- Dalla pagina sui Lightning Bolt di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Lightning Bolt da Providence (Rhode Island), sono una delle poche band americane (attualmente solo il duo formato dal batterista/cantante Brian Chippendale e dal bassista Brian Gibson) che sia in grado di competere con i maestri del noise giapponese (Fushitsusha, Boredoms, Ruins).
Debuttarono come trio con Lightning Bolt (1997), conosciuto anche come The Yellow Record, nel quale figurava ancora il cantante originale Hisham Bharoocha. Maggiormente estremi rispetto ai compagni di Rhode Island degli Arab On Radar, i Lightning Bolt univano una furia dissonante a una velocità omicida. La ristampa su CD aggiunge lâimprovvisazione di 32 minuti Zone. Quando Bharoocha lasciò la band (per formare i Black Dice), la sezione ritmica decise di continuare come duo.
Ride the Skies (Load, 2001), il primo album a essere registrato come duo, è una suite di otto devastanti strumentali di noise rock improvvisato. Il principale cambiamento è dovuto ai terribili suoni della chitarra di Gibson, che ora fa la parte di una vera e propria orchestra noise.
I maniacali, ripetitivi riff di Forcefield e 13 monsters sono la miglior introduzione allâimpeto irresistibile della band. Massicce dosi di humor e cacofonia soffiano la vita in brani come The Faire Folk e Wee Oneâs Parade, reminiscienti del primo Zappa e dei Chrome. Ma i Lightning Bolt offrono più che mere jams ad alta energia. I frenetici drumming e strimpellamenti di Ride the Skies nascondono la melodia dietro al caos, il maelstrom prog-rock di Rotator si allinea secondo una geometria obliqua ma non per questo meno rigorosa. Câè del metodo in questa follia.
Mindflayer è il side-project di Chippendale, esistente dal 1996.
Il primo album, Itâs always 1999 (Ooo Mau Mau, 2001 â Load 2004) rimasto inedito per tre anni, traeva forza dai contributi del musicista elettronico Meerk Puffy (Mark Brinkmann) della noise band Forcefield. Le sue brevi vignette erano assai meno abrasive rispetto al contemporaneo Ride the Skiesdei Lightning Bolt.
Take Your Skin Off (Bulb, 2003) era un opera di gran lunga più assurda. Il suo tour de force, Youâre Dead at the Bottom of a Dungeon, lunga 21 minuti, è unâesplosiva miscela di free-jazz, house e Neu!.
La missione dei Mindflayer continuò con Die and Mold (2004) ed Expeditions to the Hairier Peaks (2005).
Nel frattempo il terzo album dei Lightning Bolt, Wonderful Rainbow (Load, 2003), era un altro tour de force di noise veloce e a tutto volume, dai maelstrom punitivi di 30000 Monkeys, Dracula Mountain e Assassins, ai sette minuti di tortura di Two Towers. Tra speed-metal e noise-core il duo catturava uno spettro di emozioni ibride che non si trovano in nessuno dei due generi indipendentemente.
Lâipnotico suono del duo (specialmente il virtuoso vocabolario del basso di Brian Gibson) era diventato la vera essenza della loro musica su Hypermagic Mountain (Load, 2005). Il duo era principalmente intento a scioccare lâascoltatore con i passaggi velocissimi e i possenti, metallici attacchi di Riffwraiths, 2 Morro Morro Land e Captain Caveman. La tensione rimane esplosiva durante tutto lâalbum, nonostante alcune tracce risultino un poâ sovraccariche. Tuttavia a prescindere dal valore artistico delle composizioni, la pura potenza delle performance è spaventosa, specialmente in Dead Cowboy e Mohawkwindmill, due brani dei quali la maniacale intensità richiama alla memoria i Bitch Magnet.
Proprio come i due album precedenti, Earthly Delights (2009) dei Lightning Bolt ha i suoi bei momenti ma suona vuoto e ridondante per la maggior parte del tempo. I loro ultimi tre album avrebbero dovuto essere degli EP.
Brian Gibson dei Lightning Bolt ha suonato (la batteria!) anche nel debutto dei Megasus, Megasus (Wild Power, 2009).
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