- Dalla pagina su Greg Weeks di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Greg Weeks è un cantante, cantautore, chitarrista e tastierista (il moog è la sua tastiera preferita). Fire In The Arms Of The Sun (BaDaDing, 1999) propose il suo stile da camera da letto silenzioso, sommesso e malinconico in chiave minore, che ricordava in qualche modo Nick Drake. Ciò che rende unico Weeks è il modo in cui permette alle parti strumentali di digredire come se avessero una vita oltre i testi, concludendo infine la trama delle canzoni con un intimo viaggio nelle profondità dell'anima. The Angel Of Death è una testimonianza azzeccata: una litania sussurrata che termina con una lungo finale nel quale la chitarra divaga senza meta, incontrando a volte un violoncello e un organo. La leggermente più ottimista Joan Of Arc somiglia ad una bossanova suonata da Donovan. I sei minuti di The Pale Shade, che vanta una dei finali più comlessi e orchestrali dell'album, rievoca le sonorità eteree/medievali/pastorali di Donovan. Un'altra canzone relativamente calma, The Flesh Of Terrain, somiglia alle vignette domestiche di Leo Kottke. Però, in un secondo momento, lo spirito del disco collassa, prima con Tracey Bowen Double Life (che presenta un'altro bizzarro finale strumentale), poi con Leaves And Limerance, un'altra vetta dello stile semi-bossanova (nonché una delle ballate più "pure" dell'opera). L'album è colmato da Straw Days (la quattordicesima traccia), una canzone tanto mesta da somigliare ad un requiem e dai rumori elettronici che inondano Harves Of Sights (la tredicesima traccia), un'altra confessione lunga e complessa. (N.B.: la numerazione delle tracce sul retro della copertina è scorretta).
Il mini-album di otto canzoni Bleecker Station (Ptolemaic Terrascope, 2000) è un concept che tratta la fine di una relazione, benché l'album, limitato alla sola voce e chitarra, sia a tutti gli effetti un'opera d'esordio.
Il lieder elettronico di Awake Like Sleep (BaDaDing, 2001) segna un ritorno allo stile del primo album e un'evoluzione a sonorità più futuristiche.
L'EP Slightly West (Acuarela, 2003) è una graziosa appendice all'album contenente materiale leggermente più fuorviante.
Espers (Locust, 2004), attribuito al trio dei Philadelphia (comprendente la cantante Meg Baird e il chitarrista acustico Brooke Sietinsons), fa forse troppo affidamento alla chitarra acida e pirotecnica di Weeks. Persino la lunga Herts & Daggers And Travel Mountains sembra forzata e inconcludente. Il mini-album The Weed Tree (2005), attribuito agli Espers, raccoglie cover, mentre II (Drag City, 2006), che presenta la formazione allargata a sei membri (Weeks all'elettronica, Baird alla voce, Sietinsons alla chitarra acustica, Helena Espvall al violoncello, Chris Smith al basso, Otto Hauser alle percussioni), era un episodio più derivativo e più assorto nella costruzione di atmosfere piuttosto che nella composizione di ballate folk acide. Le lunghe Dead Queen, Children Of Stone e Dead King sono melanconicamente evocative e impressioniste in modo zen. Persino il cantato è diventato più "ambientale" che meramente decorativo.
Blood Is Trouble (Ba Da Ding, 2005) ritorna allo stato d'animo introverso dei suoi album solisti. Perde in poesia ciò che guadagna in struttura.
Espvall And Batoh (Drag City, 2008) era una collaborazione tra Helena Espvall degli Espers e Masaki Batoh dei Ghost che proseguiva su Overloaded Ark (Drag City, 2009).
La maggior parte dei membri degli Espers, incluso Greg Weeks, così come Fursaxa e Fern Knight, hanno suonato su The Valerie Project (Drag City, 2007).
III (Drag City, 2009), degli Espers, era la loro raccolta più calma, ma anche la meno avvincente.
Espvall aveva debuttato da solista con Nimis & Arx (2006) dove cantava e suonava il violoncello, la chitarra e il flauto dolce, mentre George Korein si occupava dell'elettronica.
Espvall ha suonato anche negli Anahita, documentati in Arcana En Cantos (2006), Matricaria (2008) e Tourmaline (2016).
Leaves from Off the Tree (2006) presentava Espvall con Sharron Kraus e Meg Baird.
Lapidary (2010) raccoglie improvvisazioni con Marcia Bassett dei Double Leopards, Improvisations for Strings and Electronics (2012) raccoglie improvvisazioni con Marielle Jakobsons e Agnes Szelag.
Su Cauldron (2012) c'erano Espvall con Alan Sondheim e Azure Carter.
Altre collaborazioni includono A Hallowed Shell of Ash and Rust (2013) con il chitarrista di San Francisco Ernesto Diaz-Infante (Espvall al violoncello amplificato ed elettronica, Diaz-Infante al bajo sexto amplificato, chitarra d'acciaio e tanpura elettronica, tamburo tom-tom e campana tibetana) e Sombras Incendiadas (2015) con il compositore portoghese David Maranha degli Osso Exotico. Uno split album del 2014 con Jackie-O Motherfucker contiene il duetto di 22 minuti Electrogesis con il chitarrista Tom Carter dei Charalambides.
Espvall si trasferì in Portogallo e divenne rapidamente un punto fermo della scena locale degli improvvisatori jazz.
Il cacofonico pezzo di 34 minuti di Sul (2018) è stato eseguito da un'orchestra d'archi guidata da Ernesto Rodrigues e arricchita dal percussionista Andrew Drury. L'orchestra d'archi è composta da Rodrigues alla viola, Espvall e Miguel Mira ai violoncelli, Gianna de Toni e Miguel Almeida alla chitarra acustica, Abdul Moimeme alla chitarra elettrica, Alvaro Rosso e Hernani Faustino ai contrabbassi, Maria do Mar al violino e Biagio Verdolini sulla cetra.
Espvall si è esibito anche nei 30 minuti di Mare Tranquillitatis (2019) della Variable Geometry Orchestra di Ernesto Rodrigues.
Queen Triot (2020) documenta le improvvisazioni free-jazz di un quintetto con Ernesto Rodrigues e Marie Takahashi alle viole, Maria do Mar al violino e João Valinho alle percussioni.
Turquoise Dream (2021) documenta un quartetto con la pianista Marta Warelis, il violinista Carlos “Zingaro” e il chitarrista acustico Marcelo dos Reis che suonano musica da camera astratta e dissonante. Ernesto Rodrigues guida anche l'Isotope Ensemble e ha arruolato Espvall per la piece da 27 minuti Radium (2019) e per i 41 minuti di Electroacoustic su Uranium (2022).
Il Quartet Exquis con il clarinettista basso Noel Taylor, la clarinettista Anna Marie Ignarro e il contrabbassista João Madeira è documentato in Da Multiplicidade Do Vacuo (2021).
Il sestetto tutto al femminile Lantana, con la cantante Maria Radich, la violinista Maria do Mar, la violoncellista Joana Guerra, la trombettista Anna Piosik e la musicista elettronica Carla Santana, è documentato su Elemental (2022).
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