- Dalla pagina sui Paper Chase di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

I Paper Chase sono un quartetto di Dallas (Texas) guidato dal cantante/chitarrista John Congleton e con Sean Kirpatrick alle tastiere e ai campionatori.
Sul loro album di debutto, Young Bodies Heal Quickly You Know (Beatville, 2001), erano artistici, nervosi e nevrotici come i primi gruppi della new wave (Television, Pere Ubu, Dead Boys). L'album sembra un vortice disorientante di elementi che attingono casualmente dal post-rock e dall'hardcore. Più che flussi sonori, i brani erano esplosioni sonore. Le strutture di This May Be the Last Song You Ever Hear e Can I Pour You Another Drink Lover sono devastate da impulsi incontrollati. Le più razionali Paperwork e Off With Their Heads, e gli otto minuti di When And If The Big One Hits, giocano con un formato altrettanto eccentrico, solo che, alla fine, è subordinato alla melodia. La tensione tra contrappunto strutturato e libero è incarnata da Goddamn These Hands, che sembra un'improvvisazione di Godspeed You Black Emperor su una conversazione telefonica.

L'EP di cinque brani Cntrl-Alt-Delete-U (Divot, 2002) ha ulteriormente astratto il concept, creando le taglienti Press Any Key To Continue e Who Can Deny How Delicious It Tastes al confine tra Pop Group e Slint.

Forse influenzato dalla moda del momento (emocore), Hide The Kitchen Knives (Southern, 2003) è riuscito a suonare meno concentrato, enfatizzando al contempo il rock e le componenti vocali del loro sound. L'EP di tre brani What Big Teeth You Have (Southern, 2004) contiene Everyone Knows How This Song Will End e due cover.

God Bless Your Black Heart (Kill Rock Stars, 2004) fu affondato da arrangiamenti operistici e gotici che si discostavano totalmente dal programma originale.

Now You Are One Of Us (Trost, 2006) reinventò il progetto. John Congleton era ora personalmente responsabile sia degli aspetti lirici che di quelli musicali. La sua strategia era un'esperienza disorientante per eccellenza all'interno della struttura della canzone rock convenzionale: utilizzare il veicolo sbagliato, ovvero i cliché degli arrangiamenti (che fossero rock psichedelico o pop da camera), per trasmettere un messaggio che non aveva nulla a che fare con il cliché (per esempio una storia horror su vivaci riff power-pop, o distorsioni acide per una malinconica reminiscenza). Da Chuck Berry agli Slipknot, la musica rock era solita adattare la musica ai testi. Questa versione dei Paper Chase era emblematica di un passaggio verso una deliberata separazione dei due aspetti, e persino di una loro giustapposizione, in modo che lo yin dell'uno contrastasse con lo yang dell'altro. Un effetto collaterale di queste strutture contorte fu l'emergere di un elemento demoniaco (non solo gotico). L'album si apre con l'aria operistica di Broadway We Know Where You Sleep, una sorta di David Bowie che incontra Tom Waits nel musichall. Le sfumature declamatorie pervadono il pezzo forte dell'album You Will Never Take Me Alive, la cui tensione melodrammatica è creata da accordi martellanti di violoncello, così come dall'inno follemente maestoso At The Other End Of The Leash. Lungi dall'essere serio riguardo alle sue pose neoclassiche, Congleton le deride con la litania sincopata di Wait Until I Get My Hands On You. Il punk-rock rabbioso, beffardo, dissonante e guidato dal pianoforte di The Kids Will Grow Up To Be Assholes si sposa con Captain Beefheart e gli Art Bears. Un ritmo grottescamente zoppicante alla Pere Ubu spinge The Most Important Part Of Your Body, che le lugubri linee di pianoforte e i roventi riff di chitarra trasformano in una danza macabra. I Paper Chase riversano adrenalina a profusione nell'inno galoppante di You're One Of Them Aren't You?, nella fragorosa mini-opera And All The Candy You Can Eat e nel brano conclusivo The House Is Alive And The House Is Hungry, gridando al mondo il loro desiderio di sconvolgere.

Someday This Could All Be Yours (2009) avrebbe dovuto essere un concept album in due volumi, ma solo il primo è stato pubblicato. L'ambizione dell'"opera rock" ha messo a dura prova le loro capacità melodiche. Congleton ha fallito sia come compositore che come cantante, troppo enfatico e melodrammatico su entrambi i fronti. Persino i brani cantati in coro come I'm Going to Heaven with or without You sono soffocati da ritmi poderosi ed effetti sonori deludenti. Il vaudevillesco The Common Cold è una delizia, ma ben poco altro sopravvive al massacro, certamente non i sette minuti di This is only a Test. L'avvincente This is a Rape fa centro solo verso la fine.


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