- Dalla pagina sugli Sleigh Bells di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Gli Sleigh Bells, il duo newyorkese formato dal polistrumentista Derek Miller (ex punk-rocker nei Poison The Well) e dalla cantante Alexis Krauss, hanno inventato dura musica dance psicotica su Treats (NEET, 2010). La Krauss intona ritornelli ingenui e leziosi e Miller li fa esplodere con forti arrangiamenti industrial-metal multistrato. In effetti Tell 'Em ha poco più che ritmi di mitragliatrice e panzer per devastare la filastrocca di Krauss. Una simile cantilena infantile viene dilaniata dal rumore elettronico in Run The Heart. Kids è una sorta di canto tribale con percussioni di tipo industriale e miasmi elettronici. La declamazione hip-hop di Infinity Guitars si scontra con tamburi martellanti e chitarre heavy metal. Durante tutta la distorta e rimbombante Crown On The Ground si riesce a malapena a sentire il cantante. Il suo rap è sommerso da colpi, rotolamenti e sibili in A/B Machines. Treats scatena un vibrato brutale incrociato a un riff antemico per contaminare i suoi versi angelici. L'esperienza sadomaso definitiva è Straight A's, uno tsunami di chitarre punk ed elettronica pazza che dura solo 90 secondi. All'altra estremità dello spettro, la ballata Rill Rill è, al confronto, un'oasi di semplice melodia in marcia.
Reign of Terror (Mom+Pop, 2012) affoga in un vortice di riff heavy metal, suonando involontariamente come una parodia dell'arena-rock. Le voci sono per lo più messe in secondo piano, ma le canzoni che raggiungono un pathos psicotico sono proprio quelle dominate da Krauss: la tonante trafila industrial metal Comeback Kid, l'inno rabbioso alla Joan Jett Tune Shred Guitar, l'orecchiabile voce da labirinto con gioco di specchi Road to Hell e in particolare Crush in cui "un gruppo di ragazze incontra i Def Leppard tramite i R.E.M.". Il resto raramente raggiunge il mistico grottesco della sincopata Born To Lose.
Bitter Rivals (2013) deriva da così tanti stili che una recensione dettagliata sarebbe troppo lunga. Inizia con il roboante hip-hop alla Beastie Boys in Bitter Rivals e culmina (melodicamente parlando) con il bubblegum pop alla Britney Spears di Young Legends. Sing Like a Wire suona come se Michael Jackson fosse il frontman dei Nine Inch Nails. Tiger Kit confina con il rap-metal dei Rage Against The Machine. You Don't Get Me Twice suona come se Joan Jett si fosse data al rap. La canzone più alla moda è forse Love Sick, che ha una dolce melodia soul su poliritmi digitali alla moda e riff di chitarra ritmati.
Jessica Rabbit (2016) non è molto musicale. Alexis Krauss urla, sbraita, rappa e canticchia, ma c'è poca sostanza nelle canzoni che piuttosto sembrano imitazioni amatoriali di stili alla moda. Tutto è così inutilmente ampolloso (il disordinato It's Just Us Now alla Britney Spears, l'ancor più disordinato Rule Number One, la ballabile Crucible) che la dolce ballata Hyper Dark arriva come una boccata d'aria fresca. I Can't Stand You Anymore è power-pop di terza categoria, e Throw Me Down the Stairs è pop-metal di terza categoria.
L'EP di sette canzoni Kid Kruschev (2017) contiene l'eterea ballata soul Rainmaker e la ballata più toccante And Saints, canzoni con un accompagnamento insolitamente elementare. La solita dose di ritmati riff di chitarra viene sprecata in Panic Drills.
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