- Dalla pagina sui White Birch di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

I White Birch, trio norvegese composto dalla cantante e chitarrista Ola Flottum, dal batterista Hans Christian Almendingen e dal bassista Ulf Rogde, con la frequente partecipazione di Frode Løes Arnesen alle tastiere, hanno debuttato con l'emocore amatoriale di Self-Portrayal (1996), seguito dall'EP di quattro brani Left Hand (1997) e dalla cassetta To Be Not... (1996).

People Now Human Beings (1998), meglio prodotto da Helge Steen (alias Deathprod), rimane un'opera confusa, forse ispirata a Talk Talk.

Dopo quattro anni, la band ha fatto un salto quantico con le litanie slocore di Star Is Just A Sun (Glitterhouse, 2002): Silly Malone in stile Nico, il salmo anemico e pieno di suspense Love Is So Real, la maestosa e tintinnante Beauty King (forse la migliore), la tenue elegia sussurrata Star, la tenera quasi catatonica Donau Movies, ecc.

Si sono sciolti dopo Come Up for Air (2005).

Dopo una pausa di nove anni, Flottum ha messo insieme una nuova formazione e ha registrato The Weight of Spring (2015).


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