- Dalla pagina su Brock Van Wey di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il produttore Brock Van Wey (Livermore, 1974), di San Francisco ma residente a Shaoxing (Cina), sotto lo pseudonimo di “Bvdub”, ha creato musica ambient dub in una serie di EP tra cui I Never Cried A Tear (2007), Requited Love (2007), A Moment's Peace (2008), Dreams Of Red Chambers (2008), No Turning Back (2008), Return To Tonglu (2008), cosÃŽ come negli album Strength In Solitude (2600 Records, 2007) e Monuments To Oblivion (2008).
Van Wey si ÃĻ immerso nell'elettronica ambient senza ritmo di White Clouds Drift On and On (Echospace, 2009), il primo album pubblicato a suo nome.
Le lunghe escursioni elettroniche non fanno altro che ripetersi con minime variazioni. Le dolci onde di Too Little Too Late ne sono l'archetipo ovvio. PiÃđ avanti sfociano nel nostalgico e inquietante White Clouds Drift On And On. Tuttavia il respiro di I Knew Happiness Once si evolve lentamente in un potente collage vocale. Un denso impasto di voci viene elaborato da Forever A Stranger (il raro brano cinematografico) fino a diventare un forte drone simile a un organo da cui emerge un maestoso canto femminile. Frammenti di voce sfocati duettano con una chitarra scordata in A Gentle Hand To Hold. Lo svantaggio di queste suite ÃĻ che, in definitiva, sono soltanto loop di musica d'ascolto poco sofisticata. Il CD bonus contiene una serie di "remix" techno-dub di Stephen Hitchell.
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