei Dead Weather, fu un mediocre seguito.
- Torna alla pagina sui Kills di Piero Scaruffi -