- Dalla pagina su Marnie Stern di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

La chitarrista newyorkese Marnie Stern ha debuttato con In Advance Of The Broken Arm (Kill Rock Stars, 2007), con Zach Hill degli Hella alla batteria. L'album è un viaggio giovanile tra heavy metal, punk-rock, garage-rock e noise-rock, filtrato attraverso la sensibilità della new wave degli anni '70. Non proprio una cantautrice intellettuale alla Patti Smith, e dotata di una voce molto più femminile, Stern ha dovuto affidarsi a un intricato e abrasivo attacco di chitarra, ritmi frenetici e ripetizioni demenziali per conferire significato alle sue canzoni. Stern trasferisce l'esuberanza della sua età in formati estremamente instabili: il suo metodo di ripetizione infantile e batteria amatoriale funziona al meglio nel frenetico ballo di Vibrational Match, nell'inno da asilo nido Put All Your Eggs In One Basket, nella caotica Absorb Those Numbers, nella supersonica Healer e nell'iper-esuberante The Weight Of A Rock, che evoca un remix dissonante dei passi di Rip Rig & Panic. La cacofonia può essere molto divertente, come dimostra Logical Volume e il suo concentrato di suono digitale ed effetti vocali; e sfiora persino il ballabile con Letters From Rimbaud, che suona come Rockafeller Skank di Fatboy Slim, per ballerini spastici. E occasionalmente lascia prevalere la melodia, come nella canzoncina punk-pop atonale Every Single Line Means Something. A volte le canzoni di Stern suonano come una versione leggermente melodica e selvaggiamente effervescente della "no wave" degli anni '70 (Contortions, DNA). Altre volte mostra una passione per la voce stridula dell'opera cinese che ricorda Frank Zappa. Sono accompagnati da chitarre cinguettanti e maniacali in Precious Metal e da una slam dance sincopata in Grapefruit. L'intero spettacolo si muove a cavallo tra un rock alternativo davvero sfacciato e uno scherzo adolescenziale. È quindi sorprendente quando si immerge in una meditazione relativamente sofisticata e marziale come This American Life. Stern ha da sola smontato e ridefinito lo stereotipo della rocker donna.

This Is It & I Am It & You Are It & So Is That & He Is It & She Is It & It Is It & That Is That (2008) suona meno spontaneo e quasi post-rock nella sua ambizione di superare la pura energia del debutto. Le asprezze più dure sostituiscono la vecchia frenesia. Ecco perché The Crippled Jazzer vanta un riff blues-rock degno dei Free, e The Devil Is In The Details suona come Joan Jett al carnevale di Rio.
Solo poche canzoni mantengono l'equilibrio tra infantilismo e frenesia del primo album. Prime si apre come un rap a cappella, ma si trasforma in una tiritera infantile urlata all'infinito da un coro con chitarra stentorea e batteria primitiva. Lo stesso gruppo di bambini si abbandona alla selvaggia giga scozzese (con la chitarra al posto della cornamusa) di Transformer e al marziale ballo in maschera di Ruler. Il suo lato pop è ora contaminato da dinamiche contorte come nel noise-rock intellettuale degli anni '80. Da qui il zoppicante e sbilenco Shea Stadium e l'agonizzante e mutevole Vault.

Marnie Stern (Kill Rock Stars, 2010) è allo stesso tempo più emotivo e più melodico. For Ash, alternando assalto a tutto gas e giocosa autoironia, è un esercizio su come dare una dimensione punk a una filastrocca per bambini (in realtà è un requiem per un amico suicidato). Il non meno esuberante Nothing Left coniuga esplosive contorsioni post-rock e un allegro ballo da strega. Il più melodrammatico ed estroverso Building A Body si avventura quasi in territorio dance-punk e vanta una melodia cupa (invece delle solite ingenue tiritere). Gli altri brani, tuttavia, si abbandonano a ritornelli bizzarri e ritmi frastagliati che spingono i limiti ben oltre. Female Guitar Players Are The New Black è uno strano ibrido che spazia dall'opera cinese al prog-rock. Cinco De Mayo è una trasposizione musicale di isteria e crollo. The Things You Notice è persino una ballata atmosferica mid-tempo. Questa è musica angosciata che riflette chiaramente problemi profondi. È anche il modo migliore per utilizzare la batteria contorta di Zach Hill, una seconda "voce" che spesso ruba la scena, soprattutto se confrontata con il primitivo strimpellio della chitarra.


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