- Dalla pagina sui Mùm di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Mùm sono un gruppo islandese (Gunnar Orn Tynes e Orvar Aoreyjarson
Smarason, e le sorelle gemelle Gyda e Kristin Anna Valtýsdóttir) che ha debuttato
con Yesterday Was Dramatic Today Is Ok (Thule, 2000 -
Tugboat, 2001 - Morr Music, 2005), una delicata fusione di elettronica glitch,
strumenti da camera (fisarmonica, tromba, campanelli, clarinetto, piano,
violino) e vocalizzi atmosferici. La trama di I’m 9 Today,
si fonda su note smorzate di piano, disturbini elettronici, voci alterate ed è
portata a un climax improbabile da forti droni di fisarmonica. La piece
minimalista definitiva è The Ballad Of The Broken Strings,
che consiste in sostanza di un motivo oscillante ancora di fisarmonica sepolto
in un rumore fisso, a malapena udibile. Smell Memory sono
nove minuti di creativi suoni percussivi, dal poliritmo deforme che la apre
alle scosse da slot machines che le restituisce vita, fino ai clangori hip hop
e metallici che la chiudono. Sunday Night Just Keeps On Rolling
è un’altra variazione sul concetto di comporre musica attraverso soli suoni
percussivi, resa un pò più disorientante contrapponendogli droni minacciosi.
Asleep On A Train prende la stessa idea, ma stratificandola
verticalmente, con un mutevole battito sincopato sfregato da fisarmonica e
campionamenti vocali.
La musica dei Mùm raramente mira al pathos. La sezione centrale di
There Is A Small Number Of Things include un tenero
loop di piano che sembra un carillon, e la prima metà di Awake On A
Train è una melodia folk (con un contrappunto che suona come un
arpicordo) che si trasforma in una romantica serenata di corni, ma queste sono
brevi pause dalla prevalente rudimentale anarchia.
The Ballad Of The Broken Birdie Records è l’unica canzone
vera e propria, una distorta voce infantile che intona una semplice cantilena
su un confuso manto ritmico. Ma è ancora una violenta eccezione alla regola: i
Mùm quasi mai usano il “ritmo” in modo ordinario. Le loro strutture scorrono
senza centro di massa sia perché non hanno confini (melodici) sia perché
mancano del tradizionale supporto ritmico.
Mùm Remixed (Thule) e Please Smile My Noise Bleed (Morr) sono (terribili) album di remix.
Il loro secondo album Finally We Are No One (Fat Cat,
2002), è meno intransigente nel modo in cui elude i formati musicali
convenzionali. L’attenzione alla “texture” è servita a costruire composizioni
coesive, rispetto alla semplice esplorazione di umori. La cantante sussurra in
tono fanciullesco la ninnananna Green Grass Of Tunnel Video
contro arrangiamenti relativamente lineari e un ritmo saltellante. We
Have A Map Of The Piano è quasi l’esatto contrario: un’affascinante
composizione che usa la voce come una delle tante attrazioni strumentali. E
Don’t Be Afraid You Have Just Got Your Eyes Closed è
una vignetta puramente strumentale à la Brian Eno, che non ha nulla in comune con la qualità caotica
degli strumentali del primo album.
La lunga K-Half Noise (di nove minuti) e I Can’t
Feel My Hand Any More It’s Alright Sleep Stillgiustappongono
un’aria neoclassica a fantasiosi battiti post-techno.
La voce femminile ritorna per chiudere l’album (in accenti ancora più
languidi) con la sterminata The Land Between Solar Systems
(dodici minuti), puntata di palpiti più morbidi e un accompagnamento
sognante.
Il primo album era fondamentalmente un'orchestra che mette a punto i propri strumenti, il secondo album era una vera sinfonia.
Il primo album era un’intelligente disquisizione, il secondo album era l’oggetto di
quella disquisizione.
Summer Make Good (Fat Cat, 2004) devia verso un canzoniere più tradizionale ma, purtroppo, spostando il centro di massa dalle tastiere elettroniche alla voce petulante di Valtydottir fa poco per intensificare il fascino dei brani. I passaggi strumentali che dovrebbero fornire il sostegno strutturale di Weeping Rock Rock, The Ghosts You Draw On My Back, Oh How the Boat Drifts, Will the Summer Make Good for All of Our Sinssono umili e amatoriali, nonostante la sfavillante produzione. L’album nell’insieme risulta monotono, sonnolento e, per una band che cerca di suonare pop, tutt’altro che melodioso. Le surreali molle ad orologeria dei primi due album si sono tramutati in giocattolini dell’usato. Il processo è ancora prevalente sulle strutture in Nightly Cares, Sing Me Out the Windowe Island of Children's Children. L’album sarebbe dovuto uscire come EP di tre canzoni.
I Mùm suonano ancora più pop su Go Go Smear The Poison Ivy (Fat Cat, 2007), un altro stadio nella transizione del gruppo verso il formato canzone tradizionale. Se la raffinata Blessed Brambles cerca di stabilire un legame col passato, il presente è la muzak pop elettroacustica di They Made Frogs Smoke 'Til They Exploded e Dancing Behind My Eyeballs.
Sing Along To Songs You Don't Know (Euphone, 2009) era ancora meno elettronico, con la violoncellista Hildur Gudnadòttir a dirigere gli arrangiamenti da camera.
Early Birds (Morr Music, 2012) raccoglie le rarità dei Mùm dei loro esordi.
Smilewound (Morr Music, 2013), con il ritorno di Gyda Valtýsdóttir dopo dieci anni, contiene l'inquietante Underwater Snow, la vivace When Girls Collide, la tenera Slow Down e il mediocre singolo Toothwheels, ma dimostrava anche che la band aveva esaurito la propria ispirazione.
L'album contiene, come bonus track, Whistle, un brano realizzato con Kylie Minogue e facente parte della colonna sonora del film Jack & Diane (2012) di Bradley Rust Grey.
- Torna alla pagina sui Mùm di Piero Scaruffi -