- Dalla pagina sui Moss di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La band britannica Moss (il chitarrista Dom Finbow, il batterista Chris Chantler e il cantante Olly Pearson) ha pubblicato uno degli album doom metal piÃđ creativi del nuovo secolo: Cthonic Rites (2005). I 21 minuti di Crypts of Somnambulance scatenano minuto dopo minuto riff di chitarra lenti e incalzanti, ritmi di batteria catatonici e spasmi miasmatici. La monotonia viene interrotta solo all'ottavo minuto da un glissando penetrante. I trenta minuti di The Gate sono ancora piÃđ agonizzantemente lenti, praticamente una sinfonia di un ronzio continuo con un maniaco ululante in sottofondo (gli ultimi 14 minuti sono silenziosi).
Sub Templum (Candlelight, 2008) contiene i 23 minuti di Subterraen, in cui la voce cerca effettivamente di raccontare una storia e il ritmo acquisisce una qualità da fabbrica, i nove minuti di Dragged to the Roots, che ÃĻ piÃđ o meno la stessa cosa (e non ÃĻ chiaro perchÃĐ costituisca una traccia separata), e la suite in tre movimenti da 35 minuti Gate III, tanto glaciale, solenne e piena di suspense quanto priva di eventi.
L'EP Tombs Of The Blind Drugged (Candlelight, 2009) ha aggiunto tre lunghe meditazioni sulla morte (e una cover dei Discharge). Il lento rimbombo del basso dei primi due album ÃĻ un po' meno ossessivo. Ciononostante, Skeletal Keys ÃĻ cosÃŽ anemico da dare continuamente l'impressione di essere sul punto di crollare. Nella loro tradizione, Tombs Of The Blind Drugged ÃĻ semplicemente la seconda parte dello stesso tipo di lento decadimento, con la differenza che alla fine cede a una transizione: un organo emerge dove le chitarre scompaiono. Gli undici minuti di Eternal Return ripartono da una distorsione di chitarra crepitante e da una batteria marziale, ottenendo un effetto ben piÃđ devastante.
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